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Mobilità urbana sostenibile, le risorse della programmazione Ue 2014-2020

di Giancarlo Terenzi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Lo studio dell'Isfort sulla mobilità urbana nel nuovo ciclo di programmazione europea evidenzia come nell'accordo di partenariato 2014-2020 sottoscritto con la Commissione europea all'interno dell'Obiettivo tematico 4 "Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori", un ruolo di primo ordine è assunto dai trasporti urbani e, in particolare, da quello pubblico locale definito come uno dei fattori che determinano la qualità dei servizi pubblici.

Il Tpl
Il Tpl, inoltre, è una precondizione e un volano per il successo competitivo delle aree urbane, in termini di vivibilità degli spazi urbani, accessibilità ai luoghi di lavoro e possibilità di penetrazione dei beni e servizi di consumo finale.
Sempre nell'accordo, nell'affrontare la questione dell'approccio integrato allo sviluppo territoriale attraverso i fondi strutturali e di investimento europei, l'accordo guarda anche allo sviluppo urbano sostenibile attraverso la definizione della strategia comune dell'Agenda urbana per i fondi comunitari 2014-2020, che si articola su tre ambiti tematici di intervento prioritari in parte fra loro integrabili, tra cui il "ridisegno e modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori delle città" al cui interno si ritrovano le azioni di mobilità e logistica sostenibile.
Infine, anche all'Obiettivo tematico 7 "Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete", pur puntando principalmente sull'implementazione delle grandi reti infrastrutturali prevede anche investimenti per la promozione di sistemi di trasporto sostenibili e per il riequilibrio modale.

Le risorse
Più nello specifico il "Miglioramento della mobilità regionale, integrazione modale e miglioramento dei collegamenti multimodali", a cui è associato un monte risorse di circa 211 milioni di euro, tutte destinate alle sole Regioni meno sviluppate.

Passando a esaminare i contenuti dei Pon e dei Por, se in termini generali gli obiettivi, le priorità di investimento e le azioni tendono a replicarsi nei vari piani operativi e nel Pon città metropolitane, come era facile prevedere visto l'accordo di partenariato, non mancano elementi che evidenziano alcune differenze, sia in termini di ampiezza degli interventi che di dotazione finanziaria, che tuttavia si manifesteranno essenzialmente nella scrittura dei vari strumenti di pianificazione della mobilità in ambito regionale, per esempio il piano regionale dei trasporti, e in ambito urbano.

Il Pum
Tra i vari strumenti di pianificazione, quindi, diventa molto importante il piano urbano della mobilità sostenibile se si guarda alle linee guida approvate dalla direzione generale per i Trasporti della Commissione europea, da costruire secondo un processo strutturato e partecipato, nonché rivolto all'analisi dello stato di fatto, alla costruzione di possibili scenari, all'individuazione di obiettivi, alla corretta selezione di politiche e misure, all'implementazione di una comunicazione attiva, al monitoraggio e alla valutazione delle azioni intraprese.
Questi strumenti sono fondamentali perché se in alcuni casi le risorse sono indirizzate già all'interno dei programmi operativi, in altri casi possono essere spese solo se gli interventi a essi legati sono indicati all'interno di uno strumento di pianificazione della mobilità. Si tratta di oltre 1,4 miliardi di euro per gli anni 2014-2020, senza tener conto del Por Calabria.
Quanto affermato vale in particolare per le città e i centri urbani delle Regioni meno sviluppate, dove si concentreranno oltre 1 miliardo di euro tra fondi comunitari e risorse nazionali, ovvero le città più in ritardo, nel contesto nazionale, nell'adozione di piani urbani della mobilità e di quelli del traffico. Infatti, considerando i dati Istat, per quanto riguarda i piani urbani della mobilità sui 29 capoluoghi di Provincia nel 2013 si contano solo 10 città con un piano (e di queste 5 sono pugliesi), mentre per quanto riguarda i piani urbani del traffico censiti dall'Istat sempre nel 2013 la situazione appare migliore, ma non sempre: per esempio, se da un lato tutti i Comuni capoluogo campani e pugliesi hanno un piano, dall'altro lato diverse città calabresi e siciliane ne sono sprovviste (Vibo Valentia e Reggio Calabria in Calabria, Agrigento, Enna e Siracusa in Sicilia).

Bene l'Anci, ma Pon e Por sono in ritardo
Bene ha fatto l'Anci a indire questa prima conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile e ottimo è lo studio predisposto dall'Isfort, dove si individuano puntualmente le risorse programmate all'interno dei diversi Pon e Por inclusi nel nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2024-2020. Tuttavia, ad oggi, le poste finanziarie su cui appoggiare piani e programmi non sono ancora disponibili, poiché sia i Pon (Infrastrutture e reti città metropolitane), sia i Por delle regioni meno sviluppate, che dispongono delle risorse più ingenti, nonché di quelle in transizione, non sono stati ancora adottati dalla Commissione europea e difficilmente saranno adottati prima della pausa estiva e, in diversi casi, dopo il ritorno alle attività. Un ritardo che, se non compromette la nuova programmazione, obbliga già a una rincorsa.


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