osservatorio anci-ifel

Governance e capacità istituzionale, un programma della coesione a supporto della riforma Pa

di Francesco Monaco (*)

Con la celebrazione del primo Comitato di Sorveglianza, avvenuta a Roma martedì 28 luglio scorso, alla presenza congiunta della Dg Regio e Employement della Commissione, parte ufficialmente l'avventura del Pon plurifondo (co-finanziato cioè da Fesr e Fse) «Governance e Capacità istituzionale», ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020 (qui lo schema del Programma).

Il Programma
Il Programma, adottato con decisione C(2015)1343 del 23 febbraio 2015, intende contribuire alla crescita del Paese e al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, attraverso l'investimento su due obiettivi tematici: «rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente» (OT 11) e «migliorare l'accesso alle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime» (OT2).
La strategia del Programma, che è finalizzata al rafforzamento della capacità istituzionale delle amministrazioni pubbliche e delle parti interessate, è tesa a realizzare un'effettiva modernizzazione del sistema amministrativo e a implementare un nuovo modello di governance, sempre nell'attuazione delle politiche di sviluppo.
Nell'analisi di contesto realizzata per l'occasione, la Pa in Italia è considerata piuttosto un freno allo sviluppo; rimuovere le cause di ritardi, inefficienza e inefficacia è la sfida programmatica richiesta dall'Ue e accettata dall'Italia.
Gli interventi previsti sono rivolti, oltre che alle amministrazioni pubbliche di tutto il territorio nazionale, anche agli stakeholders, sia come leva per contribuire ai processi di modernizzazione, riforma e sviluppo digitale del settore pubblico, sia come co-destinatari di processi di capacity building.

La strategia d'intervento
Sul piano operativo, la strategia di intervento si articola in due pilastri. Il primo pilastro è incentrato sulla modernizzazione del sistema amministrativo nazionale, definito in coerenza con le riforme illustrate nel Piano nazionale di riforma e con le priorità indicate nei documenti della Commissione europea. Gli interventi sono volti perciò a sostenere, fra l'altro, l'implementazione delle misure di riforma amministrativa introdotte per riorganizzare le strutture statali e territoriali, anche in base al ridisegno della geografia amministrativa realizzata con la riforma degli enti locali. Ciò secondo una visione strategica per cui la riforma dell'architettura istituzionale degli enti locali in attuazione della legge 56/2014 (legge Delrio) è legata anche a un nuovo disegno di sviluppo del territorio, che richiede agli enti locali una forte capacità di programmare e attuare propri interventi di sviluppo sul territorio di riferimento.
Il secondo pilastro è volto invece a sviluppare le capacità di governance multilivello nei programmi di investimento pubblico. Gli interventi sono finalizzati a rafforzare competenze e regole funzionali alla piena realizzazione dell'infrastruttura di gestione di tutte le politiche di sviluppo e coesione, attraverso la disponibilità di un centro di competenza che fornisca indicazioni coordinate agli attori coinvolti ai diversi livelli e che sia in grado di supportare i processi funzionali allo sviluppo delle competenze tecniche indispensabili per una buona gestione dei programmi di investimento per lo sviluppo.

Il ruolo degli enti locali
Nel Pon Governance, il tema della riorganizzazione degli enti locali, regioni e città metropolitane è declinato nelle misure 1.3. e 2.2 degli Assi 1 «Sviluppo della capacità amministrativa e istituzionale per la modernizzazione della pubblica amministrazione» e 2 «Sviluppo dell'e-government, dell'interoperabilità e supporto all'attuazione dell'"Agenda digitale», i cui obiettivi specifici riflettono i fabbisogni principali del contesto nazionale in termini di disponibilità di una smart public administration, di miglioramento delle prestazioni della Pa, con un articolato mix di azioni indirizzate a rendere disponibili strumenti, metodologie e capacità indispensabili per la piena efficienza nella gestione dei processi e nell'erogazione dei servizi.
Le linee di intervento previsti da questi due obiettivi specifici a sostegno della riforma delle amministrazioni pubbliche, sono volte:
- a rendere più efficiente la gestione del personale e il sistema della dirigenza pubblica,
- a riorganizzare le strutture e a rafforzare i sistemi di management;
- a riorganizzare le strutture territoriali;
- a sviluppare le infrastrutture digitali funzionali all'implementazione degli interventi di riforma delle amministrazioni pubbliche.
Lo step successivo è l'integrazione di questi interventi con quelli, trasversali agli Assi 1 e 2 , previsti nell'Asse 3 «Rafforzamento della governance multilivello nei Programmi di Investimento Pubblico», e in particolare nell'Azione 3.1.5 «Interventi mirati di accompagnamento del processo di riforma degli Enti locali con riferimento all'attuazione delle politiche sostenute dal FESR».
Scopo dichiarato di quest'ultima azione è il miglioramento delle capacità delle pubbliche amministrazioni locali nell'attuazione delle policy per lo sviluppo sostenute dal Fesr, con particolare riferimento agli ambiti più rilevanti per la strategia di crescita in Italia e segnatamente il turismo, l'ambiente, con attenzione alle problematiche inerenti i fenomeni di dissesto idrogeologico e le policy sulla smart specialization strategy.
Si tratta quindi di una strategia complessiva in cui uno dei fattori concorrenti alla riforma delle pubbliche amministrazioni è considerato esplicitamente il rafforzamento della capacità delle amministrazioni locali di elaborare politiche pubbliche e di programmare, progettare e gestire interventi di sviluppo sul territorio.

Autorità di gestione e budget
L'autorità di gestione del programma è l'Agenzia della Coesione che si avvarrà di due organismi intermedi: la Funzione pubblica e il ministero della Giustizia (per le misure che riguardano il miglioramento dei servizi di giustizia).
Le risorse totale del programma ammontano a 827.699.996,00 euro (di cui Fesr/Fse 583.799.997,00 euro; quota di cofinanziamento nazionale 243.899.999,00 euro). Un riquadro riporta il totale di risorse per categorie di Regioni.

(*) Capo Area politiche di coesione territoriale Anci


© RIPRODUZIONE RISERVATA