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Città metropolitane, Nicotra: «Principale motore di sviluppo, a Firenze presenteremo 14 progetti su cui investire»

di Emiliano Falconio

Trasformare i 15 municipi romani in Comuni autonomi nell'ambito della Città metropolitana di Roma Capitale «che li renderà alla pari con gli attuali 120 Comuni dell'area metropolitana», dando al sindaco della Città metropolitana di Roma poteri speciali, che ne facciano un interlocutore unico e efficace per le realtà produttive del territorio. Al contempo, raggiungere gli obiettivi della legge Delrio «favorendo le unioni di Comuni che formano l'area metropolitana - immaginiamo 11 aggregazioni - a cui sarà affidata la gestione congiunta dei servizi di interesse economico generale».
Sono questi i pilastri della proposta di nuova governance di Roma capitale presentata ieri mattina da Unindustria, nel corso dell'evento «La città metropolitana di Roma capitale», e contenuta in uno studio commissionato all'Università di Tor Vergata e alla Luiss, nell'ambito dei lavori della Rete delle associazione metropolitane di Confindustria. Un convegno in cui sono intervenuti amministratori e studiosi della materia a cui ha partecipato anche il segretario generale Anci Veronica Nicotra che ha colto l'occasione per fare il punto sulle Città metropolitane, alla vigilia della due giorni dell'evento Start City, che si aprirà questa mattina a Firenze.
«Domani a Firenze (oggi, ndr) presenteremo un rapporto sulle Città metropolitane – ha esordito Nicotra – che le analizzerà per singole vocazioni produttive ed economiche. Un lavoro, fatto di 14 progetti, svolto in collaborazione con lo studio Ambrosetti che dirà punti di forza e di debolezza delle diverse realtà metropolitane. Anci ha creduto e crede molto nelle Città metropolitane e siamo convinti che su queste vadano indirizzati gli investimenti futuri, pubblici e soprattutto privati, per coinvolgere tutti nella sfida di dare impulso identitario e pieno riconoscimento ad un ente che può rappresentare il principale motore per lo sviluppo del Paese».

Il sistema Paese
«Dopo anni in cui se ne è parlato molto ma con scarsi risultati – ha ricordato Nicotra – in sede Anci abbiamo deciso di forzare e provare a dire che in una certa data sarebbero dovute nascere le Città metropolitane. Il risultato di istituirle è arrivato, adesso serve lavorare sul disegno che sta dietro a tutta la riforma Delrio ovvero quello di vederle come una precisa idea di "sistema Paese". Che i grandi agglomerati urbani siano il centro propulsore dell'Italia – ha rimarcato il segretario generale Anci – lo vediamo dai numeri: nelle grandi città si genera più del 40% del Pil nazionale e qui vive oltre il 50% della popolazione». Per governare questi numeri, però, serve secondo Nicotra «arrivare a una efficace governance istituzionale attraverso strumenti precisi e, speriamo, risorse adeguate che permettano di risolvere i problemi delle nostre aree metropolitane, chiamate a raccogliere lo spopolamento irreversibile delle aree non ad alta densità urbana».
Il modello «di ente di secondo grado» proposto dalla legge Delrio, per Nicotra «va in questa direzione perché è originale, a differenza delle altre realtà europee, e soprattutto perché tiene conto del forte valore identitario dei nostri Comuni». Un modello "innovativo", dunque, che secondo il vertice operativo Anci «dovrà mirare al massimo della semplificazione, coinvolgendo tutti i Comuni dell'area e favorendo la gestione associata e, laddove possibile, la fusione tra enti; il tutto però lasciando discrezionalità decisionale ai sindaci, in modo da permettere loro di scegliere quali funzioni associare e come stare insieme; cosa peraltro contenuta nella proposta Anci sulla riforma dell'associazionismo a cui stiamo lavorando con il ministero dell'Interno».
«Il 2015 – ha poi aggiunto Nicotra – è stato un anno di transizione. Mancano infatti ancora risposte sul versante delle funzioni e delle risorse, anche se, su quest'ultimo aspetto, nella Legge di Stabilità siamo riusciti a evitare il raddoppio del taglio, che comunque resta, per il 2016, di 250 milioni. L'Anci si augura quindi che il nuovo anno porti al decollo delle Città metropolitane, che dovrà sostanziarsi tramite un riconoscimento pieno da parte delle Regioni, fin qui dimostratesi antagoniste della riforma, e tramite il riconoscimento del quel ruolo di pivot che la stessa Delrio consegna al nuovo ente. Perseguiremo anche una forte semplificazione burocratica nella delicata partita relativa al personale che pensiamo debba essere formato secondo una visione manageriale che valorizzi l'attività e il lavoro degli uffici in chiave diversa rispetto al passato».


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