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A2A, vertice per la maxi-utility lombarda

di Vito Lops

I lavori per la creazione di una maxi-utility in Lombardia, frutto dell’integrazione tra Varese, Como-Monza, Valtellina e Lecco, procedono. E potrebbero avere una sensibile accelerazione nel fine settimana.

Lo ha confermato ieri il presidente di A2A, Giovanni Valotti, che, a margine di un convegno di Utilitalia, ha dichiarato: «Avremo una riunione venerdì. Finora è stato affrontato il tema delle questioni di ordine legale e giuridico e su quale sia la procedura migliore per varare l’integrazione tra le imprese. Venerdì invece si passerà a valutare i temi industriali».

Lo stesso ha poi aggiunto che «è stata fatta una analisi dei diversi business delle aziende sedute al tavolo e quella di venerdì sarà una riunione molto orientata a valutare il valore aggiunto industriale dell’aggregazione, quale è il delta industriale in più che crea l’aggegazione rispetto alle potenzialità delle singole aziende».

Valotti ha inoltre ricordato che «i tempi sono stretti: abbiamo una deadline per la definizione di un progetto completo fissata al 31 luglio. Stiamo tenendo la tabella di marcia ed entro fine luglio avremo una proposta tecnica che si potrà discutere con gli azionisti».

A2A detiene il 24% di Acsm-Agam (Como-Monza), il 90% di Aspem Varese e il 9,4% di Azienda Energetica Valtellina e Valchiavenna.

Al momento non è noto sapere quale sarà la struttura dell’operazione e se Acsm-Agam resterà comunque quotata in Borsa. Stando alle precedenti dichiarazioni di Valotti, risalenti al mese scorso, «questo sarà uno degli esiti del tavolo che è nella prima fase. Non emergono particolari problemi dal punto di vista giuridico procedurale ed è fattibile».

Venerdì 23 giugno scade anche il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti per rilevare le attività italiane di distribuzione del gas del gruppo spagnolo Gas Natural. Recentemente gli operatori che hanno manifestato interesse per questi asset sono Italgas, 2i Rete Gas, A2A, Edison, Green Network ed Engie. La società spagnola ha in Italia circa 450mila contatori, pari al 2% circa di quota di mercato a livello nazionale, concentrati soprattutto nel Sud e Sicilia per un valore della Rab fra 500 e 600 milioni di euro. Si è invece chiamata fuori Hera. I vertici della multi-utility bolognese hanno motivato la scelta spiegando che le reti di distribuzione di Gas Natural sono troppo distanti dall’area di riferimento di Hera.

Ieri a Piazza Affari il titolo Acsm-Agam ha chiuso in calo dello 0,78% (+22,6% nell’ultimo anno) mentre A2a ha terminato gli scambi praticamente invariato (+26% negli ultimi 12 mesi). Nel primo trimestre del 2017 A2A ha riportato ricavi in crescita del 31% a 1,686 miliardi, un Mol di 403 milioni (+28,3%) e un utile netto di gruppo pari a 180 milioni (+14%).


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