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Decaro (Anci): «Serve tempo per un percorso che tuteli i lavoratori»

a cura della redazione Anci

«Abbiamo chiesto e ottenuto un tempo più congruo per una verifica seria degli eventuali esuberi derivanti dai piani di razionalizzazione delle società partecipate. Si tratta di passaggi delicati che richiedono più di qualche giorno e prevedono procedure con i sindacati. L'obiettivo che ci poniamo come sindaci è quello di tutelare ed essere al fianco dei lavoratori». Lo ha dichiarato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, ieri al termine della riunione della conferenza unificata.
La legge prevede il termine del 30 settembre per la presentazione dei piani di revisione e razionalizzazione delle partecipate, la ricognizione del personale in servizio e la dichiarazione di eventuali esuberi. È la stessa legge però a prescrivere che gli esuberi siano motivati anche alla luce dei piani di revisione. Risulta evidente dunque che se i piani di revisione saranno presentati il 30 settembre, la loro valutazione in funzione di eventuali esuberi va consentita prevedendo tempi congrui.
Grazie dunque all'Intesa raggiunta ieri in Conferenza unificata, è stata recepita la richiesta, avanzata congiuntamente da Anci, Regioni e Province di posticipare al 30 novembre la dichiarazione degli esuberi da parte delle società controllate, solo a seguito di un'attenta analisi dei piani di razionalizzazione delle società partecipate che vanno comunque approvati entro il 30 settembre. Conseguentemente, il termine per la comunicazione ai sindacati degli esuberi sarà il 10 dicembre. Le società controllate avranno tempo fino al 20 dicembre per comunicare gli eventuali esuberi alle Regioni che dovranno formare gli elenchi regionali ed entro il 15 gennaio 2018 trasmetterli all'Anp, l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.
«Ciò – ha ribadito il presidente Decaro - serve a tutelare maggiormente i lavoratori attraverso tempi congrui per la formazione e la gestione di un procedimento complesso, perno di una riforma delle partecipate pubbliche che va portata avanti nella massima garanzia dei diritti dei dipendenti delle nostre società».

Il progetto Siope+
Nel corso dei lavori dell'Unificata è stato affrontato anche il punto relativo al parere sullo schema di decreto del ministero dell'Economia e delle finanze sull'estensione della sperimentazione del progetto Siope+ che ha l'obiettivo di consentire il monitoraggio dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche. Anci ha espresso parere favorevole con la presentazione dell'emendamento che riguarda le modalità di adesione degli enti al sistema.
In particolare, come ha sottolineato il vicepresidente vicario di Anci Roberto Pella in rappresentanza dell'associazione: «Gli esiti della sperimentazione in corso di ampliamento potranno fornire le indicazioni utili per la definizione delle scadenze di avvio a regime del sistema Siope+». Una sperimentazione che dovrà fornire anche «dettagliate indicazioni sulla sostenibilità del nuovo sistema in particolare rispetto agli enti di minori dimensioni che non possono essere gravati da ulteriori costi economici e organizzativi». Con riferimento invece alle Città metropolitane, Anci sottolinea che i tempi per l'avvio a regime del sistema dovranno essere uniformati a quelli previsti per i Comuni al di sopra dei 60mila abitanti.

Trasferimenti regionali
Rispetto, infine, al punto 10 dell'ordine del giorno sull'applicazione dell'articolo 39 del decreto legge 24 aprile 2017 n. 50 (trasferimenti regionali a Province e Città metropolitane per le funzioni conferite ai sensi dell'accordo sancito in Unificata l'11 novembre 2014), Anci e Upi hanno espresso un parere favorevole all'intesa subordinato però all'apertura di tavoli nazionali per le singole Regioni. «È stato raggiunto un importante obiettivo con l'intesa – ha sottolineato il vicepresidente Pella – lo sblocco della quota pari al 20% del Fondo nazionale trasporti e l'avvio di tavoli nazionali tecnici con le Regioni che dovranno prendere il via già dalla prossima settimana». Tavoli che potranno aprirsi anche sui casi delle Regioni a statuto speciale anche se al di fuori del perimetro di applicazione dell'articolo 39.


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