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I numeri dell'economia della notte: in Italia il divertimento vale 71 miliardi di euro

di Rossella Macchione (*)

Si è svolta a Lecce lo scorso 27 e 28 novembre, presso l'incantevole cornice del Castello Carlo V, "Tenera è la notte" una due giorni di dibattiti e confronto tra diversi attori istituzionali per discutere e approfondire i temi legati all'economia della notte: tutto ciò che ruota intorno agli eventi della notte organizzati nelle città, alla cultura della night life italiana, in considerazione anche del notevole volume d'affari che questa genera.
La manifestazione, organizzata dai Comuni di Lecce e Rimini, con il sostegno dell'Anci, è stata fortemente voluta anche dai Prefetti delle 2 città promotrici, insieme al Presidente Silb (Associazione Italiana Locali da Ballo) e alla Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi, per accendere i riflettori su problematiche di gestione e sicurezza legate ai temi della notte, da analizzare in termini di opportunità e non di minaccia.

I dati della Fipe
Alcuni dati, presentati proprio dalla Fipe nella prima parte del convegno, hanno evidenziato i grandi numeri legati a questo mondo: sono circa 19 milioni gli italiani che si recano ogni anno nei luoghi della movida, di cui 4,3 milioni almeno una volta a settimana. Inoltre, oltre un terzo degli italiani vorrebbero uscire di più e il fatturato complessivo del settore ammonta a circa 7,5 miliardi fra bar, discoteche e altri locali pubblici. Questi dati hanno evidenziato l'importanza di un business che non conosce crisi. Infatti, con 1,4 milioni di occupati, l'industria del divertimento notturno si conferma un ottimo trampolino di lancio per ristoranti, attività commerciali e iniziative culturali. Basti pensare che, prendendo in esame unicamente la fascia oraria che va dalle 18 alle 6 del mattino, lo scorso anno il giro d'affari di bar/discoteche/locali serali si è attestato a 5,3 mld di euro, contribuendo ai 37 mld di fatturato di negozi e centri commerciali e ai 17 mld registrati dalla ristorazione. Ma a beneficiarne sono stati anche i trasporti (taxi e car sharing in particolare), con 2,5 mld, e la cultura (cinema/teatro/concerti) con 1,4 mld. E in questo imponente giro d'affari, forse per riprendersi dai peccati di gola, non è stato escluso neppure il comparto del fitness, con ben 4 mld di euro. Questa è l'economia della notte Made in Italy.

Lecce e Rimini per una strategia concordata
Partendo da questi numeri e dalla consapevolezza della forte rilevanza economica della attività che si svolgono di notte nelle nostre città, il Sindaco di Lecce e vice presidente Anci, Paolo Perrone, sottolinea la necessità per il nostro Paese di una strategia chiara: «il Salento e la Romagna costituiscono due territori fondamentali in Italia su questo aspetto, e per questo hanno deciso di lavorare insieme per elaborare una piattaforma di proposte di strategia turistica che guardino sia allo sviluppo del settore sia al tema della sicurezza. Serve nuova idea di politica industriale sul turismo da portare all'attenzione del Paese».
Anche il Sindaco di Rimini e delegato Anci al turismo, Andrea Gnassi, sottolineando come il tema non vada affrontato guardando solo ai problemi della sicurezza, ma ripensando al ruolo che l'economia della notte deve assumere nella società e nell'offerta turistica del Paese, gli fa eco: «Si deve parlare di economia delle relazioni. Il turista deve e vuole essere messo in contatto con le persone, con la vita che c'è in un luogo, e in questo contesto va fatta rientrare anche l'offerta notturna delle città».
Secondo Gnassi infatti «l'elemento decisivo per una strategia nazionale è guardare agli arrivi internazionali, sui quali l'Italia deve recuperare un gap rispetto ad altri Paesi mediterranei come Spagna e Francia, capendo che l'intrattenimento notturno fa parte in maniera strutturale dell'offerta turistica e culturale del Paese. Sempre più turisti, infatti, scelgono le loro destinazioni anche in base all'offerta di eventi serali e notturni delle località turistiche. Su questa vanno fatti dei patti di comunità fra soggetti pubblici e operatori, che definiscano regole chiare che tutti si devono impegnare a rispettare su tre aspetti: scelte urbanistiche che contemplino le peculiarità degli eventi della notte, una sorta di Daspo per chi commette infrazioni gravi all'interno dei locali o negli eventi di piazza, un'informazione scientifica chiara fatta ai ragazzi, utilizzando anche strumenti social, sugli effetti generati dal consumo di droghe e alcool».
All'evento ha partecipato in rappresentanza del Governo, il Ministro degli Interni Angelino Alfano, e il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari, che hanno ricordato gli sforzi di questo esecutivo per migliorare la gestione della sicurezza nel nostro Paese e non solo di notte.

(*) Area innovazione tecnologica, attività produttive, cultura e turismo, mobilità ed Energia Anci


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