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Governance e servizi, i sindaci: priorità welfare e investimenti, anche con privati

di Matteo Valerio

Garantire la qualità dei servizi locali e attirare risorse anche da fonti esterne, come l'Europa o i privati. Con un imperativo: proporre una visione concreta per il futuro della Città. È questa l'ispirazione principe dell'attività dei Sindaci italiani. Lo dicono i primi risultati della parte italiana della ricerca "The European Mayor II" (si vedano le slide illustrative), secondo ciclo di un'indagine sui leader politici nelle città europee, coordinata dalla professoressa Annick Magnier del Dipartimento di scienze politiche e sociali dell'Università di Firenze. I questionari di ricerca sono stati inviati in 28 Paesi europei a tutti i sindaci dei Comuni con più di 10 mila abitanti e, sono a tutt'oggi compilabili al sito: www.europeanmayor2.net.

I dati delle Regioni
In Italia, anche grazie al contributo dell'area Studi e Ricerche di Anci, sono già disponibili i dati dei primi 165 questionari provenienti da tutte le Regioni, che forniscono un identikit ben definito del Sindaco italiano: impegnato nel trovare soluzioni per la crescita, l'occupazione e il welfare nei territori, convinto del valore della pianificazione territoriale e della necessità di allearsi con altri Comuni e con il settore privato per far fronte ai problemi di finanza locale, consapevole dell'impegno e dei grossi risultati raggiunti sul fronte della trasparenza e della riduzione dei costi. Ma anche cosciente delle difficoltà nel realizzare le politiche di sviluppo locale: su tutte, quella di ottenere supporto tecnico dai livelli superiori di governo e quella di sviluppare programmi integrati per i grandi progetti urbani.
Spunti interessanti arrivano anche dal raffronto con il primo ciclo di questionari, somministrato 10 anni fa, dal quale risulta innanzitutto il «fenomeno di progressivo mutamento della figura del sindaco – scrivono i ricercatori - che nel corso degli anni ha visto crescere la propria valenza simbolica all'interno del sistema politico locale». Se si considerano le priorità politiche dei primi cittadini, poi, la volontà di garantire su tutto la crescita ed il welfare è segno «di come i sindaci interpretino in prevalenza il proprio ruolo come motori e volani di crescita economica, non abdicando comunque ad assolvere al ruolo di ammortizzatori sociali, in grado di sopperire alle carenze del sistema assistenziale e di attenuare le differenze sociali».

Società partecipate
Sull'onda dell'ampio dibattito sul futuro e sulla riforma delle società partecipate che forniscono servizi essenziali ai cittadini, i sindaci intervistati manifestano una posizione netta: secondo la metà del campione non esiste l'impellente necessità di ridefinire gli attuali assetti e l'attuale bilanciamento tra pubblico e privato.

Città metropolitane
Infine, il tema delle riforme istituzionali e città metropolitane. Il 52,9% è convinto che Unioni e fusioni di Comuni possano contribuire a ridurre le spese delle amministrazioni, a conferma della non ostilità dei sindaci alla riforma e a patto – come più volte ribadito dall'Anci - che siano gli stessi territori a scegliere in base alle concrete e diverse esigenze. All'opposto, se si parla di migliorare i servizi, la migliore soluzione secondo i sindaci è quella di potenziare le politiche di cooperazione tra i Comuni. Per la governance delle Città metropolitane, invece, secondo l'80% degli intervistati è necessario puntare sulle politiche di cooperazione intercomunale.


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