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Demanio: 39 offerte per primo bando di concessione degli 11 fari dello Stato

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Alla scadenza del primo bando di gara in Italia che propone in affitto, fino a 50 anni, 11 fari di proprietà dello Stato sono 39 le proposte arrivate per il recupero e il riuso. Un «boom di offerte» per Agenzia del demanio e ministero della Difesa che hanno gestito l'operazione e che commentano positivamente il risultato, ottenuto grazie alla grande partecipazione del territorio ma anche dell'associazionismo sociale e ambientale, dell'imprenditoria immobiliare e di investitori esteri.
«Per la prima volta in Italia – ha dichiarato il Direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi - abbiamo avviato, grazie alla collaborazione e al sostegno di partner del settore turistico, dell'associazionismo e dello sport, un processo di valorizzazione del sistema dei fari italiani. Fari che non smetteranno il loro uso di lanterne e di sentinelle del mare e che saranno riportati a nuova vita grazie ad interventi di ristrutturazione e riqualificazione, con benefici economici e sociali sui territori dove si collocano».
«Un gioco di squadra tra Ministero della Difesa e l'Agenzia del Demanio - ha spiegato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti - nel più ampio progetto per la valorizzazione del patrimonio pubblico italiano, che vuole sottrarre queste risorse al degrado e, al contempo, fornire una importante occasione di sviluppo per il territorio».

La mappa delle proposte
Per i fari in gestione all'Agenzia del demanio le proposte sono così distribuite: 3 per il Faro di Brucoli ad Augusta (Siracusa), 6 per Murro di Porco a Siracusa, 4 per Capo Grosso nell'Isola di Levanzo - Favignana (Trapani), 3 per Punta Cavazzi ad Ustica, 7 per Capo d'Orso a Maiori (Salerno), 6 per Punta Imperatore a Forio d'Ischia, 3 per San Domino alle Isole Tremiti.
Per quanto riguarda i fari gestiti dal ministero della Difesa, sono pervenute: 2 offerte per Punta del Fenaio, 2 per Capel Rosso sull'Isola del Giglio, 3 per il Faro Formiche di Grosseto e nessuna offerta per il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto.

La valutazione delle offerte
I bandi, online dal 12 ottobre 2015 al 12 gennaio 2016, sono stati gestiti dall'Agenzia del demanio e dal ministero della Difesa/Difesa Servizi parallelamente, con alcune differenze dovute alle peculiarità dei diversi fari (si veda anche il Quotidiano degli enti locali e Pa del 13 ottobre 2015). Per partecipare alla gara, era necessario presentare un progetto di riqualificazione e valorizzazione e un'offerta economica libera.
Prende dunque il via il secondo step della gara: due Commissioni, appositamente costituite, una per l'Agenzia del demanio e l'altra per il ministero della Difesa, procederanno in seduta pubblica all'apertura dei plichi e verificheranno la correttezza formale della documentazione presentata dai partecipanti. Le proposte idonee saranno valutate secondo il criterio dell'offerta «economicamente più vantaggiosa», data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60%, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40%. La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi quali: soluzioni di recupero del faro, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. Le proposte progettuali dovranno essere coerenti con gli indirizzi e le linee guida del progetto Valore Paese - Fari, in particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali.


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