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Nasce a Roma il segretariato tecnico del Pon metro: esempio di coordinamento per tutti gli interventi della politica di coesione

di Francesco Monaco (*)

La necessità di un raccordo tra i diversi programmi operativi della politica di coesione è al contempo un problema "storico" di questa politica e uno degli elementi critici di successo per il suo futuro. Poiché il nuovo ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 entra nel vivo dell'attuazione proprio nel 2016, converrà che tutte le autorità - a vario titolo chiamate a svolgervi un ruolo - si facciano carico del tema.
L'istituzione del Segretariato tecnico del Pon Metro rappresenta il segno evidente che l'Agenzia per la coesione territoriale, che lo ha portato a battesimo a Roma nella riunione del 18 gennaio scorso, intende occuparsi ovviamente della questione, a partire dall'integrazione degli interventi che potranno essere promossi nell'ambito appunto del Pon Metro (di cui l'Agenzia è autorità di gestione), con tutti gli altri previsti nei programmi operativi della coesione ovvero nei programmi ordinari d'intervento della altre amministrazioni in materia di agenda urbana.
L'Anci è membro del Segretariato tecnico e contribuirà - insieme alle città beneficiarie (e organismi intermedi del Pon) e nell'ambito dei compiti attribuiti dal Programma o che gli venissero affidati dall'Agenzia o dalle città - a costruire, e portare avanti, questo delicato ma necessario lavoro di coordinamento inter-istituzionale.
Di questo diremo più oltre, ora una riflessione sul quadro complessivo.

Il quadro complessivo della programmazione
Le strategie di intervento della politica di coesione per l'Italia e l'Europa sono declinate - sulla base degli orientamenti e delle regole contenute nel Quadro Strategico Comune e nei regolamenti comunitari - nell'Accordo di Partenariato, che definisce cornice strategica generale della politica di coesione (obiettivi tematici, risultati attesi, priorità e metodi di intervento) e nei Programmi Operativi, che declinano programmaticamente la strategia e assicurano un approccio integrato nell'utilizzo dei Fondi.
Ogni Stato membro ha la facoltà di scegliere il livello di PO (nazionale, regionale, interregionale) appropriato alla policy.
In Italia abbiamo attivato a oggi:
• 11 Programmi operativi nazionali (Fesr, Fse)
• 40 Programmi operativi regionali (Fesr, Fse)
• 3 Programmi nazionali di sviluppo rurale e pesca (Feasr, Feamp)
• 21 Programmi regionali di sviluppo rurale (Feasr)
• 19 Programmi di cooperazione territoriale europea.
Superano inoltre abbondantemente il numero di 300, i risultati attesi dell'intera programmazione, concordati con la Commissione europea.
Ora è evidente che o riusciremo a ricucire in un'unica trama il disegno degli interventi cofinanziati o rischiamo di vanificare ex ante la chance offerta dalla politica di coesione per contribuire al rilancio del Paese.

L'ambito di azione del Segretariato tecnico
Il raccordo fra gli interventi, a vario titolo promossi sul tema dell'Agenda urbana nazionale da parte di amministrazioni locali, centrali e regionali - considerata l'articolazione multilivello delle competenze in materia previste dalla legge - potrà consentire di superare la sovrapposizione/contrapposizione tra politiche ordinarie e politiche aggiuntive, che a parere di molti è una delle cause di maggiore criticità programmatica (e successivamente anche attuativa) della politica di coesione.
Questo aspetto, in verità, è dirimente in tutti i campi di policy, ma, rispetto alle politiche urbane assume ancora maggiore rilevanza, data l'articolazione e la molteplicità dei centri di competenza che si è venuta creando intorno a esse e l'approccio necessariamente multilivello della programmazione che rende la gestione e il governo delle trasformazioni territoriali certamente molto complesso.
Lo stesso Pon Città Metropolitane prevede una serie di ambiti di coordinamento nazionale a cui il programma deve ottemperare per assicurare il buon esito delle proprie iniziative.
Appare chiaro che l'esercizio di raccordo inter-istituzionale che si svolgerà sul terreno delle politiche urbane in sede Pon Metro, potrà essere d'esempio per tutti gli altri ambiti di policy rilevanti della politica di coesione nonché per il coordinamento strategico degli investimenti territoriali assicurati dalla politica ordinaria di bilancio.

Le indicazioni programmatiche del Pon Metro
Il Pon Metro per assicurare le suddette finalità mette in pista lo strumento della co-progettazione strategica, intesa come «metodo di costruzione condivisa della declinazione operativa della strategia con e tra le città (autorità urbane) in un percorso di cooperazione con l'autorità di gestione che assicuri l'allineamento e l'integrazione tra gli obiettivi generali e trasversali perseguiti alla scala nazionale e le priorità espresse dalle città, nel pieno rispetto dei principi esposti dai commi 5 e 6 dell'art. 7 del Reg. (Ue) 1301/2013».
Il metodo della co-progettazione dovrà poi estendersi progressivamente «fino ad includere altri soggetti, quali le Regioni o le autorità di gestione degli altri Pon, con l'obiettivo di esplorare tutte le possibili convergenze progettuali e finanziarie con gli interventi del Programma e le demarcazioni necessarie, al fine di assicurare interventi coordinati e distinti sui base geografica, tematica e/o settoriale».
Funzionale a questo lavoro è l'attivazione di gruppi di lavoro tematici tra le città, su tematiche di alto valore aggiunto ed elevata complessità progettuale (ad esempio smart city, Its, comunità emarginate, adeguata considerazione degli impatti ambientali) per sostenere la standardizzazione di «soluzioni progettuali e attuative tipo» in ambiti simili, anche valorizzando le conoscenze già acquisite e favorendo l'adozione di metodi innovativi, standard tecnici ed altre modalità per ottenere economie di scala.
Nel fornire feed-back e suggerimenti alle Au (Autorità urbana) e garantire la coerenza degli interventi con i princìpi e le strategie di policy rilevanti a livello nazionale ed europeo, l'Autorità di gestione – conclude il Pon Metro - sarà affiancata da un Segretariato tecnico costituito «dalle Amministrazioni centrali competenti (Agid, Mattm, Mit, Mlps, Unar) e dall'Anci per le tematiche affrontate dal Programma unitamente agli altri centri di rilevanza nazionale di presidio e orientamento su tali tematiche».

Alcuni compiti attribuiti al Segretariato tecnico
Solo al fine di avere una panoramica complessiva dei compiti attribuiti in sede programmatica si riportano in sintesi alcuni degli aspetti che si considerano legati al coordinamento che il Segretariato potrà esercitare sul tema della politica urbana e che saranno al centro del lavoro nei prossimi mesi:
• esplorare tutte le possibili convergenze progettuali e finanziarie fra gli interventi, ivi compresi quelli attuati con risorse nazionali (regionali e/o centrali), al fine di massimizzare i risultati e assicurare progetti coordinati e distinti su base geografica, tematica e/o settoriale;
• garantire la coerenza, la complementarietà e/o la demarcazione tra gli interventi del Pon e quelli dei Por, anche attraverso confronti trilaterali Adg del Pon Metro, Adg del Por territorialmente interessato e Autorità Urbana (Au);
• garantire la coerenza degli interventi con i principi e le strategie di policy a livello nazionale ed europeo e - laddove necessario - elaborare indirizzi di policy (i.e. criteri, modelli, etc.) per orientare l'azione progettuale congiunta e coordinata;
• assicurare, attraverso l'organizzazione di Gruppi di lavoro tematici tra le Città, il presidio delle policy oggetto del programma (smart city, Its, inclusione e innovazione sociale) per favorire la standardizzazione di soluzioni progettuali e attuative;
• favorire la costruzione e il funzionamento della rete delle città metropolitane e la partecipazione ad iniziative di rilevanza europea.

(*) Responsabile nazionale Area politiche di coesione territoriale Anci


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