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Eusalp, debutto ufficiale per la macroregione alpina

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Una realtà formata da 48 regioni di 7 Paesi europei, con 70 milioni di abitanti che potrà trattare direttamente con l'Unione europea. È la macroregione alpina che ha debuttato ufficialmente alla Conferenza di lancio della Strategia Ueche si è conclusa ieri a Brdo pri Kranju, in Slovenia.
Austria, Francia, Germania, Slovenia, due Paesi extraUe (Liechtenstein e Svizzera) e per il nostro Paese, Alto Adige, Trentino, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia: tutti dentro Eusalp, la quarta strategia macroregionale riconosciuta da Bruxelles che dovrà diventare la piattaforma su cui le Regioni dell'arco alpino lavoreranno a livello paritario con l'Unione e i Paesi membri nella ricerca di soluzioni alle esigenze dell'area alpina.
Sviluppo, innovazione, mobilità sostenibile, crescita e benessere, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro in tutto l'arco alpino tramite la collaborazione internazionale e transfrontaliera. Saranno questi i campi d'azione così come sono stati elencati nell'indirizzo di saluto dal ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec.

Eusalp, come funzionerà
Non sarà una nuova Regione; non ci saranno nuove leggi nè fondi istitutivi, come ha chiarito Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia con delega alla Macroregione alpina. Si tratta di una «strategia», cioè di un modo di lavorare insieme, riconosciuto però dal Parlamento e dal Consiglio d'Europa.
Quattro dei nove corridoi europei attraversano l'area della Macroregione Alpina, il che permette e allo stesso tempo «costringe» le Regioni a intensificare la collaborazione transfrontaliera. E alle Regioni spetterà il ruolo di guida, come già deciso nel luglio scorso dalla Commissione europea.
L'organo di indirizzo politico sarà comunque l'Assemblea regionale, composta dai rappresentanti della Commissione europea e di tutti gli Stati e delle Regioni coinvolte, oltre che dalla Convenzione delle Alpi come membro osservatore.
L'attuazione delle politiche spetterà, invece, al Comitato esecutivo di concerto con i vari gruppi di lavoro. La composizione degli organismi non è ancora definita, ma il Friuli Venezia Giulia punta comunque, dove possibile, a mettere in campo la propria esperienza maturata dall'adesione alla Macroregione Adriatico-Ionica.
Alla Lombardia il compito di coordinamento del gruppo di lavoro delle Regioni italiane Eusalp e la leadership del primo Gruppo d'Azione di Eusalp che si occuperà di ricerca e innovazione. L'obiettivo concreto è quello di promuovere lo «Sviluppo di collaborazioni e sinergie efficaci tra i centri di ricerca e innovazione dell'area alpina».

Le sfide per il futuro
Eusapl sarà insomma una sfida e una opportunità per le economie dei territori coinvolti. A questo proposito è intervenuto Alberto Ribolla, presidente di Confindustria Lombardia, dichiarando di aver da tempo «scommesso sulla Macroregione Alpina come opportunità e sfida per le nostre imprese. L'aggregazione territoriale in Eusalp, infatti, darà vita a uno dei principali poli manifatturieri europei potenzialmente in grado di competere e primeggiare sui mercati mondiali».
Ma sono già in essere programmi europei come Interreg Italia-Svizzera 2014-2020 che la commissione europea ha adottato a metà dicembre con un budget di 118 milioni di euro, di cui oltre 100 dal Fondo europeo di sviluppo regionale e che entra a pieno titolo nella strategia europea per la Regione alpina (si veda il Quotidiano degli enti locali e Pa del 16 dicembre 2015).


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