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Servizi pubblici locali, Bianco alla Camera: «Bene riordino, ma affrontare criticità su in house e Tpl»

di Matteo Valerio

Fondi per il trasporto pubblico locale gestiti in modo diretto dalle Città metropolitane, e premialità per quelle Regioni che decidano di investire sul rinnovo del parco autobus. Ma anche un'attenzione particolare alla nuova disciplina per gli affidamenti in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica: bene le liberalizzazioni ma, una volta stabilita la possibilità di affidamento in house, si evitino misure ingiustificatamente penalizzanti.
Queste, in sintesi, le principali criticità avanzate dal presidente del Consiglio nazionale dell'Anci, Enzo Bianco, nel corso di un'audizione alla Camera sullo schema di decreto legislativo relativo al testo unico sui servizi pubblici locali.
«Come Anci – ha detto Bianco, che ha consegnato alla Commissione un documentocon le osservazioni dell'Anci – chiedevamo da anni un provvedimento di carattere generale che mettesse ordine in una materia tanto delicata quanto determinante per le amministrazioni locali come quella sui servizi pubblici. Per questo motivo, già nelle sedi di concertazione con il Governo abbiamo espresso una valutazione complessivamente favorevole sul testo, sebbene condizionata all'accoglimento di alcune criticità che a nostro parere devono necessariamente essere prese in considerazione, pena il rischio di compromettere l'efficacia del provvedimento e degli stessi servizi pubblici locali».

Il settore del trasporto
Bianco ha sottolineato innanzitutto la norme relative al trasporto pubblico locale: «Non sappiamo ancora se la materia del trasporto pubblico sarà ricompresa in questo provvedimento, ma a nostro parere va assolutamente stabilizzato il fondo per il tpl, prevendendo premialità per quelle Regioni che optano per l'acquisto di nuovo autobus nelle Città. Chiediamo inoltre e nuovamente – ha aggiunto Bianco – che le Città metropolitane abbiano la possibilità di vedersi assegnate in via diretta, e non con le intermediazioni delle Regioni, le risorse relative al trasporto pubblico locale: nelle grandi aree urbane del Paese vive un terzo del totale delle popolazione, è impensabile e dannoso creare duplicazioni e intermediazioni nell'assegnazione dei fondi».

Criticità generali
Il testo della norma però presenta anche criticità di tipo generale, soprattutto riguardo le disposizioni e le restrizioni per l'affidamento in house dei servizi da parte delle amministrazioni: «Siamo assolutamente d'accordo con un impianto che riduca allo stretto necessario il ricorso all'in house – ha spiegato – ma nel testo della norma notiamo un atteggiamento di ulteriore e ingiustificato sfavore per questo tipo di affidamenti. A partire dalla "prova diabolica" in capo alle amministrazioni, che devono dimostrare il fallimento del mercato per poter procedere all'assegnazione in house». Bianco ha citato anche il limite imposto di 5 anni per gli affidamenti diretti, contro i 10 delle altre modalità di affidamento: «Un ulteriore e ingiustificato regime di sfavore – ha fatto notare – che pregiudica il rientro dagli investimenti fatti da una determinata società». Se poi il problema fosse quello di poter intervenire in caso di cattivo operato da parte delle aziende, Bianco offre la soluzione: «La legge prevede che ogni anno i Comuni facciano una relazione a proposito dell'operato delle aziende in house. Una relazione che viene inviata anche alla Corte dei Conti. Basterebbe prevedere l'obbligo per i Comuni di segnalare in quella relazione eventuali mutamenti delle condizioni, prevedendo la possibilità di recedere dai contratti di servizio».


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