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Per i fondi al trasporto locale serve sempre l'accordo con le Regioni

di Gianni Trovati

La ripartizione dei finanziamenti del trasporto pubblico può avvenire solo se c'è l'intesa delle Regioni. Su queste basi, nella sentenza 211/2016 depositata ieri la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della legge di stabilità del 2015 (comma 224) perché aveva previsto solo un'informativa ai governatori e non il loro parere vincolante. In gioco ci sono i fondi, 600 milioni di euro nel 2014-2016, destinati all'acquisto di nuovi mezzi pubblici su gomma e ferro. Accanto all'entità delle somme, il dato importante è legato al fatto che quella norma ha rappresentato un tentativo di accelerare sull'introduzione di parametri «premiali» nella distribuzione dei fondi per i trasporti locali. L'assegnazione delle risorse è infatti effettuata in base a parametri qualitativi che misurano la produttività del servizio (chilometri erogati, presenza di passeggeri) insieme all'entità dei finanziamenti regionali. In tutti i casi, spiega la Corte, il trasporto locale è competenza regionale, e per decidere come assegnare i fondi serve l'accordo con gli enti territoriali. 


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