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Strategia alpina dell'Ue: per i Comuni un passo importante verso il futuro delle «Terre Alte»

di Pier Luigi Mottinelli (*)

La Commissione europea ha trasmesso un documento su «Una strategia dell'Unione europea per la Regione Alpina» al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
Si tratta di un passaggio estremamente importante per il futuro delle "Terre Alte", per dare finalmente un quadro stabile di strategia e di risorse all'area alpina e per realizzare, partendo dal basso, le azioni di sviluppo sostenibile connesse con l'impiego delle risorse montane. È infatti previsto il significativo e forte protagonismo dei Comuni e degli enti montani nella strategia macroregionale di livello europeo a favore dello sviluppo delle Alpi.
Nel documento si offre un'articolata panoramica delle peculiari condizioni socio-economiche, geografiche e naturali della regione alpina, unica nel suo genere, una delle zone più ricche del mondo e una di quelle dall'economia più dinamica, innovativa e competitiva in Europa. Tali sfide impongono di trovare una risposta comune a livello macroregionale.

La strategia
Il documento entra nel dettaglio dei principali ambiti di interesse per lo sviluppo locale: innovazione e Pmi, agricoltura e silvicoltura, turismo, trasporti e connettività, ambiente e patrimonio culturale, cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi, energia. Sotto il profilo istituzionale, la lunga tradizione di cooperazione ha fatto nascere altresì un gran numero di strutture attive nella zona in diversi ambiti geografici e tematici e con diversi sistemi di governance.
Viene sottolineata la raccomandazione di migliorare il coordinamento tra i molteplici attori coinvolti, in modo da garantire la coerenza tra le iniziative esistenti, colmare le lacune, evitare duplicazioni e allineare i finanziamenti, compresi gli strumenti finanziari. Tale approccio dovrebbe stimolare i partecipanti a superare i confini locali e le barriere settoriali e culturali, riducendo la compartimentazione tra le politiche settoriali, i diversi attori e i diversi livelli di governo.
Nel documento segue poi il dettaglio del Piano d'azione con i relativi finanziamenti, per i quali viene sottolineato che, poiché la Strategia non dispone di finanziamenti propri, la sua attuazione avverrà principalmente con la mobilitazione e il coordinamento dei fondi dell'Unione nazionali esistenti attinenti agli obiettivi e alle azioni qui trattati.

(*) Presidente Commissione montagna Anci


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