Home  › Sviluppo e innovazione

Pon governance e assistenza tecnica, occasione mancata

di Giancarlo Terenzi

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Dopo i "via libera" ricevuti dalla Commissione europea e dalla Presidenza del consiglio dei ministri, le risorse del programma di azione e coesione (Pac) complementare al Pon Governance e assistenza tecnica (gat) 2007-2013, derivanti dalla riprogrammazione ammontano a 42 milioni di euro, cui si aggiungono più di 3 milioni derivanti dal cofinanziamento del Fondo di rotazione e di Invitalia, portando la disponibilità finanziaria complessiva a più di 45 milioni.

Il programma
Si articola in 34 progetti, di cui 15 (si veda la scheda illustrativa), del valore di circa 25 milioni di euro, consentiranno di porre "in salvaguardia" interventi validi già avviati nel quadro del Pon, ma in ritardo di attuazione e quindi potranno proseguire oltre il termine del 31 dicembre 2015.
I 19 nuovi progetti (si veda la scheda illustrativa), per circa 17 milioni di euro, invece, permetteranno di implementare azioni di assistenza tecnica e/o rafforzamento della capacità amministrativa prioritariamente indirizzate a garantire l'avvio del ciclo di programmazione 2014-2020. La sensazione è che, all'interno dei nuovi progetti, ce ne siano alcuni che forse non avrebbero ottenuto il via libera della Commissione qualora fossero stati inseriti all'interno di un programma cofinanziato dai fondi europei. Fermo restando che le regole di funzionamento, gestione e controllo saranno quelle del Pon Gat, desta perplessità che non sia indicata una data certa per la chiusura del programma e che l'autorità di audit del Pon non risulti assegnataria di alcuna funzione, anche se poi la sorveglianza del programma è attribuita al Comitato di sorveglianza del Pon Gat.

Data certa e controlli indipendenti
Due differenze che poco si conciliano con le regole dei programmi europei, ma che sono più simili ad alcuni programmi nazionali di cui non si sa mai quando termineranno e come verranno controllati. Forse sarebbe stato meglio non derogare da questi due paletti: data certa e controlli indipendenti.
Per quanto riguarda, invece, la struttura finanziaria e gli obiettivi originari del Pon Gat 2007-2013, Fondo europeo di sviluppo regionale, dagli iniziali 276 milioni di euro, con il cofinanziamento nazionale al 50%, è sceso, sempre per difficoltà nell'attuazione, nel 2012 a 226 milioni, con un cofinanziamento al 38,5%, e nel 2014 a 184 milioni, con un cofinanziamento al 25%, minimo previsto dai regolamenti comunitari.
Con la prima programmazione i 50 milioni di euro sono stati indirizzati verso alcune delle priorità del Pac seconda fase, quali competitività e innovazione delle imprese, giovani, inclusione sociale - cura dell'infanzia e degli anziani non autosufficienti - e aree di attrazione culturale. Con la seconda i 42 milioni sono stati destinati al piano completare già descritto. Le due riprogrammazioni hanno fatto perdere al programma complessivamente 92 milioni di euro, pari al più del 33% della posta finanziaria originaria, poi scesa, con il parziale recupero dei 25 milioni allocati per i 15 progetti da mettere in "salvaguardia", a 67 milioni, pari sempre al 24%. Certamente le risorse allocate con le due programmazioni sono coerenti con la politica di coesione ma, soprattutto le prime, non con le finalità e gli obiettivi di un programma di governance e assistenza tecnica.

Considerazioni
Il Pon Gat, dopo la perdita di quasi un quarto delle risorse originariamente disponibili, non raggiungerà i risultati attesi. Forse una riflessione va fatta, estendibile anche agli altri programmi del ciclo 2007-2013, anche sugli obiettivi iniziali e sull'attuazione, perché qualcosa in più si sarebbe potuto raggiungere in termini di spesa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA