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Riscritte le regole per l'accesso ai contratti di sviluppo

di Stefania De Luca

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Dm del 9 dicembre 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2015 n. 23 ridefinisce, introducendo alcune novità, le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo in conformità alle nuove norme in materia di aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014.
Lo strumento, che ha sostituito i “Contratti di programma e di localizzazione”, ha quale obiettivo principale, favorire la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni, anche esteri, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.
Il Dm, infatti, è intervenuto al fine di favorire lo sviluppo economico del Paese mediante sistemi più aderenti alle condizioni economico finanziarie delle imprese a causa della crisi, mediante agevolazioni ed interventi previsti dall’art. 43 del Dl n. 112/2008 conv. L 133/08 rivolti alle partecipanti del progetto e sottoposti al controllo dell’”Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa  S.p.a. – Invitalia” sulla base delle direttive e sotto la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, il quale procede a monitorare l’attività dell’Agenzia, eseguendo anche controlli “a campione”.

I soggetti interessati
I programmi di sviluppo debbono riguardare il settore industriale, le attività turistiche e la tutela ambientale anche mediante la realizzazione di opere infrastrutturali materiali ed immateriali funzionali al programma stesso con oneri a carico pubblico.
I progetti, nel caso di programmi di sviluppo industriale e turistico possono essere attuati sia mediante la costituzione di nuove unità produttive, sia mediante ampliamento, riconversione o ristrutturazione di quelle preesistenti, e deve riguardare spese destinate alla acquisizione e costruzione delle immobilizzazioni di cui all’articolo 2423 Cc.
Nel caso di programmi destinati alla ricerca, allo sviluppo ed all’innovazione, invece, dovranno essere rivolti a favorire lo sviluppo industriale, la tutela ambientale o lo sviluppo turistico. Il progetto deve essere finalizzato alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo e/o l’applicazione delle tecnologie specifiche.
Nel caso, infine,   di progetti relativi a investimenti produttivi per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale il progetto è rivolto a quei soggetti  che intendono perseguire programmi finalizzati a innalzare il livello di tutela ambientale, ovvero consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea, o ottenere una maggiore efficienza energetica, realizzare un impianto di cogenerazione ad alto rendimento, oppure progetti destinati al  riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.

Modalità di attuazione e requisiti
La normativa prevedere altresì che il progetto proposto deve essere concluso entro 48 mesi e può essere realizzato anche congiuntamente mediante un “contratto di rete” che preveda:
a) 
la suddivisione delle competenze, dei costi e delle spese a carico di ciascun partecipante;
b) 
la nomina obbligatoria dell’organo comune, che agisce in veste di mandatario per tutti i rapporti con il Ministero;
c) 
per i soli progetti di ricerca, sviluppo e innovazione la definizione degli aspetti relativi alla proprietà, all’utilizzo e alla diffusione dei risultati del progetto di ricerca e sviluppo;
d) 
per i soli progetti di ricerca, sviluppo e innovazione una clausola con la quale le parti, in caso di recesso e/o risoluzione contrattuale  nei confronti di uno dei partecipanti gli altri  si impegnano alla completa realizzazione del progetto.
Inoltre, specifica il Dm, i soggetti al momento della presentazione della domanda, devono trovarsi nelle seguenti condizioni:
a)
essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese;
b) 
essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
c)
trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
d)
non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e/o non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
e) 
qualora siano stati destinatari di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni concesse dal Ministero, abbiano provveduto alla restituzione di quanto dovuto;
f) 
non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento Gber;
g) 
per la realizzazione dei progetti di investimento di cui al Titolo II, nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c) del Tfue previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, non rientrare tra coloro che nei due anni precedenti abbiano chiuso la stessa o analoga attività o che abbiano concretamente in programma di cessare l’attività entro due anni.
Il Dm stabilisce altresì le linee guida del programma a seconda del settore di attività, stabilendo che:
-  il programma di sviluppo industriale deve riguardare un'iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, ed eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali
-  il programma di sviluppo per la tutela ambientale deve riguardare un'iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi al programma
- il programma di sviluppo di attività turistiche deve riguardare un'iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell'offerta ricettiva ed eventuali programmi strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento. Le agevolazioni sono concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto previste ed in relazione agli specifici progetti di investimento.

Agevolazioni
La normativa prevede tutta una serie di agevolazioni rivolte ai soggetti interessati e si possono ottenere con i seguenti strumenti:
- finanziamenti agevolati di durata al massimo decennale e a tassi agevolati in misura non superiore al 75% delle spese ammissibili. Il finanziamento deve essere assistito da garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative nel limite dell’importo in linea capitale e viene erogato a stato di avanzamento del progetto
-
contributi in conto impianti anch’essi erogati a stato di avanzamento di cui il primo può essere erogato anche in via anticipata nel limite del 30 per cento del contributo concesso, previa presentazione di fideiussione bancaria o di polizza assicurativa
- contributi in conto interessi di durata non superiore a dieci anni e anch’essi a tasso agevolato.

Presentazione delle domande e procedura
La domanda deve essere presentata all’Agenzia, a pena di invalidità, secondo le modalità indicate nel sito internet www.invitalia.it ed a partire dalla data di apertura dei termini di presentazione fissata dal Direttore Generale per gli incentivi alle imprese e saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione onde valutare la sussistenza dei requisiti.
E ‘richiesta l’acquisizione del parere (silenzio assenso) delle Regioni e delle Province autonome interessate e la procedura si deve concludere entro 120 giorni dal ricevimento della domanda mediante la valutazione di una serie di parametri determinati dallo stesso Dm.
La conclusione dell’attività istruttoria con esito positivo è subordinata al riscontro da parte dell’Agenzia, anche attraverso la fase di negoziazione, della sussistenza di almeno una delle condizioni di cui all’art 9 del Dm.
L’Agenzia deve comunicare l’avvenuta approvazione del programma di sviluppo al Ministero, alle Regioni e alle Province autonome interessate e trasmettere all’impresa beneficiaria la determinazione di cui al comma 8. Entro 30 giorni dalla ricezione l’impresa beneficiaria, pena la decadenza dalle agevolazioni, deve restituire all’Agenzia la determinazione debitamente sottoscritta per accettazione.
L’eventuale contratto di finanziamento, deve essere stipulato entro 30 giorni dalla data di ricezione della documentazione.
Qualora l'Agenzia ravvisi la necessità di accordi di qualsivoglia natura con pubbliche amministrazioni per accelerare la realizzazione dei programmi stipulati ne dà notizia al Ministero che indice una conferenza di servizi.
L’impresa beneficiaria entro 90 giorni dall’ultimazione del progetto deve presentare all’Agenzia la relazione finale dalla quale risultino le eventuali variazioni sostanziali intervenute in sede esecutiva rispetto al progetto presentato e l’eventuale sussistenza di cause ostative ai sensi della vigente normativa antimafia. Qualora tale relazione si concluda con esito negativo, l’Agenzia procede alla revoca delle agevolazioni. Nel caso, invece, in cui la relazione si concluda con esito positivo l’Agenzia la trasmette al Ministero e procede all’erogazione dell’ultima quota. Il Ministero, entro 30 giorni dal ricevimento della relazione finale, procede alla nomina di un’apposita commissione di accertamento per la verifica finale ed il verbale di accertamento di spesa, redatto dalla commissione, viene poi trasmesso all’Agenzia che entro 45 giorni dalla data di ricezione liquida all’impresa beneficiaria il saldo del contributo spettante.
Successivamente all’ultimazione di tutti i progetti componenti il programma di sviluppo, l’Agenzia redige una relazione finale con giudizio di conformità degli investimenti realizzati ai progetti approvati.


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