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Banda larga, lavori al via nelle aree bianche di cinque Regioni

di Laura Serafini

Open Fiber si prepara ad avviare i lavori per posare la fibra anche nelle zone cosiddette a fallimento di mercato. Ieri sono stati firmati i 5 contratti di concessione tra Infratel e Open Fiber relativi alla prima gara per portare la fibra nelle case delle aree bianche di Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto.

Le aree bianche
Sono le aree nelle quali per gli operatori non sarebbe redditizio investire senza il sostegno di fondi pubblici, sulla base di indicazioni da loro stessi fornite. La società controllata da Enel e Cdp aveva vinto la competizione - al primo bando aveva partecipato anche Telecom, che poi si è sfilata avviando un business in proprio in quelle aree (assieme a Fastweb) - ma l’aggiuficazione era rimasta sospesa perchè l’offerta poteva avere aspetti di anomalia. Rispetto alla base d’asta, pari a 1,4 5 miliardi, l’offerta per coprire 4,6 milioni di unità immobiliari su 3043 comuni era stata pari a 675 milioni. E ancora, gli altri operatori, tra cui la stessa Telecom, avevano presentato ricorso al Tar. L’esito della gara relativa al secondo bando è stato reso noto giovedì scorso e anche in quel caso ha vinto Open Fiber, anche perchè ormai non c’erano più concorrenti di peso dopo l’uscita di Telecom. La terza e ultima gara dovrebbe essere bandita a settembre.

La politica dei prezzi
All’evento ieri erano presenti il sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, presidente e ad di Oper Fiber, Franco Bassanini e Tommaso Pompei. Open Fiber si è impegnata a portare la fibra fino alle case garantendo per l’87% delle unità immobiliari una connessione di 100 megabit e per il resto non inferiore a 30 megabit. «Open Fiber è risultata vincitrice - ha spiegato l’ad di Infratel, Domenico Tudini - non solo per la significativa copertura assicurata, che era l’obiettivo principale, ma anche per i risparmi che ha consentito».
Giacomelli ieri ha messo l’accento sul fatto che la rete in fibra che verrà realizzata nelle aree bianche «sarà di proprietà pubblica e farà prezzi all’ingrosso che sono meno della metà degli attuali, il che consentirà agli operatori di farsi concorrenza sui servizi, come è giusto che sia». La politica dei prezzi sui servizi all’ingresso deriva da una delibera dell’Autorità per le comunicazioni che ha in questo modo tolto agli operatori che realizzano la rete la remunerazione sul capitale investito che non è proprio ma deriva, appunto, dai fondi pubblici messi a disposizione con la gare nelle aree meno redditizie per questo tipo di business. Quando ci si riferisce al dimezzamento dei prezzi, non si specifica però che l’Autorità ha già ampiamente ridotti quelli relativi all’offerta per la connessione Fttc (la fibra fino al cabinet e non alla casa), mentre quella per l’offerta per la fibra fino alla casa (Ftth) è rimasta invariata.


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