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Società partecipate, ancora poco tempo per il primo check up

di Paolo Salani (*) e Giuseppe Mangano (**) - Rubrica a cura di Ancrel

Si avvicina la data del 30 settembre 2017, termine entro il quale tutte le pubbliche amministrazioni come definite all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 (tra cui le Regioni e gli Enti locali, anche operanti nel territorio delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome) dovranno adottare la delibera motivata di ricognizione straordinaria delle partecipazioni possedute al 23 settembre 2016 (data di entrata in vigore del «(Tusp) testo unico in materia di società a partecipazione pubblica» contenuto nel Dlgs n. 175/2016 così come recentemente modificato dal Dlgs n. 100/2017) in attuazione dell'articolo 24: tale adempimento va posto in essere anche per attestare l'assenza di partecipazioni o nel caso di mantenimento senza interventi di razionalizzazione.
Per gli enti territoriali l'istituto della revisione straordinaria costituisce aggiornamento del piano operativo di razionalizzazione già adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 612, legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015).

La ricognizione
La ricognizione riguarda tutte le partecipazioni, anche se di minima entità: il processo di razionalizzazione nella sua formulazione straordinaria, rappresenta il punto di sintesi della valutazione complessiva della convenienza dell'Ente a mantenere in essere partecipazioni societarie rispetto ad altre soluzioni.
Entro il termine del 30 settembre 2017 le amministrazioni pubbliche, avvalendosi dell'ausilio delle linee guida elaborate dalla Corte dei conti e contenute nella delibera 19/SEZAUT/2017/INPR, sono tenute a individuare le partecipazioni possedute che il legislatore valuta negativamente, vale a dire:
a) le partecipazioni in società non riconducibili ad alcune delle categorie di cui all'articolo 4 del Tusp: si tratta in sintesi di quelle estranee alle categorie espressamente consentite dal testo unico e identificate, in via generale, con quelle non strettamente necessarie all'attività istituzionale dell'amministrazione pubblica partecipante;
b) le partecipazioni in società che non soddisfino i requisiti di cui all'articolo 5, commi 1 e 2 del Tusp, si tratta delle società che, pur ammissibili ai sensi dell'articolo 4, non risultano più giustificate per la convenienza economica, la sostenibilità finanziaria, la gestione esternalizzata del servizio;
c) le partecipazioni in società che ricadono in una delle ipotesi di cui all'articolo 20, comma 2 del Tusp.
Potranno essere mantenute le partecipazioni detenute in società quotate dirette o indirette, al 31 dicembre 2015, ai sensi dell'art. 26, comma 3, del Tusp: sono altresì fatte salve, e pertanto potranno essere mantenute, le partecipazioni in società costituite per il coordinamento e l'attuazione dei patti territoriali e dei contratti d'area per lo sviluppo locale, ai sensi della delibera Cipe 21 marzo 1997, fino al completamento dei relativi progetti (comma 7 dell'articolo 26 Tusp), le partecipazioni in società destinatarie dei provvedimenti antimafia di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (comma 12-bis dell'articolo 26 Tusp), partecipazioni nelle società che, alla data di entrata in vigore del decreto correttivo, risultano già costituite ed autorizzate alla gestione di case da gioco.

Scioglimento e alienazione
I piani di riassetto possono prevedere anche la dismissione o l'assegnazione delle partecipazioni societarie acquistate per espressa previsione normativa. I relativi atti di scioglimento delle società o di alienazione delle partecipazioni sociali sono disciplinati dalle disposizioni del codice civile e sono compiuti anche in deroga alla previsione normativa originaria riguardante la costituzione della società o l'acquisto della partecipazione. Resta ferma l'applicazione degli incentivi fiscali su scioglimento o alienazione di società già disposti dal comma 568-bis dell'articolo 1 della legge n. 147 del 2013.
L'alienazione delle partecipazioni dovrà essere effettuata entro un anno dalla conclusione della ricognizione straordinaria seguendo il procedimento previsto all'articolo 10 del Dlgs n. 175/2016.
Gli Enti locali potranno procedere, in luogo dell'alienazione, ad approvare dei piani di razionalizzazione delle partecipazioni, per mezzo di una delle misure previste dall'articolo 20, commi 1 e 2 del Tusp, cioè attraverso operazioni di riassetto, mediante fusione o soppressione, nonché messa in liquidazione o cessione, con contestuale predisposizione di nuovi piani industriali che giustifichino il riassetto delle partecipazioni.

Le relazioni tecniche
Viene richiesta la predisposizione di apposite relazioni tecniche nel caso in cui, nei piani di riassetto e razionalizzazione, siano presenti società partecipate in particolari situazioni quali:
a) partecipazioni societarie che non rientrino in alcuna delle categorie di cui all'articolo 4;
b) società prive di dipendenti o che abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;
c) partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali;
d) partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro (sul punto il Decreto correttivo 100/2017 dispone che il primo triennio rilevante è il 2017-2019. Nelle more della prima applicazione di tale criterio, ai fini dell'adozione dei piani di revisione straordinaria e ordinaria, per i trienni 2014-2016, 2015-2017 e 2016-2018 è applicata la soglia di fatturato medio non superiore ad euro 500 mila);
e) partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d'interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti;
f) necessità di contenimento dei costi di funzionamento;
g) necessità di aggregazione di società aventi ad oggetto le attività consentite all'articolo 4.
Le comunicazioni relative agli esiti della ricognizione andranno inviate al Dipartimento del Tesoro (attraverso l'applicativo nella sezione “Partecipazioni” del sito del Dipartimento) nonché alla competente Sezione Regionale di controllo della Corte dei conti.
Nella Delibera 19/SEZAUT/2017/INPR della Corte dei conti è contenuto un modello standard dell'atto di ricognizione al fine di favorire il corretto adempimento.

Regime sanzionatorio
Nel caso in cui l'amministrazione pubblica non adotti, entro la data prevista del 30 settembre 2017, l'atto di delibera incorre nelle sanzioni di cui all'articolo 24, comma 5, del Dlgs n. 175/2016 che prevede che il socio pubblico, fatto salvo il potere di alienare la partecipazione (seguendo le prescrizioni contenute nell'articolo 10 del Tulps) entro l'anno successivo al 30 settembre 2017, non potrà più esercitare i diritti sociali nei confronti della società partecipata: la stessa verrà liquidata secondo criteri civilistici contenuti nell'articolo 2437-ter, comma 2, del codice civile e con il procedimento di liquidazione previsto nel successivo articolo 2437-quater.
Ai sensi dell'articolo 2437-ter il valore di liquidazione della partecipazione verrà determinato dagli amministratori, sentito il parere del Collegio Sindacale e del soggetto incaricato della Revisione Legale dei conti, tenuto conto della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato delle azioni.
Il successivo articolo, il 2437-quater, prevede, in sintesi, che:
- gli amministratori dovranno offrire le azioni in opzione agli altri soci in proporzione al numero delle azioni da essi possedute;
- tale offerta di opzione deve essere depositata presso il registro delle imprese entro quindici giorni dalla determinazione definitiva del valore di liquidazione e per l'esercizio del diritto di opzione dovrà essere concesso un termine non inferiore a trenta giorni dal deposito dell'offerta;
- chi esercita il diritto di opzione avrà diritto di prelazione nell'acquisto delle azioni che siano, eventualmente, rimaste non optate;
- gli amministratori possono collocare presso terzi eventuali azioni non assegnate ai soci nel modo precedentemente illustrato;
- in caso di mancato collocamento anche a eventuali terzi le azioni dell'amministrazione recedente verranno rimborsate mediante acquisto, da parte della società, utilizzando riserve disponibili, anche in deroga a quanto previsto dal terzo comma dell'articolo 2357;
- in assenza di utili e riserve disponibili, deve essere convocata l'assemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale, ovvero lo scioglimento della società.
La mancata adozione di tali atti comporta una sanzione amministrativa fino a 500mila euro. Entro il 23 settembre 2017 il conservatore del registro delle imprese cancella d'ufficio - con apposito procedimento che prevede anche una comunicazione ad amministratori o liquidatori - dal registro delle imprese, le società a controllo pubblico che, per oltre tre anni consecutivi, non hanno depositato il bilancio d'esercizio ovvero non hanno compiuto atti di gestione.

Ricognizione del personale in servizio
Sempre entro il termine del 30 settembre 2017, le sole società a controllo pubblico (come definite all'articolo 2, comma 1, lettera m), hanno l'obbligo (articolo 25 del Dlgs n. 175/2016) di effettuare la ricognizione del personale in servizio e di predisporre l'elenco del personale eccedente da trasmettere alla Regione nella quale la società ha sede legale al fine di agevolare i processi di mobilità in ambito regionale. Si vuole inoltre evitare che le società a controllo pubblico procedano entro la data del 30 giugno 2018, ad assunzioni a tempo indeterminato al di fuori dei nominativi appartenenti all'elenco predetto (a meno che non si renda indispensabile ricorrere a persone con profilo professionale infungibile inerente specifiche competenze).

(*) Dottore Commercialista in Viterbo – Revisore Legale
(**) Dottore Commercialista in Viterbo – Revisore Legale


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