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Partecipate, Anci: lavoriamo a intesa, accogliere istanze dei Comuni

di Redazione Anci

Sul cosiddetto decreto bis per la riforma delle società partecipate pubbliche l'Anci continua la sua interlocuzione con il Governo, confidando di raggiungere un'intesa entro breve, grazie all'accoglimento delle principali istanze avanzate dai Comuni.

Le istanze dei Comuni
In particolare, l'Anci evidenzia la necessità di consentire alle società partecipate dei Comuni di presentarsi alle gare indette su tutto il territorio nazionale, nel caso in cui si tratti di servizi a rilevanza economica come ad esempio il trasporto pubblico locale e la fornitura di gas, settori in cui da tempo il mercato è già liberalizzato. Se si vuole inoltre consentire alle società dei Comuni più piccoli e che operano in territori svantaggiati di erogare ancora servizi essenziali, evitando di costringerle a controproducenti dismissioni, è necessario inoltre l'abbassamento della soglia di fatturato medio triennale, da 1 milione a 500mila euro.
L'Anci chiede inoltre che il controllo ispettivo della Ragioneria generale dello Stato sia limitato alle sole società controllate, e non a tutte le partecipate, per valorizzare e non scoraggiare l'ingresso di privati nella gestione delle società.
È su queste proposte che l'Anci condiziona l'intesa sul decreto, continuando a lavorare a tal fine nell'interlocuzione con il governo. Le richieste dell'Associazione consistono in correttivi finalizzati a promuovere la concorrenza nel settore dei servizi pubblici locali, senza tuttavia dover necessariamente arrivare a una ingiustificata perdita di valore degli asset industriali e degli investimenti fatti dai Comuni in questi anni, in un quadro di regole peraltro mai chiaro e definitivo.


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