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Al via il catasto delle infrastrutture: strumento decisivo per banda ultralarga e governo del territorio

di Mauro Savini (*)

Lo scorso 5 novembre la Conferenza unificata ha approvato il decreto del Ministro dello Sviluppo economico che istituisce il «Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture - Sinfi». Il decreto, attuativo di una previsione inserita all'interno dello Sblocca Italia (Dl 12 settembre 2014 n. 133), definisce le regole per l'avvio di uno strumento lungamente atteso dalle amministrazioni locali e dagli operatori di telecomunicazioni. Il Sinfi, infatti, è un catasto digitale che ha l'obiettivo di mappare in forma georeferenziata le reti di servizio (elettrica, dell'acqua, del gas, di telecomunicazione, di teleriscaldamento, eccetera) presenti nel sottosuolo e nel soprasuolo, al fine di rendere disponibili le informazioni sulla loro dislocazione a tutti i soggetti (in primis Pa e operatori) che, per i loro fini istituzionali e operativi, hanno interesse ad utilizzarle.

Lo sviluppo della banda ultralarga
Lo scopo primario del Sinfi, realizzato da Infratel, società in house del ministero dello Sviluppo economico, è quello di facilitare l'attuazione della «Strategia italiana per la banda ultralarga» approvata dal Governo lo scorso marzo e finalizzata a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, garantendo entro il 2020 una copertura a 30Mbps a tutti i cittadini e a 100Mbps ad almeno il 50% di essi. Come previsto anche dalla Direttiva 2014/61/Ue del Parlamento e del Consiglio europeo, infatti, per gli operatori impegnati nella realizzazione delle reti elettroniche risulta essere molto più efficiente riutilizzare le infrastrutture fisiche esistenti, ad esempio utilizzando cavidotti ancora liberi, poiché in questo modo si riducono i lavori di scavo, che costituiscono una delle principali voci di costo nella realizzazione di queste reti.

Uno strumento molto utile per le amministrazioni locali
Oltre ad avere questo importante ruolo per lo sviluppo della banda ultralarga, il Sinfi, svolgendo la funzione di catasto delle infrastrutture, può diventare uno strumento molto utile per le amministrazioni locali, e in particolare i Comuni, nell'esercizio delle loro funzioni di governo del territorio. Infatti, nella maggior parte dei casi gli enti locali hanno informazioni minime e di bassa qualità sulle reti di servizio, soprattutto di sottosuolo, presenti sul territorio amministrato. La criticità principale risiede nella presenza di diversi formati nei quali sono mappate, all'interno dei progetti consegnati agli enti per il rilascio delle autorizzazioni, le reti. Una difformità che non è solo relativa alle diverse basi cartografiche utilizzate, ma anche alla tipologia di conservazione dei progetti stessi, poiché la maggior parte della documentazione, soprattutto relativa alle reti più vecchie, è ancora in formato cartaceo o, anche se digitalizzato, non interoperabile. Per ovviare a questo problema, il Dm appena approvato prevede l'obbligatorietà, per i soggetti proprietari o concessionari di infrastrutture, di trasmettere al Sinfi e rendere così disponibili, in formato aperto ed interoperabile, una serie di dati georeferenziati riguardanti le proprie reti, senza compromettere il carattere riservato dei dati sensibili. La tipologia di dati e le modalità di scambio con il Sinfi sono descritte nell'allegato tecnico al Dm.

La tempistica da rispettare
I termini previsti per ottemperare all'obbligo di scambio di dati col Sinfi sono di 90 giorni per gli operatori di rete e di 180 giorni per le Pa titolari o detentrici di informazioni sulle reti. Essendo il Sinfi un sistema informativo federato che integra i catasti locali già esistenti, i Comuni già in possesso di un proprio catasto elettronico delle infrastrutture potranno continuare ad utilizzarlo, collegandolo al Sinfi.
A regime, sia gli operatori sia gli enti locali trasmetteranno le proprie informazioni al catasto delle infrastrutture regionale e, tramite esso, direttamente al Sinfi. Laddove la Regione non sia in possesso di un proprio catasto, il Sinfi permetterà ai Comuni di collegarsi direttamente a esso, fornendo inoltre altri servizi, quali quelli che consentono di gestire digitalmente le richieste di autorizzazione per interventi sulle reti.

(*) Area innovazione tecnologica, attività produttive, cultura e turismo, mobilità ed Energia


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