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Cataloghi elettronici, ultima frontiera dell'e-procurement

di Maria Luisa Beccaria

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Non si è parlato molto dell'utilizzo dei cataloghi elettronici nelle gare telematiche, che tuttavia sono previsti dalla direttiva Ue 24/2014, una delle tre contenute nel disegno di legge delega approvato dal Senato il 18 giugno scorso e ora all'esame alla Camera (recepimento e attuazione delle nuove direttive sugli appalti n. 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014). Tre provvedimenti che promuovono modalità, strumenti e procedure d'acquisto interamente telematiche, per garantire il raggiungimento del miglior rapporto qualità/prezzo piuttosto che l'indicazione di uno specifico prodotto.

I cataloghi
Tra le norme a recepimento obbligatorio della direttiva appalti 24/2014, che dovrà essere attuata entro il 18 aprile 2016, dunque, c'è quella quella relativa all'utilizzo dei cataloghi elettronici (articolo 36 e considerando 68) in tutte le procedure disponibili ove sia richiesto l'uso di mezzi di comunicazione elettronici, purché siano rispettati i principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza, tracciabilità.
Anche l'Avcp, nell'atto di segnalazione 3/2014, aveva sottolineato che i cataloghi elettronici completano la gamma degli strumenti di e-procurement, che rispondono al costante sviluppo di nuove tecniche di acquisto elettronico e che, in fase di recepimento, sarà possibile rendere obbligatorio l'uso di essi per alcuni tipi di appalto.
I cataloghi elettronici sono un formato per la presentazione e l'organizzazione delle informazioni in un modo comune per tutti gli offerenti. Si pensi alle offerte presentate in forma di foglio elettronico. In pratica gli operatori dovrebbero adattare i loro cataloghi generali per la procedura d'appalto specifica, comprendendo in essi solo prodotti, lavori o servizi che corrispondono a quanto richiesto. La lex specialis di gara deve prevedere quando la presentazione delle offerte sotto forma di cataloghi elettronici è accettata o richiesta, definendo anche le specifiche tecniche e il formato. È riconosciuta la facoltà delle stazioni appaltanti di elaborare offerte per acquisti specifici sulla base di cataloghi elettronici trasmessi in precedenza.
Nel caso di accordo quadro, concluso con più operatori economici, dopo la presentazione delle offerte sotto forma di cataloghi elettronici, le amministrazioni aggiudicatrici possono prevedere la riapertura del confronto competitivo per i contratti specifici, in base a cataloghi aggiornati. Anche gli appalti basati su un sistema dinamico di acquisizione possono essere conclusi richiedendo la presentazione di catalogo elettronico, che sarà completato dai candidati, ai quali sia richiesto di costituire offerte.

I vantaggi
I vantaggi di questo strumento sono evidenti. Non solo più concorrenza, ma anche informatizzazione delle gare e revisione della spesa, per ottenere risparmi senza pregiudicare il livello qualitativo delle commesse pubbliche. Va tenuto presente che la diffusione degli appalti elettronici nell'Unione europea è anche oggetto di una specifica strategia presentata dalla Commissione il 20 aprile 2012 e che prevede la transizione completa entro la metà del 2016.
In tale quadro normativo i mezzi di comunicazione elettronici sono particolarmente idonei a sostenere pratiche e strumenti di centralizzazione delle committenze grazie alle possibilità che offrono per il riutilizzo e il trattamento automatico dei dati, nonché per la riduzione dei costi legati all'informazione e alle transazioni (considerando 72 della direttiva 24/2014).
Nell'ottica della convergenza delle procedure elettroniche in tutta l'Unione europea si collocano anche la strutturazione, esclusivamente in forma elettronica, del documento di gara unico europea, ossia un'autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da autorità pubbliche o terzi, e il registro online dei certificati (e-Certis), previsti dagli articoli 59-61 della direttiva 24/2014.
Per ridurre gli oneri documentali il disegno di legge delega per il recepimento della direttiva appalti prevede come alternativo all'uso del documento di gara unico europeo, un analogo documento predisposto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per autocertificare il possesso dei requisiti.


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