osservatorio anci-ifel

Edilizia scolastica: dal Fondo Kyoto 350 mln a Comuni ed enti pubblici per efficientamento energetico

di Matteo Valerio

Asili nido ed edifici scolastici rinnovati, messi in sicurezza, bonificati dall'amianto e all'avanguardia sull'efficienza energetica: i Comuni e gli enti pubblici hanno tempo fino al prossimo 22 settembre per sfruttare le opportunità concesse dallo stanziamento di 350 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dell'Ambiente ed inseriti nell'ambito delle norme sul protocollo di Kyoto.
Le risorse disponibili, gestite dalla Cassa depositi e prestiti, verranno erogate sotto forma di finanziamenti al tasso agevolato dello 0,25%. Sarà la stessa Cdp a gestire anche le domande, a stipulare i contratti di finanziamento e ad erogare le somme, che tra l'altro non verranno conteggiate ai fini del calcolo del tetto all'indebitamento previsto dal Testo unico degli enti locali.

Le istanze
Per facilitare l'accesso alle domande di finanziamento, il sito internet della Cdp (www.cdp.it) ha messo a disposizione dei Comuni un sistema per la compilazione guidata delle richieste, disponibile nell'area riservata e nella sezione specifica denominata ‘Portale Fondo Kyoto'. Una volta completate le procedure, le domande devono poi essere inoltrate al ministero dell'Ambiente a alla Cassa depositi e prestiti, attraverso gli indirizzi di posta certificata fondokyoto@pec.minambiente.it e cdpspa@pec.cassaddpp.it.

Risorse e progetti
I 350 milioni, che verranno erogati fino ad esaurimento e tenendo conto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande, saranno destinati ai «soggetti pubblici proprietari di immobili pubblici destinati all'istruzione scolastica, ivi compresi gli asili nido, e all'istruzione universitaria», ma anche agli «edifici pubblici dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam)». I progetti, inoltre, dovranno prevedere il raggiungimento di obiettivi specifici come l'innalzamento di due classi dei parametri dell'efficienza energetica dell'edificio scolastico, l'adeguamento alle norme di sicurezza (anche degli impianti) e di quelle antisismiche, la bonifica delle eventuali zone contaminate da amianto.
La disponibilità massima per ciascun edificio, a seconda dell'intervento messo in campo, potrà arrivare anche a 2 milioni di euro, con mutui decennali o ventennali. Ovviamente vengono considerati finanziabili solo i progetti relativi a immobili già esistenti, e non quelli in fase di costruzione. I lavori, inoltre, dovranno terminare entro 36 mesi dalla concessione del finanziamento, con una deroga di ulteriori 18 mesi «per giustificati motivi e previa istanza debitamente motivata».
Le verifiche ed i controlli sul corretto avanzare dei lavori verranno effettuati a campione dalla direzione generale per il Clima e l'Energia del ministero dell'Ambiente, che ha la facoltà di revocare il finanziamento in caso di irregolarità, dando inoltre comunicazione alla Corte dei Conti e all'Autorità nazionale anticorruzione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA