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Pa, rafforzato l'obbligo di utilizzare canali e servizi telematici

di Federico Gavioli

Previste sanzioni amministrative da mille a diecimila euro

L'approvazione definitiva del decreto legge 90/2014 ha modificato alcuni interventi urgenti in materia di semplificazione, concentrati negli articoli da 24 a 28.
OBBLIGHI DI TRASPARENZA PER LA PA
Il nuovo articolo 24-bis, recante il titolo "Obblighi di trasparenza per le pubbliche amministrazioni" modifica alcune disposizioni relative all'ambito soggettivo di applicazione del Codice della trasparenza nelle Pa (Dlgs 33/2013). Riscritto l'articolo 11 del Dlgs 33/2013, che individua tra i destinatari:
- le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, Dlgs 165/2001;
- le società partecipate dalle Pa e le società da esse controllate limitatamente all'attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale e dell'Ue e solo in relazione ad alcune disposizioni;
- le autorità indipendenti che provvedono ad attuare le norme del Codice secondo i rispettivi ordinamenti, nel rispetto del loro status di indipendenza.
AGENDA DIGITALE: REGOLE TECNICHE
L'articolo 24-ter del Dl 90/2014 prevede che regole tecniche per l'attuazione dell'Agenda digitale italiana siano stabilite con un Dpcm o con decreto del ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con i ministri competenti, sentita la Conferenza unificata e il Garante per la protezione dei dati personali, e cioè seguendo la procedura prevista dall'articolo 71 del Codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo 82/2005).
Il nuovo articolo 24-quater, invece, interviene in materia di servizi in rete e basi di dati delle pubbliche amministrazioni, stabilendo l'applicazione della sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro nel caso in cui, a decorrere dal 180° giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, non sia rispettato quanto disposto dall'articolo 63 del Dlgs 82/2005, che in particolare pone l'obbligo di usare esclusivamente i canali e i servizi telematici, inclusa la posta elettronica certificata, per l'utilizzo dei propri servizi, anche a mezzo di intermediari abilitati, per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie, per l'esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni e per gli atti, le comunicazioni o i servizi resi.
Stessa sanzione si applica nel caso in cui non sia rispettato il contenuto disposto dall'articolo 52, comma 1, del Dlgs 82/2005, che prevede che le pubbliche amministrazioni pubblichino nel proprio sito web, all'interno della sezione «Trasparenza, valutazione e merito», il catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in loro possesso ed i regolamenti che ne disciplinano l'esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo, fatti salvi i dati presenti in anagrafe tributaria.
E' previsto, inoltre, che le Pa elencate dall'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001, nonché le società, interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della Pa, come individuate dall'Istat, comunichino all'Agenzia per l'Italia digitale, esclusivamente per via telematica, entro 30 giorni, l'elenco delle "basi dati" in loro gestione e degli applicativi che le utilizzano.
COMUNICAZIONE TRA PA
L'articolo 24-quinquies del Dl 90/2014 sostituisce i commi 2 e 3, articolo 58, del Dlgs 82/2005 e sopprime il comma 3-bis dello stesso articolo 58. In base al nuovo comma 2 le pubbliche amministrazioni comunicano tra loro attraverso la messa a disposizione, a titolo gratuito, degli accessi alle proprie basi di dati.
La definizione degli standard di comunicazione e delle regole tecniche a cui le amministrazioni devono conformarsi è effettuata, entro novanta giorni, dall'Agenzia per l'Italia digitale, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e le amministrazioni interessate alla comunicazione telematica.
Il nuovo comma 3, articolo 58, del Dlgs 82/2005 è modificato attribuendo la funzione di monitoraggio all'Agenzia per l'Italia digitale, incaricata di riferire annualmente al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro.
MODIFICATI GLI IMPORTI RELATIVI AI DIRITTI CAMERALI
L'articolo 28 del decreto Pa è stato profondamente riveduto in sede di conversione in legge anche per le forti critiche piovute sull'Esecutivo.
Il testo originario dimezzava il diritto annuale delle Camere di Commercio, mentre ora sarà ridotto gradualmente: del 35% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% a decorrere dal 2017.
La base di calcolo è il diritto annuale come determinato per l'anno 2014. La norma è stata integrata per prevedere che i diritti di segreteria e i proventi derivanti dalla gestione di attività e dalla prestazione di servizi e quelli di natura patrimoniale siano fissati sulla base di costi standard definiti dal ministero dello Sviluppo economico, sentiti la Società per gli studi di settore (SOSE) e Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l'accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni.


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