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Art bonus: il bilancio del primo anno e i possibili sviluppi

di Vincenzo Santoro (*)

Una delle buone notizie contenute nella legge di stabilità 2016 è la trasformazione dell'Art bonus, credito d'imposta del 65%, concesso per le erogazioni liberali a favore della cultura, in misura strutturale e permanente.
Questo importante strumento, atteso da anni, che ha allineato l'Italia ai paesi più avanzati nel campo del fundraising culturale, è stato introdotto dal Dl 31 maggio 2014 n. 83 convertito in legge a fine ottobre. Dopo un anno di funzionamento, nonostante qualche ritardo applicativo e la mancanza di una forte strategia comunicativa a livello nazionale, sta cominciando a produrre dei risultati importanti.

I primi risultati
Una panoramica dei primi risultati dell'Art bonus è stata offerta nel corso di un incontro pubblico, tenutosi alla presenza del ministro Franceschini a Roma giovedì 22 ottobre. Da quello che risulta dai dati registrati dal portale www.artbonus.gov.it, gestito dalla società pubblica Arcus, dove per legge i beneficiari delle donazioni devono riportare gli importi donati e il tipo di interventi finanziati, in un anno sono stati elargiti quasi 34 milioni di euro. Di questi, una porzione significativa – circa 17 milioni – sono stati raccolti dalle Fondazioni lirico sinfoniche e dai teatri di tradizione (che già avevano sviluppato negli anni strategie in questa direzione, che i nuovi sgravi fiscali hanno potenziato).
La maggior parte degli enti beneficiari, a oggi 225, sono Comuni (che in 134 hanno attivato progetti) o strutture in vario modo afferenti a essi, che sembrano saper cogliere le opportunità dell'Art bonus con sufficiente rapidità e dinamicità. Le strutture statali paiono invece muoversi con maggiore difficoltà, avendo attivato pochissimi progetti e essendo riuscite a raccogliere solo 663mila euro. Altro aspetto problematico riguarda il dato geografico: la stragrande maggioranza degli interventi promossi riguarda il Centro-Nord, mentre pochissimo si è mosso al Sud.

Una nuova strategia
Questi primi dati, buoni anche se non straordinari (in particolare se si considerano depurati dagli interventi a favore della lirica), dimostrano che il mecenatismo culturale può costituire un'efficace possibilità di finanziamento solo ad alcune condizioni.
In primo luogo, occorre attivare una compagna di comunicazione coordinata a livello nazionale e locale per diffondere lo strumento e il suo uso, cosa che finora è stata fatta solo in parte. Da questo punto di vista potrà essere utile lo spot realizzato dal Mibact e presentato all'incontro del 22 ottobre, che a breve andrà in onda sulle principali reti nazionali. Inoltre, perché funzioni pienamente, l'Art bonus deve essere inteso non solo, banalmente, come un modo per intercettare finanziamenti, ma soprattutto come una importante innovazione nel rapporto fra amministrazioni e cittadini, chiamati a contribuire per il "bene pubblico", e che in questa direzione si sentiranno dunque più titolati a chiedere migliori servizi di conservazione e fruizione, più trasparenza e la verifica dei risultati concreti.
Infine, occorrerà prevedere una specifica campagna di informazione e formazione, di carattere eminentemente tecnico, rivolta ai funzionari (e forse anche agli amministratori) dei settori della pubblica amministrazione coinvolti, che solo in pochi casi hanno avuto fino ad ora esperienze in questo campo, ma che sono figure strategiche in fase di promozione quanto di realizzazione degli interventi sostenuti con l'Art bonus. Tra l'altro, sarebbe interessante su queste basi sperimentare delle ipotesi di collaborazione fra le istituzioni pubbliche e i soggetti del terzo settore impegnati nell'ambito culturale, che spesso hanno maturato un prezioso patrimonio di esperienze e competenze nel fundraising.
Con la stabilizzazione dell'Art bonus decisa dal Governo sarà possibile quindi programmare una strategia concordata di medio-lungo periodo fra tutti gli attori del settore culturale, che se perseguita correttamente potrà consentire a questo strumento a suo modo rivoluzionario di produrre i risultati significativi che tutti ci aspettiamo.

(*) Responsabile dipartimento cultura e turismo Anci


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