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Fondi Ue: approvato il Pon Reti, quasi due miliardi per le infrastrutture al Sud

di Giancarlo Terenzi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Commissione europea ha adottato il programma operativo nazionale "Infrastrutture e reti" 2014-2020, che riguarda le cinque Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
La dotazione di bilancio ammonta a 1.840 milioni di euro di cui 1.380 provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), mentre il restante 25% è a valere sui fondi nazionali. Il programma prevede investimenti in infrastrutture di trasporto multimodale sostenibile in Italia in tre settori: infrastrutture ferroviarie, portuali e sistemi di trasporto intelligente.
Soddisfazione espressa da parte di Corina Creţu, Commissaria per la Politica regionale: "Questo programma contribuirà a rendere il settore dei trasporti in Italia più sostenibile e competitivo. Gli investimenti previsti rispettano le priorità della politica relativa alle infrastrutture di trasporto "TEN-T" e contribuiranno a migliorare i collegamenti di trasporto multimodale. Ritengo che una migliore connettività sia di vitale importanza per un paese. Questi investimenti avranno un effetto positivo, renderanno l'Italia un mercato attraente per le imprese e miglioreranno la qualità della vita quotidiana."

I contenuti
Il programma, che si sviluppa in quattro assi, si concentrerà su due priorità principali: a) sostenere la creazione di uno spazio unico europeo dei trasporti multimodale con investimenti nella TEN-T per un finanziamento totale di 1.095 milioni di euro pari al 62% del bilancio del programma; b) sviluppare e migliorare sistemi di trasporto sostenibili dal punto di vista dell'ambiente, a bassa rumorosità e a bassa emissione di carbonio, inclusi vie navigabili interne e trasporti marittimi, porti, collegamenti multimodali e infrastrutture aeroportuali, per favorire la mobilità regionale e locale sostenibile per un finanziamento totale di 684 milioni, pari al 38% del bilancio del programma.
Si prevede, inoltre, di migliorare la mobilità regionale, per mezzo del collegamento dei nodi secondari e terziari all'infrastruttura della TEN-T, compresi quelli multimodali. Alcuni obiettivi del programma riguardano: incremento dell'uso delle ferrovie come mezzo di trasporto merci, miglioramento della capacità delle principali direttrici (linee ferroviarie Catania – Palermo e Napoli – Bari), riduzione dei tempi di viaggio lungo le direttrici principali, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, dimezzamento dei tempi di sdoganamento, aumento del traffico portuale.
Si tratta di un programma ambizioso che, se realizzato, questa volta potrebbe contribuire a rendere meno disagevole la vita di cittadini e imprese che vivono nelle cinque Regioni. Certo è necessaria una svolta rispetto ai risultati non esaltanti ottenuti dal programma nel ciclo di programmazione europea che si chiuderà a dicembre 2015.

Mancano all'appello
Chiuso il Pon Reti, ora si spera che anche il programmi operativi regionali di Abruzzo, Basilicata, Puglia e Veneto siano adottati prima della pausa estiva. Rimandati sicuramente a settembre, invece, il programma operativo nazionale Legalità e il Por Sicilia.
Ancora più in là il Por Calabria, mentre rischia di mangiarsi buona parte del 2015 quello della Campania. Non sono buone notizie per il nostro Mezzogiorno, tenuto conto dei risultati che stanno ottenendo nella programmazione che volge al termine (2007-2014), ma soprattutto per l'importanza delle risorse di cui dispongono questi ultimi tre programmi nell'attuale 2014-2020 e dell'urgenza di utilizzarle presto e bene per attivare quel volano che dovrebbe fare uscire questi territori dal secolare sottosviluppo.


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