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Dibattito globale su servizi e beni comuni: gli appuntamenti nelle città italiane

di Simone d'Antonio

I beni comuni e i servizi urbani sono negli ultimi mesi al centro del dibattito globale sulle politiche urbane anche in vista di Habitat III, la conferenza Onu sulle città che avrà luogo a Quito nell'ottobre 2016 con l'obiettivo di riaffermare l'impegno di Stati e società civile per città più vivibili e inclusive. Una serie di appuntamenti organizzati in Italia e in Europa stanno rilanciando la partecipazione attiva di esperti, amministratori locali e innovatori sociali al dibattito globale sul tema, facendo emergere approcci e soluzioni italiane per una migliore governance degli spazi urbani.

Si parla di questi temi a Palermo fino a sabato 10 ottobre nell'ambito dell'Urban Thinkers Campus "City as a Service", organizzato dal laboratorio di innovazione Push nell'ambito della World Urban Campaign dell'Onu. Mettere i principali attori dell'innovazione sociale italiana a confronto per ripensare servizi pubblici e funzioni urbane è l'obiettivo della tre giorni di incontri, che vedrà la partecipazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di esponenti di università, imprese e società civile impegnati a delineare il profilo della città del futuro.
Dagli orti urbani al ruolo dell'arte per la riqualificazione degli spazi, sono numerose le esperienze di innovazione realizzate in Italia e nel mondo che si confronteranno a Palermo per comporre un quadro realistico delle pratiche di trasformazione urbana in atto in Italia e in Europa. Tali esperienze, che saranno discusse e presentate da esperti e innovatori, costituiranno il cuore del messaggio che Palermo invia alle altre 27 città mondiali impegnate nel corso di questi mesi in simili appuntamenti di riflessione e formazione sul futuro delle città. Gli Urban Thinkers Campus, organizzati sotto l'egida di UN-Habitat, rappresentano infatti il principale luogo di confronto tra istituzioni e società civile per far emergere visioni e idee da inglobare nelle posizioni nazionali e regionali del dibattito in vista di Habitat III.

Questi temi saranno discussi anche a Bologna il 6 e 7 novembre nell'ambito di «The City as a Commons: Reconceiving Urban Space, Common Goods and City Governance», prima conferenza tematica dedicata ai beni comuni urbani. Promossa da International Association for the Study of the Commons e organizzata da LabGov - LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni, la conferenza vedrà la partecipazione dei più importanti esperti mondiali in tema di beni comuni tra i quali Tine De Moor (Utrecht University e presidente di IASC), Richard Sennett (London School of Economics, New York University), Ezio Manzini (University of the Arts London, Politecnico di Milano, Tonji University, Jiangnan University), Silke Helfrich, Michel Bauwens e David Bollier (Commons Strategies Group).
Entro il 13 ottobre 2015 è possibile registrarsi attraverso il modulo predisposto sul sito IASC (http://conferences.iasc-commons.org/index.php/iasc/Urban-Commons-I/schedConf/registration) alla conferenza che ha raccolto più di 200 manifestazioni di interesse di professori, studiosi ed esperti a presentare il proprio contributo scientifico alla discussione sui beni comuni urbani. Sono in totale sette i sotto-temi che saranno affrontati dalla conferenza, che fornirà contributi utili al dibattito nazionale e europeo sul tema: dalla mappatura dei beni comuni all'innovazione democratica, i temi della condivisione come base per un'economia urbana basata sui beni comuni, a partire dall'esperienza di città come Bologna, Milano e Torino da tempo attive sul tema, offrono spunti di riflessione per un ripensamento delle politiche locali e per un miglioramento dei sistemi di welfare e governance urbana.


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