osservatorio anci-ifel

Comuni e Forum del terzo settore per la promozione della cultura

di Vincenzo Santoro (*)

Anci e Forum nazionale del terzo settore hanno recentemente firmato un importante Protocollo d'intesa, che riguarda le politiche di promozione dei beni e delle attività culturali, settore considerato centrale per ragioni sociali ed economiche e che definisce in maniera significativa l'«identità» stessa dei territori.

Nuove strade per la valorizzazione
L'idea di fondo da cui parte il Protocollo è che attraverso un rapporto più stretto fra i Comuni e il mondo dell'associazionismo "non profit" si possano trovare strade nuove e originali per valorizzare il patrimonio culturale – materiale e immateriale - e ampliare la fruizione dei luoghi della cultura da parte dei cittadini. Riuscendo anche, attraverso lo sviluppo della filiera dell'«industria culturale e creativa» e l'incentivazione di un turismo consapevole, responsabile e sostenibile, a ottenere delle significative ricadute economiche e occupazionali, soprattutto fra i giovani.
Per queste ragioni, uno dei punti fondamentali, che dovranno essere sviluppati nei prossimi mesi, riguarda la possibilità di dare in affidamento a soggetti del terzo settore beni culturali civici «sottoutilizzati» per sperimentare progetti innovativi di valorizzazione. A sostegno di questi processi, il Protocollo prevede che Anci e Fts definiscano insieme delle linee guida sulle modalità di affidamento dei beni, da utilizzare a livello locale. Si procederà anche alla realizzazione di una sorta di repertorio di buone pratiche, che potranno essere utilizzate come modello per le nuove realizzazioni. Inoltre, si cercherà di attuare una strategia comune per ottenere che all'interno della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 siano previste, a livello nazionale e regionale, delle risorse a sostegno di progetti di questo genere (sul modello, ad esempio, del bando recentemente promosso della Fondazione con il Sud, che ha finanziato sette progetti di valorizzazione del patrimonio comunale promossi da soggetti del terzo settore), in modo da garantirne anche la sostenibilità sul medio-lungo periodo.

La partecipazione dei cittadini
Ma il Protocollo intende incentivare la collaborazione anche su altri settori, soprattutto per quanto riguarda la dimensione «comunitaria» dell'associazionismo, mondo che costituisce un tramite fondamentale fra le istituzioni e i cittadini e un luogo di sperimentazione della cittadinanza attiva. Per queste ragioni, si lavorerà per sviluppare progetti di partecipazione dei cittadini volontari, in forma organizzata, all'interno dei luoghi della cultura comunali (biblioteche, musei ecc), anche qui partendo dalla valorizzazione delle esperienze positive già attuate a livello locale.
Un altro ambito su cui si lavorerà comunemente è quello dello sviluppo del fundraising a favore della cultura, dove le forme di collaborazione fra istituzioni e cittadini può dare risultati molto fruttuosi, sia per l'esperienza e le competenze che alcuni soggetti del terzo settore hanno sviluppato negli ultimi anni, sia per la presenza ormai stabile nella nostra legislazione di significativi sgravi fiscali per le donazioni a sostegno della cultura (il cosiddetto «Art bonus»).
Infine, il Protocollo prevede un altro punto di importanza strategica: l'avvio di un confronto con le Regioni per lo sviluppo di politiche comuni, riguardanti l'armonizzazione della legislazione regionale nel campo della valorizzazione dei beni culturali, il rafforzamento del sistema delle infrastrutture culturali al servizio dei cittadini, a partire dalle biblioteche di pubblica lettura, lo sviluppo del turismo sostenibile e di qualità, la promozione dello spettacolo dal vivo e della creatività.

(*) Responsabile dipartimento Cultura e turismo Anci


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