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Musei civici, la piattaforma dei Comuni per una definitiva messa a sistema delle strutture

di Emiliano Falconio

Dei 3.847 «musei, gallerie o collezioni» censiti dall'Istat in un'indagine del 2013, oltre il 40% sono comunali per un totale di quasi 2mila strutture diffuse capillarmente sul territorio nazionale. Di questa straordinaria ricchezza, e delle azioni che i Comuni intendono intraprendere per metterla a sistema, parlerà questa mattina il presidente dell'Anci Piero Fassino che parteciperà ai lavori del seminario nazionale Anci sui musei civici, previsto a Roma.

Il seminario di oggi
Un incontro – presieduto da Fassino e partecipato da sindaci, amministratori e dal consigliere del Mibact Lorenzo Casini – che sarà occasione per ragionare in maniera nuova sui musei civici italiani e per definire una piattaforma di temi da portare all'attenzione del Mibact e del Parlamento. Una piattaforma che per sindaci e amministratori si baserà su quattro tematiche specifiche ovvero l'innovazione nelle forme di gestione, la sostenibilità a medio-lungo termine dei musei civici, l'uso dell'Art bonus e l'integrazione tra musei comunali e quelli statali, anche alla luce della riforma messa in campo dal ministero per i Beni e le attività culturali.

La gestione innovativa dei Comuni
Per quanto riguarda le forme di gestione, in questi anni i Comuni hanno sperimentato forme innovative di gestione dei musei, spesso con la creazione di istituti di natura pubblico/privata che hanno permesso in molti casi un sensibile miglioramento dell'offerta di cultura a favore dei cittadini e dei turisti, con risultati lusinghieri. I buoni risultati ottenuti, però, sono stati spesso inficiati da continui ostacoli burocratici, ad esempio quelli derivanti dai decreti legge n. 78/2010 e n. 95/2012, che hanno introdotto una serie di limiti all'autonomia gestionale degli enti. Perché si possa procedere su questa strada, oggi si ribadirà la necessità di una legislazione efficace con sistemi di attribuzione delle risorse convenienti e utili alle sperimentazioni più innovative.

Le proposte dei sindaci
Sulla sostenibilità di medio-lungo periodo delle strutture museali, i sindaci torneranno a chiedere che tutti i finanziamenti per nuove strutture siano concessi solo a condizione che ci sia un piano di gestione adeguato, che assicuri la sostenibilità economica sul medio-lungo periodo: in altre parole, mai più aprire musei che poi non si sa come gestire e come mantenere economicamente. Per quanto riguarda il patrimonio "minore", invece, la proposta si baserà su un ripensamento dell'organizzazione delle strutture sul territorio, incentivando le collaborazioni "di rete", le gestioni associate dei servizi e valutando adeguatamente la possibilità di partenariati con il mondo delle associazioni e delle cooperative.
E veniamo alle possibilità offerte dall'Art bonus nei musei civici. Questo strumento, ormai reso permanente dalla legge di stabilità 2016, porta in sé vantaggi veramente notevoli non solo nei Comuni, in particolare perché le donazioni possono essere rivolte non solo a interventi strutturali e di restauro, ma anche al "sostegno", quindi all'attività, delle strutture.
Ma perché possa funzionare pienamente, i sindaci chiederanno di attivare una campagna di comunicazione coordinata a livello nazionale e locale per diffondere lo strumento e il suo uso, cosa che finora è stata fatta solo in parte. Verrà inoltre ribadito l'auspicio di uno specifico piano di informazione e formazione, di carattere eminentemente tecnico, rivolto ai funzionari dei settori della pubblica amministrazione coinvolti, che solo in pochi casi hanno avuto fino ad ora esperienze in questo campo, ma che sono figure strategiche in fase di promozione quanto di realizzazione degli interventi. In sintesi, l'Art bonus dovrà essere inteso non solo come un modo per intercettare finanziamenti, ma soprattutto come una importante innovazione nel rapporto fra amministrazioni e cittadini, chiamati a contribuire per il "bene pubblico", e che in questa direzione si sentiranno dunque più titolati a chiedere migliori servizi di conservazione e fruizione, più trasparenza e la verifica dei risultati.
Infine un altro tema centrale che Fassino solleverà a nome dei sindaci italiani sarà quello dell'integrazione tra musei comunali, statali e privati sia per quanto riguarda le città d'arte, il cui patrimonio andrebbe ricondotto il più possibile a strategie di promozione comune, sia per i musei diffusi sul territorio. Da questo punto di vista, le aspettative dei sindaci rispetto alle riforme in corso nel Mibact (autonomia dei principali musei e costituzione dei poli regionali) sono molto alte, e l'auspicio è che si arrivi al più presto all'avvio di un lavoro comune a livello tecnico.


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