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Piano per la lotta alla povertà, le osservazioni al Governo

di Giuseppe Pellicanò

Contribuire alla concreta definizione del piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale con un decalogo di osservazioni e di valutazioni, raccolte tra gli amministratori locali di piccoli e grandi Comuni. Questo il senso della lettera che il presidente dell'Anci Piero Fassino ha inviato al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, in merito al piano presentato dal Governo lo scorso luglio. La missiva, nel condividere l'impostazione e le finalità generali di una misura nazionale e organica di contrasto alla povertà e alla marginalità sociale, segnala anche la necessità di arrivare a una precisa definizione delle risorse disponibili per il piano, anche in vista della discussione parlamentare sulla legge di stabilità 2016.

Le azioni da sviluppare
Nello specifico l'Anci auspica che lo strumento di intervento previsto – il reddito per l'inclusione attiva/Ria - sia sollecitamente attuato e reso permanente e segnala la necessità di estendere gli interventi dai nuclei familiari alle forme di povertà estreme prive di una rete familiare di riferimento. Da questo punto di vista, tra le prime azioni da sviluppare propone quelle di sostegno alla condizione abitativa a contrasto delle relative situazioni di grave disagio.

Isee e carta acquisti
Quanto, invece, all'utilizzo dell'Isee, l'associazione non lo ritiene da solo strumento idoneo a misurare la povertà; per questo ne indica in grado di valutare più precisamente gli stili di vita, da individuarsi con il diretto coinvolgimento dei Comuni, osservatorio privilegiato sulla condizione complessiva dei propri cittadini.
Un capitolo delle osservazioni dei Comuni è riservato alla sperimentazione della Carta Acquisti nelle grandi città. Su questo punto Anci propone di calibrare in modo più adeguato, attraverso criteri più raffinati, la ripartizione su base territoriale delle risorse finanziarie disponibili, nonché potenziare l'informazione rivolta ai cittadini e gli strumenti di accompagnamento dei possibili beneficiari degli interventi. Inoltre, tale sperimentazione, prevedendo un'adeguata offerta di servizi personalizzati che i Comuni fanno fatica a garantire, va sostenuta in modo finanziario adeguato, garantendo stabilità e continuità almeno triennale alle risorse.
Ancora Anci sottolinea come il piano non chiarisce tempi e modalità di passaggio dalla attuale Carta Acquisti (in particolare, con riferimento alla prosecuzione del Sia nelle grandi città ed al previsto allargamento al Mezzogiorno) al Reddito di Inclusione Attivo; mentre va in ogni caso immediatamente sbloccato l'avvio dell'estensione nelle regioni del Mezzogiorno della sperimentazione della nuova Carta Acquisti, già finanziata con il decreto legge 76/2013.
Infine, via dei Prefetti ricorda che il reperimento delle risorse idonee alla realizzazione del Ria non deve andare a scapito di altri fondi specifici destinati alle politiche sociali; e ribadisce la necessità che le risorse comunitarie per lo sviluppo dei servizi per il «patto di comunità», siano considerate come aggiuntive e non sostitutive dei finanziamenti nazionali per il sociale.


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