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Anpr, Spid e PagoPa: così la tabella di marcia dei progetti dell'Agenda digitale

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Ventisei Comuni pilota per l'Anpr, 1. 344 dataset locali, 353 enti pubblici aderenti a PagoPa, 12 Regioni operative o quasi per il fascicolo elettronico: a fine novembre l'Agid, con il monitoraggio del piano Crescita digitale, ha tirato le somme dei progetti in "agenda" in vista della fine dell'anno che segnerà una tappa fondamentale dell'attuazione. Se infatti nel 2015, come descritto dal toolkit «Verso Italia Login», sono partiti sperimentazioni e primi servizi, nel 2016 oltre al perfezionamento di queste esperienze si dovranno completare le procedure di alcuni progetti. Primo fra tutti quello dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente che subentrerà agli oltre 8mila registri dei comuni italiani. Ma andiamo con ordine.

Anagrafe nazionale della popolazione residente
È partita a dicembre dall'Emilia Romagna e precisamente da Cesena e Bagnacavallo la sperimentazione della banca dati nazionale che conterrà le informazioni anagrafiche della popolazione residente. Da Nord a Sud nel febbraio 2016 a questi due Comuni pilota se ne aggiungeranno altri 24 e precisamente: Piemonte (Torino e Busca); Lombardia (Lecco e Milano); Veneto (Venezia), Friuli Venezia Giulia (Udine), Emilia Romagna (Faenza, Roccabianca e Anzola dell'Emilia); Toscana (Semproniano, Arezzo, Prato e Pisa); Lazio (Roma e Fiumicino); Abruzzo (Potenza Picena e Treia); Molise (Teramo); Campania (Salerno e Avellino); Puglia (Barletta); Calabria (Sant'Eufemia d'Aspromonte e Cittanova); Sicilia (Taormina). Per Roma e Milano la sperimentazione avrà inizio solo nella seconda metà del 2016.
La timeline dell'Anpr prevede il completamento dell'anagrafe unica per tutti i Comuni a fine dicembre 2016 mentre alla fine del 2017 ci sarà l'integrazione con lo stato civile e le liste di leva.

Sistema pubblico di identità digitale
Tempi un po' più lunghi sono previsti per l'attuazione dello Spid, il sistema che permette a cittadini e imprese di accedere con un'unica identità digitale ai servizi online di Pa e privati. A dicembre del 2015 si sono chiuse le procedure di accreditamento di quattro IdP (identity provider) ovvero dei gestori d'identità digitale. Questo consente la partenza a gennaio 2016 di 300 servizi digitali: le sei Regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia) più Agenzia delle Entrate, Inps e Inail, che hanno preso parte alla fase di test del sistema, cominceranno ad aprire l'accesso ai propri servizi digitali tramite identità Spid. Un processo che progressivamente dovrà coinvolgere tutte le pubbliche amministrazioni. È infatti previsto che a dicembre 2017 tutta la Pa dovrà aderire allo Spid.

Il fascicolo sanitario elettronico
A dicembre 2015 è partita l'infrastruttura nazionale per l'interoperabilità dei fascicoli sanitari regionali che farà dialogare tra loro tutti i sistemi regionali. Sono quattro sono le Regioni già operative (Valle d'Aosta, Trentino, Emilia Romagna e Lazio), otto stanno completando il loro percorso (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Puglia) mentre altre otto sono in ritardo (Lombardia, Liguria, Campania, Molise, Basilicata, Calabria Sicilia e Sardegna. Un'accelerazione al processo è stata data dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 263 dell'11 novembre scorso del Dpcm 178/2015 che ha definito le regole con le quali le regioni devono predisporre il proprio sistema di Fse.

PagoPa e fatturazione elettronica
Sono invece 109.050 le transazioni effettuate al 26 novembre 2015 tramite il sistema dei pagamenti elettronici PagoPa a cui hanno aderito 353 Pa e gestori di pubblici esercizi. Il sistema obbligatorio per tutte le Pa consente a cittadini e imprese di effettuare pagamenti in modalità elettronica. PagoPa è stato concepito per ridurre i costi di gestione degli incassi e per far scegliere agli utenti il canale di pagamento preferito mirando a una maggiore trasparenza e a commissioni potenzialmente più basse.
Dal 31 marzo 2015 invece è stato esteso a tutte le Pa l'obbligo di emettere, trasmettere, gestire e conservare le fatture esclusivamente in formato elettronico. A fine novembre 2015 sono 17 milioni le fatture elettroniche gestite, mentre 22.875 gli enti registrati sull'Indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa).

Open data
Dai pagamenti delle Pa alle informazioni geografiche e a quelle su lavoro e occupazione: sono invece 10.348 i dataset di cui 629 comunali, 512 regionali, 203 provinciali. Secondo l'Open Knowledge Foundation il dato aperto è «un dato che può essere liberamente acceduto, utilizzato, modificato e condiviso da chiunque e per qualunque scopo» e ha quindi come fine ultimo la trasparenza. Un esempio di accessibilità è il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope) che consente la rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni. Ogni ente, che è tenuto a rilasciare Open data per contribuire alla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, riceve indicazioni specifiche sui dataset da esporre e sulle modalità di produzione e di rilascio su scala nazionale delle informazioni utilizzate per alimentare il catalogo dei dati aperti (dati.gov.it)


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