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Fondi strutturali, il livello di errore nei pagamenti scende al 4,4%

di Giancarlo Terenzi

La Corte dei conti europea ha presentato la relazione annuale sull'esercizio 2014 (Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 10 novembre 2015 n. C 373), certificando in qualità di revisore indipendente i conti dell'Unione, così come ha fatto ogni anno sin dal 2007.
Entrate e spese amministrative non presentano errori rilevanti e il tasso di errore globale nei pagamenti è diminuito per il secondo anno consecutivo fino a raggiungere il 4,4%. Nella relazione annuale sull'esecuzione del bilancio dell'Unione, inoltre, la Corte sottolinea i progressi compiuti dalla Commissione europea in termini di aumento della trasparenza e di assorbimento per quanto riguarda la gestione dei fondi europei.
In particolare, la Corte invoca un approccio integralmente nuovo alla gestione delle spese e degli investimenti, è richiesto un cambiamento sostanziale a tutti i responsabili della gestione dei fondi europei: chi detiene il potere decisionale deve allineare maggiormente l'assegnazione delle risorse di bilancio alle priorità strategiche a lungo termine dell'Unione e rendere tali risorse più idonee a essere utilizzate per far fronte a una situazione di crisi.

Leggi più chiare
I legislatori devono fare in modo che i programmi di spesa individuino con chiarezza i risultati da raggiungere e i rischi che gli amministratori finanziari possono accettare di correre, assicurandosi che i fondi siano spesi conformemente alle norme stabilite e che conseguano i risultati perseguiti.
Nella relazione la Corte afferma che la revisione imminente dell'attuale ciclo di spesa dell'Ue permetterà di ridefinire le priorità e, in tal senso, invita l'Unione a gestire il bilancio in modo più appropriato per rispondere alle sfide più urgenti. Bruxelles, pertanto, dovrà occuparsi di una serie di arretrati per liberare fondi da utilizzare là dove sono maggiormente necessari. Evidenzia come alcuni Stati membri hanno difficoltà ad assorbire i fondi loro assegnati, segnalando che la Commissione europea ha stanziato risorse senza valutare sufficientemente le loro capacità di investimento. Allo stesso tempo sottolinea che eventuali nuove modalità di finanziamento delle politiche dell'Ue non dovrebbero sottrarre i rischi finanziari al controllo pubblico e all'audit.

Il livello di errore
Il livello di errore stimato, che misura il livello di irregolarità, ammonta per i pagamenti 2014 al 4,4%, non discostandosi molto da quello relativo al 2013 (4,5%) e rimanendo ancora una volta al di sopra della soglia di rilevanza del 2% classificata come esente da errori rilevanti.
La Corte ha riscontrato lo stesso livello di errore stimato (4,6%) sia per la spesa gestita direttamente dalla Commissione sia per quella soggetta a gestione concorrente con gli Stati membri. I più alti livelli di errore sono stati riscontrati per la spesa a titolo della rubrica "Coesione economica, sociale e territoriale" (5,7%) e della rubrica "Competitività per la crescita e l'occupazione" (5,6%), mentre la spesa amministrativa ha registrato il più basso livello di errore stimato (0,5%).
Se analizziamo i dati relativi alla rubrica "Coesione economica, sociale e territoriale" (5,7% contro il 5,9 del 2013), pari a 56 miliardi di euro, osserviamo che, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, sono cofinanziati sia i programmi operativi nazionali che quelli regionali. In particolare, il dato riguarda sia il livello di errore stimato per la spesa nel settore Politica regionale e urbana (6,1% contro il 7 del 2013), pari all'80% della spesa, che quello del settore Occupazione e affari sociali (3,7% contro il 3,1 del 2013), che rappresenta il restante 20%.
Le principali cause di errore consistono in gravi violazioni delle norme sugli appalti pubblici, circa la metà del livello di errore stimato, e nell'inclusione di costi non ammissibili nelle dichiarazioni di spesa, oltre un quarto del livello di errore stimato, violazione delle norme in materia di aiuti di Stato e la selezione di progetti non ammissibili. La Corte sottolinea, altresì, che per una percentuale significativa di operazioni inficiate da errori quantificabili (1,6%), le autorità degli Stati membri disponevano di informazioni sufficienti per prevenire gli errori, o individuarli e correggerli, prima di chiedere il rimborso alla Commissione.

Raccomandazioni
La Corte ha anche riscontrato che tre quarti dei progetti esaminati avevano conseguito in tutto o in parte i propri obiettivi, ma che in alcuni casi ne presentavano alcuni non in linea con quelli definiti per il programma operativo, né con l'asse prioritario nell'ambito del quale il progetto era stato finanziato.
Infine, l'analisi della Corte ha rivelato che i meccanismi di finanziamento basati sulla performance sono l'eccezione anziché la regola e che, nella maggior parte dei casi, il mancato raggiungimento degli obiettivi convenuti nelle convenzioni di sovvenzione non ha avuto alcun impatto sul livello di finanziamenti Ue ricevuti.
La Corte raccomanda che la Commissione dovrebbe:
a) effettuare un'attenta analisi delle norme di ammissibilità nazionali per i periodi di programmazione 2007 2013 e 2014 2020 e usarne i risultati al fine di fornire orientamenti agli Stati membri su come semplificare ed evitare norme inutilmente complesse e/o onerose;
b) ulteriormente rafforzare il sistema di controllo sulle autorità di audit, assicurandosi che vengano svolti opportuni controlli in merito al rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato e di appalti pubblici e che detti controlli forniscano informazioni specifiche sugli audit delle operazioni. Inoltre, dovrebbe valutare, per tutti gli Stati membri, l'affidabilità delle rettifiche finanziarie comunicate dalle autorità di certificazione;
c) presentare una proposta legislativa, volta a modificare il regolamento applicabile, concernente la proroga del periodo di ammissibilità per gli strumenti finanziari a gestione concorrente.
Le autorità di gestione e gli organismi intermedi degli Stati membri dovrebbero intensificare il proprio impegno teso ad affrontare le debolezze nei "controlli di primo livello". In aggiunta, la Commissione dovrebbe imporre alle autorità di includere nei loro controlli sui sistemi la riesecuzione di alcuni di questi. Gli Stati membri, infine, dovrebbero estendere l'utilizzo delle opzioni semplificate in materia di costi ai progetti dal valore superiore ai 50mil euro e far sì che il rimborso ai beneficiari sia eseguito entro 90 giorni dalla presentazione di una richiesta di rimborso corretta da parte del singolo beneficiario.

Gli incentivi
In tale contesto la Commissione ha messo a punto incentivi per incoraggiare gli Stati membri a migliorare ulteriormente i suoi sistemi di gestione e di controllo, verificando e controllando la spesa a livello nazionale, in modo di individuare, segnalare e correggere le irregolarità prima dell'audit dell'Ue. In caso contrario, essi perderanno i finanziamenti a cui avevano diritto. Ciò significa migliorare il potenziale del bilancio dell'Ue per investire sul futuro dell'Europa riducendo gli errori, liquidando più celermente le domande di rimborso corrette, investendo in progetti che corrispondono agli obiettivi dell'Unione, nonché misurando il rendimento di questi investimenti per assicurarsi che apportino ed aggiungano valore.
Queste sono le sfide della programmazione 2014-2020 e ci si augura che pur, in ritardo, l'Italia possa disporre di una cassetta degli attrezzi sufficientemente adeguata.


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