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Commercio ambulante, Decaro scrive a Calenda su direttiva Bolkestein: «Opportuno prolungamento dei tempi»

a cura della redazione Anci

Il Presidente dell'Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha inviato una lettera al Ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, sull'applicazione della Direttiva Bolkestein al commercio ambulante. Questo il testo integrale.

«Caro Ministro - dice Decaro - faccio seguito alle mie precedenti note per rappresentarti la situazione di incertezza normativa e le difficoltà applicative della Direttiva Bolkestein al settore del commercio su aree pubbliche. Tali difficoltà, Ti sono già ben presenti, come testimoniato dall'impegno assunto dal precedente Governo di intervenire per trovare soluzioni concrete e compatibili con il quadro giuridico nazionale e comunitario. Però l'incertezza interpretativa e le criticità, pure già richiamate, sono state ulteriormente accentuate dalla recentissima nota dell'Agcmprot. 78725 del 15 dicembre scorso indirizzata alla Conferenza delle Regioni e al Mise, e, come dire, ci impone la ricerca di una soluzione in tempi relativamente brevi
La nota richiamata – prosegue - è intervenuta, ripercorrendo i principi concorrenziali in materia, svolgendo alcune considerazioni in merito alla durata delle concessioni e ai criteri di selezione contenuti sia nell'Intesa del 2012 che nei successivi documenti della Conferenza dei Presidenti delle Regioni (2013 e 2016). La stessa si conclude auspicando la modifica dei documenti soprarichiamati e che le amministrazioni locali esercitino la propria potestà sull'individuazione della durata delle concessioni e dei criteri di selezione in maniera coerente con i principi della Direttiva Servizi (Bolkestein). Ciò detto, mi preme sottolineare l'urgenza della riattivazione di una iniziativa di confronto, anche alla luce della pronuncia dell'Antitrust che incide sull'Intesa del 2012.
Peraltro mentre alcuni Comuni stanno lavorando per non arrivare sprovvisti alla scadenza di luglio 2017, altre amministrazioni hanno percorso la strada della sospensione della procedura dei bandi in autotutela amministrativa a causa dell'incertezza normativa e delle difficoltà operative. Appare pertanto opportuno un prolungamento adeguato dei tempi, in ragione dell'elevato numero di concessioni da assegnare tramite gara e della conseguente mole di verifiche e incombenze in carico agli uffici comunali ancor prima dell'indizione delle gare stesse», conclude Decaro.


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