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Società partecipate, limiti alle spese di personale anche con nuovi servizi

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le nuove disposizioni recate dal Decreto Madia (contenute negli articoli 19 e 25) precludono agli enti locali, in sede di adozione degli atti di indirizzo, di derogare all'obbligo di contenimento delle assunzioni di personale nelle società partecipate anche nel caso in cui le stesse siano tenute a svolgere nuovi e ulteriori servizi.
È quanto ha stabilito la sezione regionale di controllo dell'Abruzzo della Corte dei conti, mediante un apposito parere (n. 252/2016), rispondendo alla richiesta di un ente che chiedeva lumi in ordine alla possibilità di adottare i provvedimenti di indirizzo indispensabili per procedere alle assunzioni aggiuntive necessarie per l'ampliamento dei servizi di raccolta dei rifiuti nella modalità «porta a porta».

Precedenti orientamenti
Per giungere a tale conclusione la pronuncia, preliminarmente, ricorda che le disposizioni del Testo unico delle società a partecipazione pubblica risultano a oggi senz'altro vigenti, nonostante la declaratoria di incostituzionalità della rispettiva delega legislativa, anche per la prospettata possibilità di sanatoria dell'iter seguito.
Di seguito è evidenziato che, nella vigenza della previgente disciplina, si era creato un conflitto interpretativo tra diverse sezioni regionali di controllo della Corte dei conti sulla correlazione tra un prevedibile aumento quantitativo dell'attività svolta da una società in house e il corrispondente "legittimo" incremento del personale da assumere, alla luce degli obiettivi di contenimento della spesa legislativamente introdotti.
Un primo orientamento (si veda il parere n. 1/2014 della sezione regionale di controllo della Toscana) aveva affermato la possibilità, da parte di una società in house, di "derogare" alle limitazioni previste per le assunzioni di personale in ragione della necessità di ampliare i servizi alla collettività da parte del soggetto societario, tenendo conto che la normativa invitava a tenere conto anche del settore di operatività.
Un secondo orientamento (si veda il parere n. 55/2014 della sezione regionale di controllo della Liguria), invece, di tenore più restrittivo, aveva valorizzato l'elemento letterale delle disposizioni, nelle quali non erano previste deroghe o eccezioni agli obblighi imposti. Con la conseguenza, che le direttive impartite dovevano essere tali da assicurare il rispetto degli obiettivi di contenimento degli oneri, anche in relazione alle ipotesi in cui effetti sul piano occupazionale fossero ricollegabili all'ampliamento dell'attività.
Tali interpretazioni, peraltro, dopo l'entrata in vigore del nuovo Testo unico, secondo la Corte dei conti, hanno perso il loro fondamento in termini di diritto positivo e tra l'altro, il quadro normativo attuale (di cui all'articolo 19), non fa alcun cenno al settore di operatività della società, con la conseguenza che l'ente locale partecipante, nel rispettivo atto di indirizzo, non può (a differenza di quanto avveniva in passato) prendere in considerazione tale elemento quale parametro valutativo.
Si tratta, a ben vedere, di un'evoluzione normativa decisiva, considerando che un'attenta giurisprudenza aveva valorizzato proprio il richiamo (contenuto nella legge 89/2014) al settore in cui ciascun soggetto opera per giungere ad una interpretazione meno rigorosa delle limitazioni in materia di personale, con la conseguenza che, oggi, tale soluzione deve considerarsi superata.

La decisione
A parere della magistratura contabile, in più, orienta nella stessa direzione (più restrittiva) l'indicazione contenuta nell'articolo 25 del Testo unico Madia (relativa alla disciplina delle eccedenze di personale), che appalesa un rafforzamento in senso ancor più rigoroso dei divieti e delle limitazioni in materia di personale nonché dei doveri di contenimento dei relativi costi facenti capo alla pubblica amministrazione.
Infine, è parimenti rilevante evidenziare, per corroborare la conclusione raggiunta, che tale disposizione ha subordinato la possibilità di nuove assunzioni "ordinarie" (nell'ambito delle partecipate) all'esaurimento degli elenchi di cui alle "eccedenze" predette e con una sola, esclusiva e specifica possibilità di deroga, rappresentata dall'assunzione di personale infungibile, sulla base di un'impostazione tendenzialmente più restrittiva.


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