osservatorio anci-ifel

Comuni: al via il piano di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate

di Carmelina Cicchiello (*) e Guglielmina Olivieri Pennesi (**)

Pubblicato lunedì scorso sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di approvazione del bando concernente le modalità e le procedure dei Progetti che costituiranno il Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.
Si tratta di un bando - rivolto a tutti i Comuni, senza distinzione territoriale o dimensionale - che consente di presentare richiesta di finanziamento per progetti di riqualificazione «costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale». Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi oltre che alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive.
Le domande devono essere inviate entro il termine del 30 novembre 2015 alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità a mezzo posta elettronica certificata.
Per quanto riguarda il termine di presentazione della domanda, non è stato possibile procrastinarlo in quanto dipende dalla norma primaria, legge di stabilità dell'anno scorso la quale fissa tale scadenza, pena la perdita del finanziamento.
La disponibilità finanziaria del Fondo totale previsto ammonta a 194.138.500 milioni di euro (44.138.500 milioni di euro nel 2015 e 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2017).

I «correttivi» Anci
Notevoli i cambiamenti introdotti nel corso dell'istruttoria pre-intesa al testo originario. L' Anci aveva sollevato, da subito, numerose perplessità; il testo appariva in alcune sue parti ambiguo, mancavano requisiti oggettivi per identificare queste aree, si rimandava l'identificazione a elementi del tutto aleatori e autoreferenziali.
Con i correttivi richiesti dall'Associazione, e condivisi dai vari ministeri che hanno partecipato all'istruttoria, si è fatta chiarezza e si sono introdotti indicatori oggettivi che consentiranno a tutti i Comuni di poter presentare richiesta di finanziamento su progetti di riqualificazione integrata. Occorre dimostrare, quindi, che un area del proprio Comune ha indicatori oggettivi di degrado. Dati che devono essere riferiti alle area e non al Comune.
Un buon lavoro di squadra, quello svolto durante la fase istruttoria, che ha introdotto sostanziali modifiche al testo originario, seppur per taluni aspetti perfettibili, e che renderà possibile ai Comuni di presentare la domanda, perché si basa su dei criteri oggettivi agevolmente verificabili dalle amministrazioni locali.

Gli indici di degrado
Tra le modifiche più rilevanti che sono state suggerite dall'Anci vi è l'introduzione di due criteri oggettivi per valutare se un'area urbana è degradata oppure no:
• Indice di disagio sociale (IDS) pari o superiore all'unità
• Indice di degrado edilizio (IDE) pari o superiore all'unità
L'indice di disagio sociale (IDS) risulta dalla media ponderata degli scostamenti dei valori dei seguenti indicatori (tasso di occupazione, disoccupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione) dai rispettivi valori medi nazionali, rilevati dal censimento Istat del 2011.
L'indice di degrado edilizio (IDE) compara lo stato di conservazione degli edifici dell'area urbana degradata candidata con il valore medio nazionale.

Le variabili per il calcolo degli indicatori
Considerata la ristrettezza dei tempi (i Comuni hanno a disposizione circa 5 settimane) l'Anci e l'Istat hanno lavorato per facilitare e semplificare l'acquisizione dei dati per il calcolo degli indici. Le variabili per il calcolo degli indicatori, tutti già raccolti dai Comuni e trasmessi poi all' Istituto di statistica in occasione dell'ultimo censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011, sono stati raccolti in un unico file. Le variabili necessarie al calcolo dei due indici sono quindi disponibili, sia sul sito dell'Istat, sia sul portale Anci nella sezione specifica dedicata al Bando.
Sulsito Anci sono disponibili 20 file (uno per ciascuna regione) denominati "dati_per_aree_degradate_SEZ [nome della regione].xls" Ciascun file contiene due fogli:
• Tracciato. Il foglio contiene la legenda di ciascuna variabile e la relativa etichetta
• Sezioni [nome della regione]. Il foglio raccoglie, per ciascuna sezione censuaria di ciascun comune della regione corrispondente, le variabili necessarie al calcolo degli indicatori.
Sempre sul sito, l'ANCI ha predisposto e messo a disposizione dei Comuni un foglio excel, che consente di elaborare i suddetti indici di disagio sociale e di degrado edilizio. Il calcolo degli indici è elementare, i Comuni potranno farlo inserendo le informazioni raccolte con l'Istat: una formula pre-impostata calcolerà in automatico gli indici richiesti.

La domanda in fase di studio di fattibilità
Un'ulteriore criticità era rappresentata dal fatto che doveva trattarsi di un progetto "immediatamente cantierabile", concetto, questo, estremamente opinabile. Anche questo limite è stato eliminato in sede di negoziazione. È stata richiesta e ottenuta dall'Anci la possibilità di presentare la domanda in fase di studio di fattibilità. In questo modo è stato ampliato notevolmente il ventaglio di iniziative progettuali che potranno essere presentate, anche se verrà comunque riconosciuto ed attribuito un punteggio più alto ai progetti più maturi.

I 20 fogli di calcolo, Regione per Regione - Clicca qui

(*) Responsabilità dell'ufficio Patrimonio Anci

(**) Responsabilità dell'ufficio Lavori pubblici Anci


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