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Case cantoniere, accordo tra Demanio, Anas, Mit e Mibact per la riconversione turistica

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Dopo i fari è la volta delle case cantoniere. Mit e Mibact, con Anas e Demanio hanno sottoscritto ieri un accordo per la riqualificazione e il riuso di beni pubblici, a partire dalle case cantoniere dell'Anas, a supporto di nuovi piani di valorizzazione turistico-culturali del territorio italiano.
«L'operazione rientra in una politica di cura dei beni pubblici e di attenzione al territorio – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – che si esprime in altre azioni del Governo, volta alla valorizzazione di edifici e infrastrutture esistenti, per favorirne la fruizione da parte dei cittadini in tutto il Paese. Oltre a garantire servizi e infrastrutture di trasporto efficaci, veloci e intelligenti, vogliamo in questo modo evidenziare anche un altro modo di viaggiare, più lento e sostenibile, più attento al paesaggio, alla sosta, alle emergenze storiche e culturali. Con la firma di questo protocollo, le case cantoniere di Anas ritorneranno a essere simbolo positivo di un'identità italiana diffusa di accoglienza e di relazione tra le persone».

Il progetto pilota
L'accordo prevede una fase pilota che coinvolge un primo portafoglio di 30 case cantoniere posizionate in prossimità di specifici reti e circuiti culturali-turistici e di mobilità dolce. Sono immobili di particolare interesse: la via Francigena e il tracciato dell'Appia antica. Successivamente saranno poi compresi il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino).
Il progetto pilota che sarà progressivamente integrato con ulteriori beni pubblici dismessi, appartenenti allo Stato, agli enti territoriali e ad altri enti pubblici, sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi.
Nei prossimi mesi saranno quindi definiti i piani di utilizzo (turismo, cultura, accoglienza, ristorazione, ospitalità, eccetera) delle case cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attività di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità.

Il turismo sostenibile
L'iniziativa è orientata promuovere il cosiddetto slow travel, il turismo sostenibile e si indirizza su target specifici e qualificati, in particolare quella dei giovani italiani ed europei ma nache dei senior che cercano percorsi alternativi ed originali stile «routard».
Ogni casa cantoniera potrebbe offrire una serie di servizi base con una qualità e un costo standard (ristorazione, ospitalità) a cui si aggiungerebbero altri servizi e beni specifici della struttura e del territorio (es. una selezione di prodotti enogastronomici o artigianali della zona). Luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro «per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l'Italia al giusto ritmo», come ha sottolineato il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini che ha anche riconosciuto alle case cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale «contraddistinte dall'inconfondibile colore rosso pompeiano» la qualità di «un brand formidabile». E sempre di slow travel ha parlato il Direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi e di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico in disuso come grande opportunità per realizzare progetti concreti.

Il patrimonio immobiliare dell'Anas
Una opportunità di rilancio dei servizi al cliente stardale per Anas che su tutto il territorio nazionale possiede 1.244 case cantoniere (di cui 607 sono utilizzate a vario titolo – uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico.
«Le Case Cantoniere rappresentano delle vere e proprie icone - ha sottolineato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – sono il simbolo tangibile dell'impegno e della presenza costante di Anas sul territorio. Una presenza che la nuova Anas vuole rilanciare ampliando i servizi dedicati all'utenza stradale, che sono e restano la loro finalità, con l'offerta di nuovi funzionalità in grado anche di sviluppare delle sinergie con il territorio in cui si trovano».

Una proposta di legge per le ferrovie turistiche
Parallelamente, è in ballo la proposta di legge per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee, in disuso o in corso di dismissione, situate in aree di particolare pregio: quasi 800 chilometri di ferrovie storiche che non solo fanno viaggiare tra le grandi bellezze dell'Italia, ma diventano esse stesse il "viaggio" per il loro intrinseco fascino. «Stiamo ridisegnando il piano strategico del turismo attraverso un coinvolgimento di tutte le categorie, anche perché il turismo in Italia ha continuato a crescere anche durante la crisi - ha detto oggi il ministro Franceschini nell'audizione alla Commissione Trasporti della Camera. Siamo in cima ai desideri di tantissimi turisti stranieri e ora tutti i nostri sforzi, ma anche della nuova Enit e delle Regioni, è moltiplicare l'offerta».



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