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Gestione dei rifiuti, da Fise-Assoambiente i modelli organizzativi per prevenire corruzione e reati ambientali

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La prevenzione diventa sistema per combattere corruzione e reati ambientali nel settore dei rifiuti: arriva un nuovo strumento per aiutare le imprese nell'adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo. Presentate oggi a Roma in Confindustria le Linee guida «Modelli organizzativi e sistemi di gestione ambientale» elaborate da Fise Assoambiente, in collaborazione con Certiquality e approvate dal ministero della Giustizia, che nell'approfondire le Linee guida già predisposte da Confindustria, intendono proporre, attraverso indicazioni e misure tratte dalla pratica aziendale, un strumento operativo per identificare le attività "sensibili" potenzialmente in grado di condurre amministratori e dipendenti ad assumere una condotta colposa.

I modelli
Con il Dlgs n. 231/2001 che ha disciplinato la responsabilità delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, sono stati introdotti i «Modelli organizzativi» (Mog), un sistema che serve ad analizzare i rischi, identificare le fattispecie di reato e individuare un metodo di prevenzione e controllo.
In questi ultimi anni l'ambito di applicazione del Dlgs n. 231 è stato esteso con la legge n. 123/2007 prima ai reati in materia di sicurezza sul lavoro (omicidio colposo, lesioni colpose commesse in violazione delle norme antinfortunistiche, dell'igiene e della salute) e poi con il Dlgs 121/2011 ad alcune fattispecie di reati contro l'ambiente ora sanzionate penalmente (illeciti nella raccolta, trasporto, recupero o smaltimenti di rifiuti e controllo dei siti di smaltimento).

L'obiettivo delle linee guida
Alla luce del rinnovato quadro normativo relativo ai reati societari e nei confronti della Pa, le nuove Linee guida vogliono accompagnare le imprese nell'adozione dei modelli di organizzazione e gestione fornendo indicazioni e misure tratte dalla pratica aziendale. Individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi reati, previsione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione, attuazione delle decisioni dell'azienda in relazione ai reati da prevenire e introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure: se questi sono i cardini dei Mog, il dossier di Fise Assoambiente propone modelli che dovranno «vivere con l'impresa, aderire alle sue caratteristiche e alla sua organizzazione ed evolversi e cambiare con essa nell'auspicio che tale condotta valorizzi gli sforzi organizzativi sostenuti» mantenendo la rotta sull'obiettivo principale che è quello di prevenire i fenomeni corruttivi monitorando soprattutto le attività come la pianificazione dei conferimenti/trasporti, la gestione di gare e dei flussi di ingresso e in uscita, le verifiche ambientali (suolo, acqua e aria), la manutenzione degli impianti.
Le Linee guida come dichiara il presidente di Fise Assoambiente, Giulio Manzini, sono finalizzate «a promuovere concretamente la legalità nel mercato della gestione rifiuti, ad alimentare la fiducia e a tutelare il capitale reputazionale e di immagine delle imprese del comparto, rendendo verificabile la loro affidabilità nelle gare, nei bandi e in generale nei rapporti con altri soggetti pubblici e privati».


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