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Crowdfunding civico, collaborazione innovativa tra Pa e cittadini

di Simone D'Antonio

Rendere i cittadini protagonisti delle scelte urbane attraverso la partecipazione diretta all'ideazione e al finanziamento delle iniziative di interesse pubblico è il principio di fondo delle tante attività di crowdfunding che stanno coinvolgendo le città italiane, con un protagonismo sempre più forte da parte dei Comuni.
A guidare il dibattito sul tema è senza dubbio il Comune di Milano, che nel corso della "collaborative week" ha lanciato la prima piattaforma di crowdfunding civico, in collaborazione con il portale specializzato Eppela.
Attraverso questa infrastruttura digitale sarà possibile presentare idee e progetti di singoli e organizzazioni che puntano a ricevere finanziamenti dal basso e condivisi per favorire la loro realizzazione, a patto che siano di reale interesse sociale.

I progetti
La promozione dello sviluppo sostenibile sul piano sociale ed economico della città è al centro di una serie di progetti che vanno dalla riduzione del digital divide fino alla rimozione delle barriere architettoniche, al miglioramento della qualità della vita e all'imprenditoria sociale.
L'amministrazione comunale si impegna a contribuire al finanziamento collettivo dei progetti che riusciranno a ottenere attraverso il crowdfunding la metà dell'importo previsto per la realizzazione, fino a un importo massimo di 50mila euro. Milano si prepara a investire circa 400mila euro per sostenere iniziative che contribuiranno non solo a fare innovazione diffusa, ma anche a responsabilizzare cittadini e imprese sociali in uno sforzo collettivo per una smart city che si alimenta attraverso le idee e i progetti che emergono dal basso.
Attraverso queste azioni il Comune di Milano si propone per un periodo sperimentale di 18 mesi di attivare processi di empowerement dei cittadini, stimolando una maggiore resilienza dell'intera comunità e la collaborazione tra generazioni e pezzi diversi del contesto sociale: ciò si unisce a una più ampia strategia di riutilizzo degli spazi pubblici, favorendo lo sviluppo di modelli di economia collaborativa realmente in grado di modificare il modo in cui si sviluppano le forme di cura e collaborazione con le fasce più deboli della società.

Rafforzare la coesione sociale
Rafforzare la coesione sociale attraverso pratiche innovative capaci di rafforzare lo spirito di comunità è un elemento inedito in Italia, che le iniziative di crowdfunding civico stanno tentando di introdurre con diversi obiettivi, che possono andare dalla promozione di forme di innovazione che partano da bisogni sociali trascurati da logiche di mercato e dal sistema di servizi pubblici alla rigenerazione di pezzi di città con funzione turistica o per una migliore qualità della vita.
È quanto avvenuto, per esempio, nel 2014 a Bologna con il restauro del Portico di San Luca, che ha visto la partecipazione di 7.111 donatori tra cittadini e imprese private per la raccolta dei 300mila euro necessari all'avvio dei cantieri di recupero di questo luogo simbolo del centro di Bologna.
L'iniziativa, realizzata attraverso la piattaforma Ginger attiva nella promozione di iniziative con forte legame con il territorio, è stata promossa dal Comune di Bologna (che ha donato 100mila euro al progetto) e dal comitato per il restauro del portico anche attraverso una forte presenza sui social media e un dibattito forte con le varie anime della città, che hanno potuto mettere in pratica i principi della sharing economy attraverso un'iniziativa capace di incidere sul patrimonio culturale e architettonico condiviso del contesto urbano.


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