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Autovelox non sottoposti a verifica, quale sorte per le multe emesse?

di Alberto Ceste

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Quale sorte avranno i verbali di accertamento e contestazione della violazione dei limiti di velocità elevati antecedentemente al 19 giugno 2015 e che ad oggi non siano ancora definitivamente chiusi? Vuoi, perché in relazione ad essi il trasgressore e/o l'eventuale obbligato in solido non abbiano già effettuato il pagamento in misura ridotta, o perché siano pendenti ricorsi amministrativi o giurisdizionali, o perché non siano ancora decorsi i termini di scadenza per la presentazione di tali rimedi, oppure ancora perché gli stessi verbali non si siano ancora prescritti o, infine, perché le procedure esecutive che siano state medio tempore avviate per riscuotere coattivamente il credito originato da tali verbali non si siano ancora definitivamente concluse.
Il tema è conseguente alla sentenza dellaCorte Costituzionale n. 133/2015 che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell'articolo 45, comma 6, del Codice della strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nel controllo e nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, violando così il canone di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione.
I provvedimenticon i quali la Pubblica amministrazione agisce per cercare di far valere il proprio diritto di credito e le diverse fasi della relativa procedura sanzionatoria debbono poi essere verificati, in vista di un'altrettanto doverosa commisurazione e bilanciamento d'interessi con i diritti costituzionalmente garantiti a favore del presunto trasgressore di difendersi avverso contravvenzioni accertate e contestate con apparecchiature in ipotesi non tarate e/o non funzionanti correttamente, ed anche con il rilevantissimo interesse degli stessi Enti locali a non dover subire il rischio di ingenti danni da mancate entrate erariali o, peggio ancora, di risarcimenti dei danni alla contro parte ricorrente, a causa di improvvide e non ben ponderate scelte dei propri Comandanti/Responsabili dei corpi/servizi di Polizia locale, che decidano frettolosamente di abdicare del tutto all'utilizzo degli strumenti in questione e/o alla difesa dei verbali redatti dai propri operatori di polizia locale.

Adempimenti per i comandi di Polizia locale
Il primo adempimento che pare opportuno suggerire a tutti i Comandanti dei corpi/servizi di Polizia locale italiani è quello di provvedere tempestivamente e meticolosamente ad una ricognizione di tutti i procedimenti sanzionatori da essi adottati e che hanno tratto origine dall'utilizzo degli strumenti di rilevazione della velocità, non ancora giuridicamente esauritisi alla data del 18 giugno 2015, stante l'efficacia erga omnes ed ex tunc propria della sopra ricordata sentenza n. 133/2015 della Corte Costituzionale.
Completato il monitoraggio dei procedimenti sanzionatori ancora pendenti, verificare ad uno ad uno i singoli procedimenti, onde stabilire per ciascuno di essi se abbiano comportato l'utilizzo di uno strumento di rilevazione della velocità di tipo automatico piuttosto che con la presenza di un operatore di polizia locale, se lo strumento concretamente utilizzato era, all'epoca dei fatti, tarato oppure no.
Ricorrendo la prima ipotesi non sussisterà alcun problema di sorta e quindi il Comando di Polizia locale manderà serenamente avanti il provvedimento sanzionatorio in questione e tutti gli altri eventuali provvedimenti rispetto ad esso successivi e consequenziali, senza rischiare alcunché (si veda il quotidiano degli enti locali).
Ciò, se non altro, poiché sarà del tutto inverosimile che anche il più sprovveduto ed il più disinformato dei conducenti un qualsivoglia veicolo che è stato in tal modo sanzionato possa avere la temerarietà di interporre qualsiasi tipo di ricorso o di opposizione avverso il provvedimento sanzionatorio in questione.
Nel caso invece, realisticamente assai più probabile, in cui la verifica abbia condotto alla presa d'atto dell'esistenza di un certo qual numero di procedure sanzionatorie azionate dall'utilizzo di apparecchiature che, di fatto e di diritto, non erano tarate od anche nella contigua ipotesi in cui i relativi verbali non abbiano dato esplicitamente atto di tal taratura, i singoli Comandanti di polizia locale dovranno ponderare assai bene su quali atti adottare per contemperare in concreto l'operare di almeno tre diritti costituzionalmente garantiti, vincolanti per le stesse scelte a cui Loro potranno e dovranno addivenire, sia pure con grandi difficoltà e con un certo qual rilevante margine di discrezionalità.
Il diritto/dovere di assicurare sempre il buon andamento della Pubblica Amministrazione e dell'azione amministrativa, il diritto/dovere a porre in essere azioni a difesa della sicurezza stradale ed anche il diritto/dovere a perseguire alle stesse ed eguali condizioni e con identici mezzi i trasgressori dell'unica e medesima regola che impone di osservare le norma sui limiti di velocità.
Peraltro, forse altri diritti ed interessi ed altri correlati doveri ancora potrebbero entrare in gioco e guidare tale difficile scelta dei decisori pubblici della Polizia locale, quale ad esempio, quello di difendere sempre al meglio, ma mai oltre la cornice invalicabile della ragionevolezza, l'operato dei propri collaboratori; ciò, tanto più, se all'epoca dell'accertamento e della contestazione, la regola sull'obbligatorietà della taratura per tutti gli apparecchi, fissi o non, non era ancora stata stabilita e poteva essere non così agevolmente immaginabile per chiunque.
Senza voler propendere per soluzioni salomoniche e sia pure con la dovuta cautela che solamente un'ingiustificata protervia potrebbe diversamente orientare, ma unicamente allo scopo di voler fornire uno spunto di tipo decisorio-operativo a tali operatori del diritto applicato e vivente, ci pare di poter affermare che le scelte maggiormente ipotizzabili potrebbero essere le seguenti.

Scelte ipotizzabili per i comandi di Polizia locale
Una prima, sicuramente di portata oggettivamente maggiormente coraggiosa per il singolo Comandante di Polizia locale che intendesse adottarla, potrebbe essere quella che induce il medesimo a procedere ad un annullamento in autotutela dei verbali che si fondano su accertamenti non conformi al dettato della Corte Costituzionale. Tale opzione, tuttavia, analizzandola entro un ambito complessivo di ampio respiro non sembra essere quella sempre e comunque migliore per tutti le fattispecie, vuoi per l'incertezza a tutt'oggi esistente in materia, specialmente riguardo a quelle che potrebbero essere le prossime direttive di servizio che, magari in un futuro non troppo lontano, il ministero dell'Interno potrebbe adottare anche con riferimento vincolante per la stessa Polizia locale, vuoi per la non semplice lettura ed interpretazione che nel caso di specie potrebbe derivare, in termini di sicura affidabilità metrologica, dall'identità tra le risultanze della taratura postuma e gli esiti che il singolo strumento aveva all'epoca dei fatti e che continua ad avere al momento della formale taratura dello stesso.
Un'equiparazione, questa, che potrebbe cioè portare a sostenere la validità dell'elevato verbale, in ragione della provata funzionalità sostanziale, anche se non formale, dello strumento usato.
Altra possibile scelta che, in attesa dell'auspicato intervento riformatore del Legislatore volto a colmare il vuoto normativo che è stato in tal modo introdotto nel Codice della strada a seguito dell'intervento della Consulta, potrebbe essere quella di attendere la proposizione dei ricorsi da parte dei soggetti contravvenzionati e decidere, di volta in volta, quale strategia adottare, tenendo conto del tipo di doglianza che venga mossa dal singolo ricorrente ed anche di quello che sarà l'orientamento giurisprudenziale che si formerà in merito. Questo, specialmente se emergesse un orientamento giurisprudenziale consolidato che fosse favorevole all'equiparazione, in punto conferma verbali, tra taratura formale e taratura di fatto, per raggiungimento dello scopo, a seguito della prova, ad onere dell'Ente cui appartiene l'organo accertatore, del corretto funzionamento sostanziale dello strumento utilizzato.
In ogni caso, si può però ipotizzare sin da ora che, nell'ipotesi ideal tipica ora presentata, il Comandante della Polizia locale dovrà tener conto di almeno tre fattori:
- il primo, incontrovertibile, del valore e dell'efficacia verso tutti, retroattiva ed insuperabile da parte di qualsivoglia Autorità amministrativa o Giudiziaria italiana, della decisione della Corte Costituzionale, in punto obbligatorietà della taratura di tutti gli strumenti di rilevazione della velocità, siano essi automatici od azionati manualmente da operatore, onde rispettare finalisticamente il canone della ragionevolezza che sempre deve orientare la decisione sulla valenza degli accertamenti stradali oggetto d'impugnativa;
- il secondo, che condurrebbe a rinunciare alla difesa del verbale, non costituendosi l'Ente neppure in giudizio o chiedendo il Comandante di polizia locale stesso l'archiviazione del verbale al Prefetto, allorché non si sia in grado di fornire la prova, o dell'avvenuta taratura, o della menzione della stessa nel verbale, tanto più poi, se gli esiti della taratura effettuata ex post rivelino un apprezzabile malfunzionamento del singolo apparecchio oggetto della procedura di verifica, in termini di difetto di funzionalità che, del tutto ragionevolmente, già poteva ritenersi sussistere all'epoca del controllo, per una qualsiasi delle cause considerate dalla Corte Costituzionale come minanti l'affidabilità metrologica degli strumenti, oltre che la fede pubblica che si ripone nel settore e nel bene della sicurezza stradale: invecchiamento delle componenti della struttura stessa, urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione;
- il terzo, che secondo il prospettato ragionamento è del tutto scontato e che si ricava a contrario, ma che vale in ogni caso la pena di ricordare, è il fattore che spinge a difendere il verbale e gli eventuali provvedimenti ad esso successivi, nel caso in cui il Comandante di Polizia locale sia assolutamente in grado di fornire la prova del corretto funzionamento dell'apparecchio che venne nell'occasione utilizzato, unitamente alla possibilità di produrre l'attestazione documentale, contenuta sempre nel verbale stesso di accertamento irripetibile oggetto di contestazione, della già avvenuta effettuazione, in allora, della taratura, secondo i termini, i tempi ed i modi previsti.


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