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Il forum europeo sullo spazio pubblico: nuove opportunità per l'innovazione urbana

di Massimo Allulli (*)

Si è concluso ieri a Bruxelles il secondo forum del progetto europeo SEiSMiC (Societal Engagement in Science, Mutual learning in Cities), che ha visto al centro di una tre giorni di dibattiti e co-progettazione il tema dello spazio pubblico urbano e dell'innovazione sociale nella sua gestione. Il progetto, realizzato nell'ambito del 7° Programma quadro dell'Unione europea, mira ad affrontare le grandi questioni urbane attraverso il coinvolgimento degli attori dell'innovazione, contribuendo allo sviluppo delle future politiche urbane e di nuove strategie di ricerca.

La rete nazionale
Anci-Cittalia ha il compito di strutturare la rete nazionale SEiSMiC in Italia, alla quale sono chiamati a prendere parte attori chiave dell'innovazione sociale in ambito urbano. Per consentire questa connessione, SEiSMiC ha strutturato networks in 10 paesi europei. Questo ha permesso di costituire un panel ampio e variegato composto di circa 400 attori: cittadini, promotori di iniziative sociali, attivisti, artisti, accademici, amministratori, operatori sociali e altro. Il numero e la varietà di partecipanti alla rete SEiSMiC è unico in Europa.
L'evento di Bruxelles si è tenuto nel pieno del processo di avvicinamento alla conferenza Habitat III che avrà luogo nel settembre 2016 a Istanbul. È per questo che ad aprire i lavori sono stati due keynotes a diverso titolo coinvolti in questo processo. Il primo, il direttore dell'ufficio europeo di UN Habitat Frèdèric Saliez, ha offerto una overview dell'impegno delle Nazioni Unite in materia di politica urbana in vista dell'appuntamento del 2016. Il secondo, l'urbanista Pietro Garau, ha presentato la «Carta dello Spazio Pubblico». Garau, che ha diretto l'ufficio di Un Habitat a New York, è tra i promotori di una carta nata nell'ambito della Biennale dello Spazio Pubblico che, tramite un processo aperto e collaborativo, ha definito princìpi e regole distintivi degli spazi pubblici urbani.

I risultati delle attività
Nel corso dei lavori i rappresentanti delle 10 reti nazionali hanno fatto il punto della situazione sull'innovazione della progettazione e gestione dello spazio pubblico nelle città europee. I risultati delle attività di scambio e networking sono stati acquisiti dalla Commissione europea, presente con rappresentanti della DG Research and Innovation e della DG Agricolture and Rural Developement, e dalle principali organizzazioni urbane europee: tra le altre Eurocities, ICLEI Europe, EUKN. Tra i risultati presentati è stata accolta con grande interesse la piattaforma europea sul collaborative mapping. Sviluppata nell'ambito del progetto tramite la collaborazione tra Anci-Cittalia e Mappi-NA (progetto per la mappatura collaborativa di Napoli), la piattaforma rappresenta uno strumento originale per la raccolta e lo scambio di esperienze di georeferenziazione online di dati generati da utenti.
Ancora in materia di spazio pubblico, una sessione dei lavori è stata dedicata specificamente al tema dell'agricoltura urbana. La sessione, ospitata dagli uffici di Anci-Cittalia a Bruxelles, ha portato in evidenza l'interesse da parte della Commissione per le food strategies emergenti in tempi di forte urbanizzazione e domanda tanto di riqualificazione dello spazio pubblico quanto di ri-localizzazione della produzione e della distribuzione del cibo.

Il nuovo bando
L'insieme delle tematiche affrontate da SEiSMiC sono rintracciabili nella Strategic Research and Innovation Agenda del programma JPI Urban Europe, redatta anche con riferimento ai risultati del progetto. E nel corso del forum di Bruxelles Margit Noll (Chair del Management Committee del programma congiunto di ricerca sulle città) ha presentato la call in corso di pubblicazione (prevista per metà dicembre), che mette a bando 25 milioni di euro per progetti di ricerca e sperimentazione di smart cities and communities. Un bando che somma le risorse dei programmi JPI Urban Europe e ERA-Net sui temi dell'innovazione urbana e che offre ai futuri network di ricercatori e governi locali l'opportunità di sviluppare progetti che traghettino le città verso quelli che vengono definiti Smart Urban Futures.

(*) Area Studi, ricerche, banca dati delle Autonomie locali Anci


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