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Ricerca, rilancio e politiche urbanistiche per università e studenti

di Matteo Valerio

Sgravi, incentivi, «joint venture» nelle politiche di promozione internazionale, misure urbanistiche e infrastrutture ad hoc: il sistema dei Comuni e il mondo accademico potenziano le sinergie per la promozione della rete delle Università italiane, sottoscrivendo una serie di impegni per favorire il rilancio, il potenziamento e lo sviluppo di un sistema di formazione di alta qualità nelle città.
La comune convinzione che Università e ricerca rappresentino fattore primario e determinante di investimento sul futuro del Paese e dei territori sarà sancita oggi da un accordo tra Anci e Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui), che verrà annunciato al termine della tre giorni di studio organizzata dal Crui all'università di Pavia, dal titolo «Università e città».

Un'agenda per il nuovo secolo
La stretta interconnessione tra le Università e le Città che le ospitano, d'altronde, è un assunto ormai consolidato da anni e da approfonditi studi, che hanno analizzato gli impianti urbanistici, gli assetti economici e quelli sociali delle Città proprio alla luce della presenza o meno di centri universitari nei singoli territori.
Né la collaborazione tra Anci e Crui rappresenta una novità assoluta: il rapporto tra Associazione e Conferenza si era rinsaldato già sul finire degli anni Novanta, con un progetto di studio condiviso proprio su questi temi e sulle diverse interconnessioni territoriali.
Il presidente dell'Anci Piero Fassino spiega la convinzione con cui i Comuni aderiranno a questo accordo, ricordando che «investire in sapere e conoscenza è fondamentale per garantire un alto tasso di sviluppo al Paese e ai territori, nonché per offrire ai cittadini maggiori opportunità di lavoro e di innalzamento della qualità della vita. E' dunque interesse primario del Paese e di ogni città quello di favorire lo sviluppo di un moderno sistema di formazione, a partire da quello universitario. Questo significa costruire un rapporto organico di cooperazione e comune impegno tra istituzioni, società civile e mondo accademico. Ed è proprio per questo che Anci e Crui saranno fianco a fianco nella realizzazione di questo obiettivo».

Mobilità, alloggi e servizi
L'impegno garantito dai Comuni si estenderà a tutte le iniziative e le attività connesse alla presenza di poli universitari: «Innanzitutto garantendo spazi adeguati – spiega Fassino – con politiche urbanistiche che favoriscano la valorizzazione del patrimonio universitario esistente e creino nuove opportunità per dare vita a campus e centri di ricerca». Ma è soprattutto su chi l'Università la vive, la frequenta e la alimenta che si concentreranno gli sforzi maggiori: l'accordo prevede infatti la creazione di un sistema di garanzie per gli studenti fuori sede e il controllo degli abusi nel mercato degli affitti, il ripensamento della mobilità urbana e incentivi all'uso delle bicicletta in funzione delle esigenze degli studenti, la promozione delle attività sportive e culturali non solo attraverso incentivi al consumo, ma anche con la creazione di nuove infrastrutture.

Promuovere la ricerca
C'è poi la promozione della ricerca: «Le nostre università – spiega ancora Fassino – sono sempre più i luoghi in cui la ricerca ottiene risultati eccellenti. Questo tipo di attività va sostenuta con spazi, dotazioni finanziarie, interlocuzione con investitori esterni e con il mondo delle imprese: i Comuni promuoveranno e accompagneranno questi processi». Infine l'azione comune di Anci e Crui si focalizzerà sulla promozione dei territori e delle università a livello mondiale, «con una sinergia tra governi cittadini e università – aggiunge Fassino – che da un lato agevoli l'accoglienza e la permanenza dei professori e degli studenti internazionali, e dall'altro veda impegnate congiuntamente città e università nella promozione all'estero del territorio su cui insistono».


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