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Accordo tra Governo e Regioni per la copertura in banda ultralarga di 7.300 Comuni

di Mauro Savini (*)

Lo scorso 11 febbraio, in sede di Conferenza Stato-Regioni, è stato siglato un importante accordo per l'utilizzo delle risorse destinate ad attuare la Strategia italiana per la banda ultralarga, il piano governativo che ha l'obiettivo di fornire una connessione ad almeno 30 MBps a tutta la popolazione italiana e a 100 MBps all'85% di essa entro il 2020. L'Accordo ripartisce fra tutte le Regioni le risorse necessarie alla realizzazione della rete nelle cosiddette "aree bianche", quelle cioè dove, in base a una rilevazione effettuata dal ministero dello Sviluppo economico, nessun operatore di telecomunicazioni prevede di investire in maniera tale da garantire a tutti una sufficiente velocità di connessione.
L'accordo ha un valore di circa 3 miliardi di euro e mette insieme risorse provenienti da tre fonti diverse: 1,6 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione, destinati alla Strategia banda ultralarga dal Cipe con la delibera 65 del 6 agosto 2015; 1,2 miliardi di euro di fondi Fesr e Feasr e 233 milioni di euro del Pon Imprese e Competitività. Oltre all'importanza della realizzazione della rete in banda ultralarga per lo sviluppo del Paese, l'intesa raggiunta costituisce una significativa innovazione nel metodo di programmazione delle risorse, poiché supera il meccanismo di ripartizione del Fsc che prevede che l'80% di questo fondo vada alle Regioni del Sud. In questo caso, invece, c'è una ripartizione basata sul fabbisogno di copertura del territorio, che è maggiore nelle Regioni del Centro-Nord. Come contropartita, le Regioni del Sud potranno contare su ulteriori stanziamenti per la realizzazione di altre infrastrutture.

Le modalità di attuazione del piano
Per partire operativamente il Governo sta ora aspettando l'approvazione del piano di intervento da parte della Commissione europea, che dovrebbe arrivare a breve. Successivamente, la realizzazione delle rete in fibra ottica nelle aree a fallimento di mercato sarà affidata a Infratel – società in house del ministero dello Sviluppo economico – e la sua proprietà rimarrà pubblica, in comproprietà fra Stato e Regioni, in coerenza con le indicazioni provenienti da Bruxelles. Operativamente, Infratel procederà alla pubblicazione di bandi per la realizzazione di rete in fibra ottica nei territori inseriti nei cluster C (nel quali si prevede di coprire almeno il 70% delle unità abitative con connessioni oltre i 100 Mega e il 30% ad almeno 30 MBps) e D (nel quale si prevede di coprire tutte le unità abitative a 30 MBps). La somma di queste aree copre il territorio di 7.300 Comuni, dove risiedono circa 18 milioni di cittadini. Per accompagnare gli interventi sui territori, il Governo sta mettendo a punto alcuni strumenti previsti nella Strategia e il cui livello di definizione è ormai molto avanzato: si tratta del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (Sinfi) che ha l'obiettivo di mappare le infrastrutture di soprasuolo e sottosuolo idonee a ospitare la fibra ottica, permettendo così un risparmio nei lavori di scavo, e del decreto di recepimento della direttiva 61/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità.

Il ruolo dei Comuni
L'attuazione della Strategia per la banda ultralarga coinvolgerà i Comuni in maniera significativa. Anche se non direttamente responsabili dell'attuazione degli interventi, infatti, le amministrazioni locali avranno un ruolo decisivo in virtù delle loro competenze in materia di governo del territorio e conseguente relazione con i soggetti vincitori dei bandi che saranno materialmente deputati a realizzare le opere infrastrutturali. Le modalità e i tempi di rilascio delle autorizzazioni per l'apertura dei cantieri dovranno essere coerenti con la normativa in corso di approvazione, con particolare riferimento al decreto di recepimento della Direttiva 61/2014, che ridefinirà tempistiche, oneri a carico degli operatori e previsioni relative alla tipologia di intervento, dando priorità al riutilizzo di infrastrutture di rete di pubblico servizio esistenti e all'utilizzo di tecnologie di scavo poco invasive, quali ad esempio la minitrincea. Ai fini del successo della strategia nazionale e del conseguente raggiungimento degli obiettivi, dunque, sarà importante verificare quali modalità di collaborazione fra Infratel, Regioni e Comuni e relativi modelli d'intervento verranno attivati nei diversi territori.

(*) Area Innovazione tecnologica, attività produttive, cultura e turismo, politiche giovanili, mobilità, energia e progetti europei Anci

Tabella – Ripartizione del Fondo Sviluppo e Coesione fra le Regioni

REGIONE - RISORSE (€)

Abruzzo: 69.948.879

Emilia Romagna: 180.758.862

Friuli Venezia Giulia: 86.412.642

Lazio: 28.417.849

Liguria: 41.851.216

Lombardia: 381.700.459

Marche: 72.052.277

Molise: 10.136.953

Piemonte: 193.824.685

Sardegna: 306.485

Toscana: 132.966.792

Provincia Trento: 47.691.697

Umbria: 3.791.764

Valle D'Aosta: 2.175.687

Veneto: 315.810.955

TOTALE 1.567.847.202

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Fonte: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome


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