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Agricoltura urbana e food strategy: una sfida per il futuro delle città

di Massimo Allulli (*)

L'occasione di Expo 2015 ha sollevato un dibattito su modi e luoghi di produzione del cibo che consumiamo. La questione dell'alimentazione è entrata nelle agende di policy non solo delle istituzioni nazionali e internazionali, ma anche in quelle di comuni e governi locali. I processi di urbanizzazione fanno delle città il principale luogo di trasformazione e consumo del cibo prodotto, sollevando la questione di un rinnovato rapporto tra città e campagna.
Sono i dati a mostrare quanto quella del cibo sarà una sfida cruciale per le aree urbane nei prossimi decenni. Si calcola che nel 2050 la popolazione rurale nel mondo sarà di sole 2,8 miliardi di persone. Le città, invece, saranno abitate da 9,2 milardi di persone. Non possono sfuggire le implicazioni di questo dato sulla produzione di cibo, che sempre più interesserà direttamente le aree urbane e periurbane, determinando un'accentuazione del fenomeno già esistente di "rurbanizzazione", stravolgendo le visioni tradizionali dello zoning urbanistico e dell'economia locale. Come è stato evidenziato da un recente studio di Marino e Pallotta «l'agricoltura, l'alimentazione, il consumo di cibo assumono un ruolo strategico per gli equilibri della città».

Un convegno a Roma
Sono questi i temi del convegno internazionale "Agricolture in Urbanizing Society" che, organizzato da una vasta rete accademica coordinata dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Pisa con il segretariato organizzativo dell'associazione Aicare, avrà luogo a Roma tra il 14 e il 17 settembre. Si tratta della seconda edizione di questo convegno, quest'anno ospitata nell'ambito delle iniziative della regione Lazio per Expo 2015. Per tre giorni i principali esperti a livello internazionale in materia di food strategy si alterneranno nella presentazione e discussione di studi e modelli per riconnettere agricoltura, filiere alimentari e bisogni sociali. Si tratta di un convegno interdisciplinare, volto a mettere a confronto diverse discipline (sociologia, economia, urbanistica, scienze naturali) nel comune obiettivo di conseguire avanzamenti teorici e pratici nell'ambito della produzione alimentare nelle società contemporanee.

Agricoltura urbana
I Comuni italiani non sono rimasti fermi di fronte all'emergere della questioni alimentari tra le principali sfide urbane del secolo in corso. Si moltiplicano le iniziative istituzionali volte a supportare le esperienze di agricoltura urbana esistenti e a incoraggiare la nascita di nuove realtà. Roma, città che ospiterà il convegno, è una città particolarmente interessata dal tema. Il 40% del territorio comunale è superficie agricola. Negli ultimi due anni il comune ha intrapreso diverse iniziative per lo sviluppo dell'agricoltura urbana. Nel 2014 ha emanato un bando per l'assegnazione di terre pubbliche a giovani agricoltori. Più recentemente Roma Capitale ha approvato il proprio regolamento per l'affidamento di orti e giardini condivisi ad associazioni e cittadinanza. Le attività dei comuni poggiano anche sulle reti internazionali e le opportunità offerte dalle istituzioni europee. Il Comune di Messina, ad esempio, è membro della rete Urbact "Sustainable Food in Urban Communities", volta a incoraggiare l'agricoltura in città, il risparmio energetico nel trasporto del cibo, la produzione di cibi locali e stagionali. Quella dell'agricoltura è una sfida in particolare per le neonate Città Metropolitane, data la specializzazione nel settore primario del 58,9% dei comuni ad esse afferenti.
Le esperienze di agricoltura urbana e peri-urbana poggiano in grande maggioranza sull'iniziativa spontanea della cittadinanza, delle associazioni o di start up. Sono in costante diffusione e sempre più fanno ricorso alle tecnologie digitali per costituire reti di produzione e consumo che si configurano come spazi di innovazione sociale. Si pensi ad esempio al caso di Zappata Romana, rete di orti urbani presenti nella città di Roma che ha realizzato una mappa interattiva della presenza del fenomeno sul territorio. O si pensi a Rural Hub in Campania, "primo hackerspace italiano che mette in connessione e consente lo scambio e la condivisione tra persone, idee, tecnologie e progetti dell'innovazione sociale applicata alla ruralità". Ancora, a Milano c'è l'associazione CasciNet, che ha trasformato la Cascina Sant'Ambrogio in "hub multiservizi di innovazione agricola, culturale e sociale".

Lo sviluppo alimentare
L'agricoltura urbana e periurbana, dunque, è un fenomeno in crescita e il cui destino ineludibile è quello di uscire da una dimensione di nicchia per divenire parte integrante della produzione alimentare. Già oggi in Italia un fenomeno come quello dei farmers' market (che vendono produzioni agricole locali) produce un giro d'affari che uno studio ha stimato essere pari a circa 480 milioni di euro. I Gruppi di Acquisto Solidale sono realtà ormai consolidate in tutte le città. Ne consegue l'esigenza per i comuni di dotarsi di proprie food strategies volte a cogliere le opportunità offerte da un fenomeno innovativo in grado di incrementare la sostenibilità, la resilienza e il dinamismo delle economie territoriali.

(*) Anci - Area Studi, Ricerche, Banca Dati delle Autonomie Locali


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