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A2A lancia la multiutility lombarda

di Cheo Condina

Il passaggio chiave sarà nei prossimi giorni. Se con le delibere di indirizzo i principali consigli comunali coinvolti daranno il via libera alla Multiutility della Lombardia, A2A riuscirà a mettere in rete tutte le Province (eccetto Mantova) di una delle Regioni più ricche d’Europa dopo avere già chiuso l’anno scorso l’acquisizione del 51% di Lgh.
La strada, per certi versi, ricalca quella seguita in passato dal colosso tedesco Rwe, ma nel caso specifico A2A e tutte le società coinvolte dal riassetto – con il supporto dell’advisor Pwc – hanno elaborato uno schema particolare, ora all’esame dei soci pubblici, che individua una quadratura del cerchio sotto il profilo finanziario e degli equilibri di governance. A2A, infatti, avrà il 40% circa di Acsm-Agam, l’utility di Como e Monza (di cui oggi la stessa A2A detiene già il 24%, ma non consolida), che a sua volta incorporerà le municipalizzate di Lecco e Provincia (Lario Reti Holding), Valtellina e Valchiavenna (Aevv) e Varese (Aspem). Tutti i soci pubblici di queste aziende, come riferito da Radiocor, riceveranno in cambio azioni della quotata Acsm-Agam e ne deterranno così la maggioranza, con una partecipazione tra il 45% e il 48%. Al di là delle cifre puntuali del nuovo assetto azionario, ancora soggette a possibili aggiustamenti, c’è un punto fermo: A2A, che conferirà alla nuova entità alcuni impianti idroelettrici in provincia di Como oltre al 9,4% detenuto in Aevv e al 90% di Aspem, svolgerà il ruolo di partner industriale. Per questo potrà consolidare la nuova Acsm-Agam, una realtà che in virtù dell’aggregazione – secondo le prime stime – raddoppierà da subito il proprio valore (oggi in Borsa capitalizza 170 milioni) e i clienti (dagli attuali 175 mila di gas e luce) e, soprattutto, avrà margine operativo lordo e debiti netti entrambi di circa 80 milioni. Considerato che il gruppo presieduto da Giovanni Valotti chiuderà l'anno con un rapporto tra debiti netti e margini attorno a 2,6 volte, ciò significa che inizierà a consolidare una società sotto levereggiata, pronta a fare investimenti (ne sono previsti 500 milioni al 2021) per non perdere il passo con i veloci e potenzialmente drastici cambiamenti dello scenario energetico. Sull’arco di piano il mol di Acsm-Agam dovrebbe raggiungere 120 milioni e così, secondo i broker, contribuirà non solo a migliorare la leva di A2A ma anche il multiplo Ev/Ebitda, che già dal 2018 potrebbe calare a ridosso di 6 volte. Non è un caso che il titolo – complice anche la revisione al rialzo delle stime sul mol di fine anno - in Borsa sia ai massimi da 10 anni (ieri ha chiuso in rialzo del 2,12% a 1,63 euro) e da quando è stato comunicato al mercato l’accordo “tecnico” sulla Multiutility lombarda, a metà novembre, ha recuperato il 20%.

L’operazione
La ratio dell’operazione, più che nelle sinergie (comunque rilevanti), sta nello sviluppo della nuova entità, che assicurerà comunque ai soci una politica di dividendi in crescita. A2A, con il proprio peso industriale e finanziario, dovrà supportare le municipalizzate lombarde – tutte aziende competitive oggi ma di fronte a un futuro sfidante – a difendere il proprio ruolo sul territorio: nelle gare sulla filiera ambientale e soprattutto sul gas negli ambiti di Como, Monza, Lecco e Varese (dove 2i Rete Gas è pronta a giocare le proprie carte), senza dimenticare la liberalizzazione del mercato elettrico del 2019.
La governance della nuova Acsm-Agam, che viene assistita da Banca Imi e BonelliErede, vedrà l’ad espresso da A2A (come già avviene oggi) e un cda di 13 membri di cui 7 nominati dalla multiutility guidata da Valerio Camerano ma con le consuete maggioranze qualificate richieste per approvare eventuali operazioni straordinarie. Sotto ad essa agiranno società di scopo controllate al 100% e specializzate sulle varie filiere come distribuzione e vendita gas, calore e servizi, ambiente e smart city.

La tabella di marcia
La tabella di marcia per finalizzare l’operazione, come detto, prevede da qui alla fine dell’anno un passaggio chiave, e non certo scontato, con un primo round di approvazioni da parte dei numerosi consigli comunali coinvolti (Sondrio, primo socio di Aevv, ha già dato l’ok), che a gennaio saranno poi chiamati alle delibere finali. In quel momento il riassetto dovrà essere ovviamente validato dai cda delle società coinvolte e ottemperare agli adempimenti regolamentari e di natura Antitrust. L’obiettivo è chiudere il dossier entro il primo semestre ma già in aprile i giochi potrebbero essere quasi fatti con A2A, assistita da Mediobanca e Gianni Origoni, pronta a consolidare la nuova entità.


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