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Appalti pubblici innovativi, Torino e Trieste sperimentano soluzioni e strategie europee

di Simone d'antonio

Dall'Europa indicazioni concrete per favorire la riqualificazione urbana attraverso sistemi più innovativi ed efficienti per realizzare appalti. Numerose città italiane sono coinvolte in partenariati cofinanziati dalla Commissione europea che stanno studiando il tema del public procurement e attuando soluzioni per favorire una migliore cooperazione tra attori pubblici e privati a livello locale.

Torino
È il caso di Torino, che si sta concentrando su una serie di azioni integrate con la sua Smart Procurement Initiative, un quadro di riferimento trasversale per migliorare la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nei processi di innovazione sociale sin dalla fase di elaborazione degli appalti. Migliorare l'analisi della domanda locale di innovazione, attraverso un coinvolgimento degli utenti e un dialogo costante con il mercato, è l'obiettivo che il capoluogo piemontese si propone di raggiungere a partire da una sistematizzazione delle pratiche a livello interno e da un riallineamento degli obiettivi seguiti dalla sua strategia smart city, all'interno della quale sono inseriti molti dei progetti su cui si stanno sperimentando le nuove modalità di fare appalti.
Tra questi il progetto Pro-Lite (Procuring Lighting Innovation and Technologies in Europe), al centro di una serie di appuntamenti pubblici (http://biglietti-primi-esiti-del-progetto-pro-lite.eventbrite.it) promossi dal Comune in città per favorire il dibattito sugli appalti pubblici come strumento per promuovere l'innovazione a partire dall'amministrazione locale. Utilizzare la leva della domanda pubblica per stimolare lo sviluppo di nuove soluzioni nel mercato dell'illuminazione è l'obiettivo che il capoluogo piemontese si propone di raggiungere attraverso questo progetto che conduce al lancio di un appalto di innovazione per la manutenzione straordinaria di due edifici scolastici. L'elemento di novità proposto dal progetto risiede nel fatto che non saranno soltanto tecnici e imprese a essere coinvolti nella fase di analisi della domanda e di progettazione ma anche gli alunni delle scuole elementari e medie delle scuole interessate dall'intervento che riguarderà sia l'illuminazione che l'isolamento acustico degli edifici. Torino sta sperimentando modalità innovative di appalto anche in altri campi come la refezione scolastica e il riuso di edifici, rispettivamente con i progetti Innocat e Probis che avvieranno nei prossimi mesi linee guida progettuali per i prossimi appalti e simulazioni di modelli capaci di riformulare la collaborazione con altre società già addette alla fornitura di servizi a livello locale.

Trieste
Sul fronte degli appalti pre-commerciali è Trieste la città italiana che sta compiendo una delle sperimentazioni più valide a livello europeo nell'ambito del progetto Brodise, dedicato al tema della rigenerazione della aree industriali dismesse. Cofinanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Horizon, il progetto si concentra sul recupero di aree inquinate da decontaminare in tre città europee (oltre il capoluogo del Friuli Venezia Giulia coinvolte anche Bilbao e Seixal) a partire da un'azione di studio sulla problematica di partenza e da un modello di bando (realizzato per l'Italia dalla Fondazione Cittalia, partner del progetto, e disponibile al link http://www.cittalia.it/index.php/item/5923-brodise-al-via-la-prima-call-for-interest-per-appalti-pre-commerciali) rivolto ad altre città e autorità pubbliche interessate da questo problema che intendono condividere soluzioni da applicare nelle città del progetto. Tale modello promosso da Brodise punta a unire diverse tipologie di attori intorno a una sfida specifica che presenta caratteristiche comuni creando così una massa critica in grado di accelerare soluzioni innovative nel settore.
Definire modalità innovative di appalto per il finanziamento di tecnologie non ancora esistenti è l'obiettivo degli appalti pre-commerciali proposti dal progetto, che punta a favorire una migliore ripartizione possibile tra rischi e benefici condivisi tra settore pubblico e privato. In particolare Trieste si concentra sull'area industriale dismessa dell'Ezit, creando con Brodise le condizioni più adatte per avviare un processo di riqualificazione finanziabile anche attraverso ulteriori fondi europei e regionali.

(*) Area Studi, Ricerche e banca dati delle autonomie locali Anci


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