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Italia Login: la scommessa dello Stato facile, oltre le tecnologie il fattore umano

di Sergio Talamo

Da settembre è attesa alla prova la “casa del cittadino”, ospitata dalla piattaforma Italia Login. Secondo la descrizione del Governo, prenderà forma “un cambiamento di paradigma che pone il cittadino al centro e l’amministrazione al suo servizio, avendo una focalizzazione particolare sulla semplicità e l’usabilità”. Uno dei suoi ideatori, il consulente di Palazzo Chigi Paolo Barberis, racconta su agendadigitale.eu le linee direttive della svolta: ci sarà “un unico punto di accesso, Italia.it, per tutti i servizi pubblici, aggregati secondo una logica che segue i momenti della vita dei cittadini (scuola, salute ecc.) e realizzati seguendo alcuni principi fondamentali”, fra cui spiccano l’uniformità finalizzata alla facilità d’uso e il criterio “mobile first”: in breve, una PA a portata di smartphone.

La Pa a portata di smartphone
Lo “Stato facile” traduce in concreto quella “cittadinanza digitale” che campeggia al punto 1 della Riforma PA. In soldoni, è il passaggio dagli oltre 100mila servizi on line oggi sparsi, o meglio nascosti, nei siti pubblici, al “punto unico” di cui parla Barberis. È chiaro che la “reconductio ad unum” della PA italiana non è soltanto una poderosa impresa tecnologica ma un profondissimo cambio di mentalità. Si tratta di trasferirsi armi e bagagli da una cultura del processo ad una cultura del servizio, immaginando ogni attività come finalizzata alla sua più semplice fruizione da un qualsiasi apparecchio mobile, che dovrebbe tendere a sostituire nel tempo l’accesso fisico agli uffici pubblici.
Come funzionerà? In pratica, ogni cittadino avrà una sua “identità digitale”, garanzia di massima sicurezza. L’identità digitale si realizzerà attraverso lo Spid (sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese), anche definito “pin unico”. Allo Spid si affiancherà l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), infrastruttura centrale che farà da punto di riferimento sempre aggiornato delle informazioni anagrafiche e di residenza per i cittadini. Da non dimenticare anche il servizio di notifiche dirette al cittadino sui fatti che lo interessano (scadenze, adempimenti, opportunità, proposte) e la piattaforma per i pagamenti elettronici per tutti i servizi.

Spid al via
Attualmente il lancio di questo progetto deve fare i conti con la complessità dell’infrastrutturazione tecnologica necessaria. Per ciò che riguarda il sistema Spid, Agid ha appena emanato - d’intesa con il Garante Privacy - i quattro regolamenti tecnici che ne permettono l’avvio e descrivono caratteristiche, temi e modalità di attuazione. La partenza del sistema è in calendario per l’autunno, a dicembre verranno rilasciate le prime identità digitali e la roadmap arriverà fino al 2017 per fornire i dati di accesso a tutti gli italiani. Riguardo all’Anagrafe, il documento “Crescita Digitale” dichiara che entro la fine del 2015 avremo i primi 26 Comuni-pilota, per poi arrivare al completamento entro marzo 2016. Ma è chiaro che, oltre ai Comuni, in Anpr dovranno confluire tutti i soggetti pubblici che erogano servizi di utilità, al fine di sincronizzare tutte le informazioni. Un processo che passa anche per la definizione delle Linee guida da condividere con le PA, sia per uniformare i servizi sia per utilizzare il sistema di identificazione secondo la logica di Italia Login. L’impatto organizzativo sarà presumibilmente notevole, e qui si apre la questione del fattore umano.

Il fattore umano
È evidente infatti che dietro il successo di quella che appare non una semplice innovazione ma un passaggio epocale, non ci sono solo le macchine, cioè i software. Al centro ci devono essere le persone, quindi i funzionari pubblici che gestiranno i nuovi sistemi, e i cittadini-utenti che ne fruiranno. Alle amministrazioni, Barberis ricorda i due principali adempimenti (24 mesi di tempo): “Sui servizi già realizzati, utilizzare il sistema di identificazione di Italia.it e modificare il front end rispetto alle linee guida che saranno definite; sui servizi da realizzare, avviare la progettazione nella logica del programma Italia Login”. Al momento risultano pronti allo sbarco su Spid l’Inps, l’Inail, l’Agenzia delle Entrate, alcune Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte e Toscana) e alcuni Comuni (Firenze, Lecce, Milano). Ma ciò che va monitorato è il necessario allineamento, in primo luogo psicologico e poi metodologico, al nuovo codice della “PA di servizio”, per cui il front end non è solo quello delle piattaforme ma anche quello delle persone: funzionari che devono esser pronti ad ascoltare i bisogni degli utenti ed a costruire con loro il nuovo sistema.
Già, perché sul versante dei cittadini a giocare un ruolo-chiave saranno due metodi di lavoro ben definiti dalla lingua inglese, “living lab” e “crowdsourcing”. In pratica, Italia login-casa del cittadino presuppone un inedito modo di operare da “pubblica amministrazione aperta”, con servizi e prodotti da costruire insieme all’utente in situazioni di vita reale, e una comunità di sviluppo dei servizi pubblici non più composta solo dai funzionari e dai tecnici pubblici ma anche dagli utenti. E visto che un cittadino attivo è in primo luogo un cittadino consapevole, molto dipenderà dalla capacità del sistema pubblico di accompagnarlo con professionalità e attenzione nel nuovo mondo digitale.


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