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Piano da 107 milioni per le infrastrutture idriche

di Annamaria Capparelli

Scatta un piano di pronto soccorso per le infrastrutture irrigue. Al ministero delle Politiche agricole sono stati assegnati 107,65 milioni del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. I cantieri saranno aperti entro l'anno: 92 milioni sono destinati alle strutture irrigue, 15 milioni alla difesa del suolo. «Con questi interventi – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – possiamo raggiungere due obiettivi fondamentali come il sostegno alle produzioni agricole e la messa in sicurezza dei territori interessati. Le opere che abbiamo previsto – ha spiegato – sono strategiche perché garantiscono una maggiore efficienza delle reti irrigue e un minore spreco d'acqua per le nostre produzioni alimentari».

Sostegno alle produzioni agricole
Dopo la calda primavera e un giugno bollente le principali produzioni agricole, soprattutto al Nord, sono sotto stress. La Coldiretti stima danni per un miliardo e uno stato di emergenza per ortofrutta, cereali e pomodoro, ma anche nelle stalle. Gli agricoltori sono costretti a ricorrere all'irrigazione di soccorso, mentre molti invasi sono a secco. E a soffrire della grande sete non è più solo il Sud. L'Emilia Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza, in Veneto l'autonomia è di poche settimane, così come in Toscana. Allarme in Polesine con temperature superiori rispetto alla media del periodo e precipitazioni in calo del 50% negli ultimi sette mesi. Nel Lazio è scattata la turnazione su tutti gli impianti irrigui dell'Agro Pontino, mentre in Sicilia è stato anticipato l'inizio della stagione irrigua negli agrumeti. In questa situazione da bollino rosso, con molte regioni a rischio desertificazione e la disponibilità dei bacini dimezzata rispetto alla media, per l'Anbi (Associazione nazionale bonifiche), che realizzerà le opere, è strategico il nuovo finanziamento che si aggiunge – ha spiegato il presidente Francesco Vincenzi – ai fondi del piano irriguo nazionale e alle risorse approvate dal Cipe. Intanto l'Anbi rilancia la richiesta di un «piano nazionale degli invasi per raccogliere le acque di pioggia».

Opere cantierabili
Tra le opere immediatamente cantierabili c'è la ristrutturazione del canale Cavour che garantisce l'irrigazione a oltre 350mila ettari tra Piemonte e Lombardia. Sono previsti tra l’altro il consolidamento del fiume Ombrone, in provincia di Grosseto, dove ci sarà un forte impatto sull'attività agricola; l'efficientamento del sistema del Montedoglio per il territorio umbro-toscano, la sistemazione del torrente Mattinatella nel Gargano e la messa a regime del torrente Fosso Fiorentino in Calabria.
«Gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno idro-esigenti – ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo –, ma di fronte alla tropicalizzazione del clima se vogliamo continuare a mantenere l'agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati».


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