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Demanio culturale dello Stato in concessione ai privati

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

i monumenti statali per il cui utilizzo non è previsto al momento alcun canone e che risultano poco valorizzati, chiusi o da restaurare, potranno essere affidati alla gestione di privati non profit (associazioni o fondazioni dotate di personalità giuridica).
Approda sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del minisetro dei beni e delle attività culturali e del turismo 6 ottobre 2015 che disciplina la concessione in uso a privati di beni immobili del demanio culturale dello Stato.

I soggetti interessati
L'affidamento in concessione è riservato ad associazioni e fondazioni senza scopo di lucro che abbiano finalità statutarie di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e che abbiano una significativa esperienza nel settore, ossia la gestione nell'ultimo quinquennio di almeno un immobile culturale pubblico o privato con attestazione della soprintendenza competente di adeguata manutenzione e apertura al pubblico.
Tra i principali requisiti per ottenere l'affidamento verranno valutati: il progetto di restauro (a carico del concessionario) e conservazione programmata; il piano di valorizzazione del bene concesso in uso; il programma di apertura alla pubblica fruizione; l'ammontare del canone proposto.

La concessione
Il provvedimento prevede una concessione d'uso, non rinnovabile automaticamente, con durata dai 6 ai 10 anni, che in casi particolari (interventi di restauro particolarmente complessi e onerosi) può arrivare a 19 anni. Insieme alla concessione è prevista la stipula con l'aggiudicatario di un contratto di servizio che disciplina lo svolgimento dell'attività di gestione del bene da parte del concessionario. In cambio lo Stato incasserà la concessione – depurata di eventuali spese di restauro sostenute dal concessionario – e, soprattutto, potrà aprire al pubblico monumenti ora sono chiusi o dimenticati.

La procedura di assegnazione
I primi dieci beni verranno affidati tramite una procedura di selezione con il coinvolgimento degli uffici periferici territorialmente competenti. Entro due mesi dall'emanazione del decreto ministeriale, infatti, i segretari regionali dei Beni culturali stileranno liste fino a dieci monumenti da "offrire" ai privati. A quel punto, il Ministero indirà un avviso pubblico e un'apposita commissione aggiudicherà il bene all'associazione o fondazione che presenterà il piano economicamente più vantaggioso.


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