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Mense scolastiche, Anci alla Camera: «Ok ristorazione come servizio pubblico, ma su oneri e direttive Stato faccia la sua parte»

di Matteo Valerio

«Se la ristorazione nelle scuole diventa un servizio pubblico essenziale, che come tale va garantito, i Comuni non possono essere lasciati soli: né nel sostegno dei costi, né tantomeno di fronte a sentenze come quella di Torino sul pasto "fai-da-te"». È quanto afferma l'assessore alla scuola e all'istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, che ieri ha rappresentato l'Anci nel corso dell'audizione della Commissione Agricoltura del Senato sul Ddl n. 2037 che regolerà la ristorazione collettiva.

«Abbiamo fatto notare – spiega Palmieri – che siamo d'accordo sulla definizione di Linee guida per garantire la qualità della ristorazione collettiva, tanto che ci atteniamo già sia a quelle del ministero della Salute sia a quelle elaborate dagli stessi Comuni. È per noi una debolezza però quella di non coinvolgere in questa discussione, insieme al ministero dell'Agricoltura e a quello della Salute, anche il ministero dell'Istruzione: solo così sarebbe davvero sancito il senso educativo e di lotta alle discriminazioni insito nella ristorazione collettiva nelle scuole, e che è parte integrante del Ddl».

Ma è soprattutto sull'ormai annosa querelle riguardante la facoltà – sancita da un Tribunale di Torino - di consumare il pasto da casa, che Palmieri ha ribadito con forza la «necessità che i Comuni non siano lasciati soli nel gestire le conseguenze di quella sentenza. A partire dai controlli necessari per garantire la salute di tutti i bambini: sono oneri che di certo non possono ricadere sulle spalle dei Comuni. E' necessario che chi di dovere dia tutte le indicazioni necessarie affinché vengano tutelati i diritti dei bambini e la loro salute».

D'altronde, aggiunge Palmieri, «se il servizio di ristorazione collettiva diventerà servizio pubblico essenziale, come prevede il Ddl, da un lato si supererebbe lo scoglio del pasto "fai da te", ma dall'altro si esporrebbero i Comuni a oneri di spesa, necessari a garantire il servizio, dei quali da soli non possono certo farsi carico. Da qui il richiamo al coinvolgimento del ministero dell'Istruzione: non siamo disponibili a pensare – conclude Palmieri - che una legislazione nazionale sulla ristorazione collettiva non preveda il coinvolgimento di tutti i ministeri competenti affianco ai Comuni».


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