Home  › Sviluppo e innovazione

Accesso alle aree aeroportuali, la sicurezza prevale sulla libertà di iniziativa economica

di Massimiliano Atelli

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con la sentenza n. 738 del 26 giugno 2015, la Sezione I del Tar Veneto ha escluso che la limitazione al libero accesso all’aviostazione introdotta da Enac e da altra società di gestione di un aeroporto, non risponderebbe all’interesse pubblico asseritamente perseguito, stante la sua introduzione al solo scopo di penalizzare le attività economiche private connesse al trasporto dei passeggeri, da e per l’aeroporto, dovendo invero quest’ultime ritenersi recessive rispetto al preminente interesse pubblico volto alla razionalizzazione “dei flussi veicolari in entrata e in uscita verso/da l’aerostazione passeggeri, a salvaguardia della sicurezza della circolazione, dell’accessibilità, della fruibilità e della sicurezza dell’utenza”.

Il principio di diritto
Né i giudici amministrativi veneti hanno aderito all’idea, sviluppata nel gravame, secondo cui le limitazioni di transito in questione sarebbero state introdotte al solo fine di penalizzare le società ricorrenti, atteso che, proprio al fine di consentire a quest’ultime l’esercizio dell’attività di trasporto passeggeri, da e per l’aeroporto, era stata in concreto proposta l’adesione ad un regime tariffario agevolato, al quale hanno peraltro aderito altri operatori economici del medesimo settore.
Né, ancora, potrebbe ritenersi che l’avversata decisione abbia operato un’illegittima equiparazione tra la sosta a pagamento, intesa quale parcheggio dell’autoveicolo in un’area a tal fine predisposta a fronte di un corrispettivo legato alla durata temporale dello stazionamento, e la mera fermata, ossia la temporanea sospensione della marcia ai fini della discesa o salita delle persone dall’automezzo, atteso che la connaturale gratuità di quest’ultima è stata comunque garantita dagli appositi spazi a ciò riservati nella zona antistante l’aeroporto.

Il caso
Nella specie, veniva contestata la determinazione dell’Enac e dell’Aeroporto Valerio Catullo di Verona Spa, con la quale, al fine di disciplinare l’accesso, la circolazione e la sosta degli automezzi nell’aree aperte all’uso pubblico dell’aeroporto veronese, è stato introdotto un nuovo sistema di rilevazione con il quale monitorare il passaggio degli autoveicoli, imponendo il pagamento di un pedaggio di 15,00 euro per ogni ingresso successivo al terzo, prevedendo al contempo una franchigia temporale di 10 minuti che consente l’uscita senza alcun corrispettivo economico, fermo restando che, a partire dal quarto passaggio, verrà comunque applicato il supplemento indicato.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Veneto persuade.
In particolare, è senza dubbio vero che le attività economiche private connesse al trasporto dei passeggeri, da e per l’aeroporto, non possono non essere considerate meritevoli di attenzione, ma è altrettanto vero che rispetto a quest’ultime ha carattere prevalente il preminente interesse pubblico volto alla razionalizzazione “dei flussi veicolari in entrata e in uscita verso/da l’aerostazione passeggeri, a salvaguardia della sicurezza della circolazione, dell’accessibilità, della fruibilità e della sicurezza dell’utenza” .


© RIPRODUZIONE RISERVATA