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Pa open comunity, i vecchi gemmellaggi di Agire Por si rigenerano

di Giancarlo Terenzi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Leggendo i dati del progetto Agire Por al 30 aprile 2015, ricavabili dal "OpenCoesione", portale sull'attuazione dei progetti finanziati dalle politiche di coesione in Italia, in capo ora all'agenzia per la Coesione territoriale e cofinanziato dall'Unione europea, emerge un dato preoccupante sui pagamenti effettuati che ammontano a 693.711 euro, pari al 17% delle risorse pubbliche disponibili che sono di 4.044.957 euro.

Il progetto
Già presente nel ciclo di programmazione comunitaria 2000-2006 dove aveva ottenuto ottimi risultati, il progetto è compreso all'interno del programma operativo nazionale governance e assistenza tecnica 2007-2013, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale. In particolare, riguarda azioni di gemellaggio nazionali per rafforzare le competenze delle pubbliche amministrazioni situate nei territori delle quattro Regioni del Sud incluse nell'obiettivo comunitario convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni del territorio nazionale che hanno buone pratiche esportabili e trasferibili.
Sono trasferite conoscenze, esperienze, metodologie, sistemi organizzativi e gestionali innovativi. Si tratta, quindi, di rafforzare le competenze tecniche e di governo delle amministrazioni e degli enti attuatori, per migliorare l'efficacia della programmazione e la qualità degli interventi offrendo servizi migliori ai cittadini dei territori interessati.

Meno risorse
Le iniziali risorse, intorno ai 20 milioni di euro, si sono via via ridotte per le riprogrammazioni del Pon intervenute nel frattempo, fino all'attuale posta finanziaria che ci si augura possa essere completamente rendicontata entro il 31 dicembre 2015. Certo l'impegno è arduo, considerato che non si potranno utilizzare progetti "retrospettivi" e che non sono state trasferite risorse al programma di azione e coesione (Pac) complementare al Pon Gat 2007-2013, dove non sono previste tra i 34 progetti azioni di gemellaggio. Numerosi gemellaggi, tuttavia, sono in corso, che dovrebbero contribuire a ridurre, se non ad annullare, l'attuale deficitario livello di spesa. Va precisato, infine, che nel nuovo Pon governance e capacità istituzionale (Gci) 2014-2020, recentemente approvato dalla Commissione, non sono previste specifiche azioni di gemellaggio.

Il protocollo sul riuso
Nel frattempo è operativo un protocollo d'intesa firmato dall'ex dipartimento Politiche di sviluppo e il Politecnico di Milano, che ha come principale obiettivo la progettazione, la promozione e l'animazione, anche mediante lo sviluppo sperimentale, di modelli organizzativi e servizi Ict innovativi, cui troverà applicazione il principio di "riuso", inteso come valorizzazione e capitalizzazione delle esperienze, che deve rappresentare non una semplice copia di buone prassi ma una declinazione delle soluzioni di eccellenza nei differenti contesti amministrativi e territoriali.
Per fare ciò è necessaria una condivisione delle conoscenze e la cooperazione fra amministrazioni come strumenti per l'attuazione degli interventi previsti dai programmi comunitari. L'obiettivo è creare una rete di Pa che alimenti un tessuto connettivo permanente e dinamico per valorizzare le eccellenze ed è attiva, inoltre, una piattaforma social community-pon.dps.gov.it/agire-por/, oggi luogo di condivisione di esperienze, domani strumento per la costruzione di progettualità per il Paese.

PA Open Community 2020
Nei prossimi mesi sarà creata, grazie all'azione del Politecnico, una comunità "attiva" di pubbliche amministrazioni, "Pa open community 2020" (Paoc), la cui azione si integra e si potenzia utilizzando i gemellaggi tra soggetti già sperimentati col progetto Agire Por: il trasferimento delle esperienze innovative in aree dell'obiettivo convergenza mira a radicare tra gli enti locali del Mezzogiorno centri di competenza per la diffusione del modello di open community e delle soluzioni sviluppate.
Gli strumenti ci sono, anzi ne andrebbero recuperati alcuni, come quelli attuativi e gestionali-contabili troppo frettolosamente accantonati, ma rispetto al ciclo precedente mancano le risorse. Ci si augura che questo strumento, peraltro tanto incoraggiato da Bruxelles, possa trovare all'interno di questo ciclo di programmazione un'importante copertura economica magari attraverso il programma complementare governance 2014-2020. È quello che chiedono i territori per accrescere la loro esperienza e, quelli più in ritardo, per diminuire il gap che li separa dal resto del Paese e dell'Europa.


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