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Patrimonio: valorizzazione e recupero, pronti 700 milioni

di Matteo Valerio

Più di 700 milioni pronti ad essere investiti nelle città per opere di valorizzazione del patrimonio pubblico. È entrata ormai nella fase decisiva, e si concretizzerà nei primi mesi del 2016 con l'erogazione degli investimenti, l'operazione che grazie al fondo "i3core" consentirà la creazione di fondi immobiliari a favore di Province, Regioni e Comuni per realizzare interventi di pubblico interesse. I primi quattro enti pronti a partire sono i Comuni di Grugliasco, Ascoli, Lecce, e la Provincia di Chieti.
No alla speculazione e sì alla pubblica utilità. É questo lo spirito con cui l'Anci, tramite le sue strutture tecniche Ifel e Fondazione patrimonio Comune, aveva avviato la promozione del complesso sistema "Fondo dei fondi", previsto dal Dl 98/2011. Eravamo nell'ottobre 2014 e Invimit (100% di proprietà del Tesoro) aveva appena approvato e pubblicato il vademecum degli investimenti del fondo "i3core". Per il comparto territorio sono a disposizione poco più di 700 milioni di euro (riserve tecniche dell'Inail) per effettuare investimenti su progetti di valorizzazione pubblici tramite lo strumento del fondo immobiliare promosso o partecipato da regioni, province e comuni.

Gli strumenti
Dopo una rilevante fase di scouting delle iniziative, all'interno della quale l'Anci e Invimit hanno raccolto più di trenta proposte da parte di altrettanti enti territoriali, entra dunque nel vivo la fase di selezione e analisi degli investimenti, che porterà alla costituzione di fondi immobiliari che potranno accogliere investitori qualificati come la stessa Invimit, ma non solo.
Lo strumento del fondo immobiliare si abbina al concetto più "nobile" di valorizzazione, che non é solo dismissione ma anche creazione di valore economico e sociale, come più volte sottolineato dallo stesso sottosegretario del Mef Pierpaolo Baretta.
Gli strumenti messi in campo in questo caso sono i fondi immobiliari, per realizzare interventi pubblici o comunque di pubblico interesse, e le Società di gestione del risparmio che, oltre a curare gli aspetti legati alla finanza immobiliare e alla raccolta di capitali, si cimentano sulla gestione di immobili complessi da ristrutturare, da rendere efficienti e soprattutto da gestire nel tempo. Sono infatti le scuole, l'efficienza energetica e la riqualificazione urbana gli ambiti sui quali interviene Invimit nonché i settori che, oggi più che mai, sono al centro dell'attenzione degli enti territoriali anche a causa dei minimi investimenti effettuati in questi ultimi anni a causa del patto di stabilità e della spending review.

I progetti
Per ora le proposte che hanno superato il primo step di coerenza rispetto alle linee guida di investimento di Invimit sono quattro, e appunto quelle presentate da Grugliasco, Ascoli, la provincia di Chieti e Lecce.
Particolarmente significativa la proposta della città salentina, che ha affidato 25 immobili pubblici alle valutazioni e analisi della Fondazione Patrimonio Comune dell'Anci con la finalità di ottenere la cosiddetta delibera plafond di Invimit. Un investimento stimato attorno ai 100 milioni, che ricomprende scuole, mercati, nuovi uffici pubblici e immobili di pregio da valorizzare e immettere sul mercato. Le regole urbanistiche sono chiare e gli immobili già censiti e già coerenti, o in via di valorizzazione. Alle Sgr spetterà il compito di migliorare – durante la gara ad evidenza pubblica - le idee e le proposte iniziali, per poi partire all'inizio del prossimo anno.


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